La Virtus Olidata Bologna travolge l’Aquila Basket Trento in gara-1 dei quarti playoff con una prova corale di altissimo livello, probabilmente il dato più incoraggiante della serata bianconera. Perché il 102-71 della Virtus Arena nasce da una squadra capace di mandare tanti uomini protagonisti, di trovare risorse diverse nei vari momenti della partita e di costruire pallacanestro attraverso ritmo, circolazione e intensità difensiva.
Dentro questo contesto però, il giocatore che più di tutti ha inciso nei momenti decisivi è stato Carsen Edwards. Ventuno punti in appena 25 minuti, ma soprattutto la capacità di colpire nel momento in cui la gara sembrava poter prendere una piega diversa.
Dopo un primo tempo dominato dalla Virtus, infatti, Trento aveva provato a rientrare in apertura di terzo quarto con un parziale di 10-0 che aveva improvvisamente acceso qualche campanello d’allarme alla Virtus Arena. Proprio lì è emerso il talento del numero 3 bianconero. Due triple consecutive, pesantissime, di quelle che spezzano inerzia e fiducia avversaria, hanno immediatamente rimesso la partita sui binari della Virtus e dato il via al controparziale di 9-0 che ha definitivamente spento le speranze trentine.
Edwards non ha vissuto una serata perfetta dentro l’arco, chiudendo con 1/6 da due punti, ma dall’arco è stato devastante: 5/11 da tre, oltre al perfetto 4/4 ai liberi. Numeri che raccontano non solo la sua pericolosità offensiva, ma anche la sua capacità di accendersi quando il pallone pesa di più.
La sensazione è che questa Virtus abbia finalmente trovato un equilibrio offensivo in cui il talento individuale riesce a convivere con il gioco collettivo. E in una squadra che muove così bene la palla e crea tanti tiri aperti, un realizzatore come Edwards può diventare un fattore devastante per tutta la corsa playoff.

Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Carsen Edwards, foto Ciamillo-Castoria