Un’altra partita equilibratissima è andata in scena al PalaDozza di Bologna per gara-2 della semifinale playoff tra Flats Service Fortitudo Bologna e Tezenis Verona. Verona riesce a rimontare dal -8 di metà quarto quarto, ma non riesce a trionfare nei tempi regolamentari. La tripla di Ambrosin regala il successo alla squadra di Ramagli dopo un overtime, che così al Pala AGSM AIM di Verona avrà due chance di chiudere la serie in casa propria e conquistare la finale.

LA CRONACA

La Fortitudo, rispetto a gara-1, parte forte nel primo quarto con due importanti parziali che permettono ai padroni di casa di chiudere avanti di 9 i primi 10 minuti di gara, 26-17, trascinati da un Sorokas subito in ritmo, capace di segnare 13 punti soltanto nel primo quarto. Verona, dopo una partenza in sordina, trova ritmo e alza l’intensità in difesa, iniziando a rosicchiare nel punteggio, fino ad un 2-9 di parziale, firmato dalle triple di McGee e Zampini, che pareggia il match sul 33-33. La tripla di Sarto riporta avanti la Fortitudo che chiude il primo tempo sul 36-33.

All’uscita dagli spogliatoi, i padroni di casa sono subito cinici chiudendo un 4-0 di parziale che obbliga subito Ramagli, dopo circa 45 secondi di ripresa, a chiamare time-out. La reazione di Verona però è super soddisfacente: 0-7 di parziale in 90 secondi che riporta il punteggio in parità sul 40-40. La tripla di Ambrosin porta gli ospiti avanti per la seconda volta in partita sul 44-47.

La sfida poi si ferma per qualche minuto per un episodio accaduto sotto canestro: Sorokas, pronto a prendere un rimbalzo offensivo, viene spinto -così ha riferito agli arbitri il numero 9 della Fortitudo- e cade a terra. Il lituano si rialza e vuole andare faccia a faccia con Bolpin, anche se non si è poi ben capito se sia stato effettivamente spinto e da chi, ma viene fermato dai compagni di squadra. Alla fine la decisione degli arbitri è di lasciare tutto così, sia perchè non ci sono gli elementi giusti per giudicare l’episodio, sia perchè alla fine sembra sia un normale contatto di gioco, con la rimessa per Verona.

La reazione della Fortitudo però si vede subito, perchè i biancoblu chiudono un parziale di 7-0 per tornare avanti di prepotenza, firmato proprio da Sorokas con una tripla e 2 tiri liberi, sul 51-47. Monaldi accorcia e così il quarto periodo inizia con il punteggio di 54-51.
I padroni di casa riprendono da dove avevano iniziato e, dopo la tripla di Zampini, rispondono subito con Sarto, con la classica uscita dai blocchi, che vale il 59-54. L’ex Rieti ripete la stessa azione subito dopo, stavolta il tiro non entra ma subisce fallo, 3/3 e 62-54 a poco più di 6 minuti dalla fine. Un +8 importante per la Fortitudo.

Verona non riesce a segnare, ma anche i padroni di casa non trovano più punti, ripetendo forse troppo spesso l’azione che aveva portato alla tripla precedente di Sarto. Alla fine Zampini trova un fallo e fa 2/2, subito dopo Loro riceve e va a schiacciare per il -4. Moore risponde con un 2/2 e per il nuovo +6 a 4:20 dalla fine.
Arriva però il momento di Andrea Loro, il classe 2003 chiude un parziale in solitaria di 0-7 per Verona con due triple e un 1/2 dalla lunetta, che vale il nuovo vantaggio degli ospiti sul 64-65 a poco più di 2 minuti dalla fine. Passano altri 60 secondi e, dopo un azione senza canestro a testa, Moore riporta avanti i biancoblu sul 66-65. McGee trova un gran canestro con fallo sulla difesa di Fantinelli, ma sbaglia il tiro libero, 66-67 a 44 secondi dalla fine.

Sarto subisce fallo e fa 2/2, mentre McGee riprova di nuovo a penetrare in area, ma stavolta conquista solo due tiri liberi. Segna il primo, ma sbaglia il secondo, 68-68 e quindi overtime.
Ai supplementari la situazione è tesissima: per i primi 3 minuti e mezzo di gioco si segna solo a cronometro fermo, prima Zampini e poi Anumba, si resta in parità, 70-70. Verona trova Ambrosin libero in transizione offensiva, il numero 14 non sbaglia da tre e trova il 70-73 a 90 secondi dalla fine. Anumba perde due palle sanguinosissime in attacco, ma anche Verona non è esente da errori. Dalla rimessa gli uomini di Ramagli vanno in difficoltà, rischiando più di una volta di regalare palla alla Fortitudo, che alla fine la recupera e riesce, dopo anche un rimbalzo offensivo, a prendersi un fallo. Sarto fa 2/2 per il -1, ma Zampini risponde dall’altro lato: 72-75 a 22 secondi dalla fine.

Loro fa fallo su Moore, che non sbaglia: 74-75 a 17 secondi dal termine. La palla finisce a Baldi Rossi, che subisce fallo, ma sbaglia entrambi i tiri liberi dalla lunetta. A rimbalzo vola però Andrea Loro che prende il pallone e non lo lascia andare. Palla contesa e possesso alla Fortitudo, ma con soli 3 secondi restanti, Sorokas non riesce a trovare il canestro della vittoria, provando da centrocampo. La sfida termina 74-75.

IL COMMENTO

I dettagli, come anche in gara-1, hanno fatto la differenza.
Si è segnato leggermente di più, ma le difese sono state nuovamente protagoniste, basta leggere le percentuali dal campo. 38% per entrambe, con le due aree che sono state blindate dalle rispettive difese, in particolare dalla Fortitudo, capace di concedere appena 23 tiri da due a Verona, obbligata praticamente a tirare molto di più da tre, ben 43 i tentativi dall’arco per gli ospiti. Ben oltre il normale numero di tiri da tre della squadra di Ramagli, che in stagione ha una media di 29 a partita.

Gli ospiti si sono dovuti adattare alla partita e lo hanno fatto benissimo soprattutto dopo un brutto primo tempo dal punto di vista realizzativo. Nei primi 20 minuti, infatti, Verona ha tirato con il 35% dal campo contro il 52% della Fortitudo, molto precisa sia da fuori che dentro l’area, da tre i padroni di casa avevano segnato 5 triple su 12 tentativi. Le cose sono cambiate decisamente nella ripresa, soltanto 2 le triple segnate dalla Fortitudo nei successivi 25 minuti di gioco, su ben 20 tentativi, un pessimo 10% da tre.

Verona infatti ha tenuto stabili le percentuali da tre, migliorando decisamente quelle da due, 6/11 dopo un basso 5/12 nei primi 20 minuti di gioco. Percentuali dal campo che hanno permesso agli scaligeri di restare aggrappati al match anche sbagliando molti più tiri liberi dei padroni di casa, che nella ripresa hanno chiuso con un 16/17 impressionante a cronometro fermo. I tiri liberi che hanno deciso il finale, perchè Verona ha sbagliato 3 degli ultimi 5 tiri da fermo tentati negli ultimi 2 minuti di gioco, che avrebbero regalato la vittoria alla squadra di Ramagli già a fine tempi regolamentari.

Nel complesso, Verona è stata brava ad adeguarsi alle varie fasi della partita: nel primo tempo, quando le percentuali dal campo erano molto basse e quindi i tiri difficilmente entravano, gli ospiti hanno cercato di prendere più rimbalzi possibili, per avere secondi tiri e restare in scia alla Fortitudo. Il piano è riuscito, perchè Johnson, che venendo sempre raddoppiato non poteva giocare quasi mai spalle a canestro con la palla in mano, ha chiuso con 11 rimbalzi, di cui 6 conquistati nel primo tempo, con un totale di ben 6 rimbalzi offensivi. Johnson è stato la pedina d’attacco decisiva nel primo tempo di Verona, il quale è riuscito sempre a far muovere la difesa biancoblu.
La Fortitudo è stata molto brava a limitare Verona chiudendo completamente l’area, con gli ospiti che hanno soltanto cercato i tiri nella zona del tiro libero, ma praticamente mai in quella un pò più lontana dal canestro, preferendo invece un tiro da tre.

Alla fine, in una partita così bella e così combattuta, la differenza la fanno i dettagli, anche perchè una sfida tra due squadre così forti non può che essere alla pari. E allora ecco che ogni piccola cosa può cambiare l’esito del match, dalla semplice palla persa, dove la Fortitudo ha limitato i danni, soltanto 10 contro le 13 di Verona, al rimbalzo offensivo che può portare ad un canestro importante.

MVP del match Federico Zampini che ha giocato sfornato un’altra prestazione eccezionale, seppur con percentuali basse e ben 4 palle perse. Ha chiuso con 19 punti e 8/9 ai liberi, segnando 4 tiri a cronometro fermo nei supplementari, e poi ha recuperato 7 rimbalzi e servito 7 assist, quasi una tripla doppia. Non basta una grande gara di Paulius Sorokas alla Fortitudo, 21 punti con il 44% dal campo per lui.

Serie che ora si sposta a Verona, lunedì 25 maggio ore 20.45, per quella che sarà una gara-3 difficilissima da interpretare. Dopo due partite così equilibrate, entrambe finite punto a punto, dove la Fortitudo ha perso entrambe le volte in casa, è impossibile fare un pronostico.
Verona ha una grandissima opportunità, ovvero quella di chiudere la serie subito in casa propria, o al massimo a gara-4, ma deve essere brava a sfruttarla e, soprattutto, a non dare speranze di rimonta alla Fortitudo.
Gli uomini di coach Caja devono raddrizzare ad ogni costo una serie che sembra persa, deve vincere per forza gara-3, oppure sarà SWEEP (come si dice in America) ed eliminazione.

Al PalaDozza quest’anno a vincere c’era riuscita solo Pesaro il 12 ottobre, Verona ce l’ha fatta di nuovo dopo 7 mesi per ben due volte.

QUI le STATISTICHE del MATCH

Foto di Ciamillo Castoria, Sorokas (biancoblu), Baldi Rossi e Ambrosin (gialloblu)