È apoteosi Dolomiti Energia. In una BTS Arena ribollente di entusiasmo, Trento travolge la Virtus Bologna 102-85 e si prende con autorità gara3 dei quarti di finale playoff, portandosi clamorosamente sul 2-1 nella serie. Una partita senza praticamente storia, dominata dai bianconeri di Massimo Cancellieri dall’inizio alla fine contro una Virtus Olidata Bologna apparsa scarica, sfiduciata e incapace di trovare qualsiasi contromossa all’energia trentina.
La sensazione, sempre più concreta, è che la serie abbia ormai preso una direzione inattesa. Dopo il colpo esterno in gara2 alla Virtus Arena, Trento ha confermato tutto il proprio momento psicofisico positivo demolendo nuovamente una Virtus falcidiata dalle assenze di Alessandro Pajola, Derrick Alston Jr. e Aliou Diarra. Dall’altra parte mancava Devante Jones, ma la Dolomiti Energia ha risposto con una prova corale devastante per intensità, fisicità e qualità offensiva.
La Virtus ha inseguito sin dai primi possessi, incapace di arginare le scorribande trentine e soprattutto troppo fragile nella propria metà campo. I 102 punti concessi raccontano perfettamente una serata difensivamente disastrosa per la squadra di Nenad Jakovljevic, spesso in ritardo nelle rotazioni e mai realmente dentro la partita sul piano emotivo. In attacco, invece, le Vu Nere hanno tirato con percentuali bassissime dall’arco, affidandosi a tratti quasi esclusivamente alle iniziative individuali.
L’unico avvio positivo porta la firma di Carsen Edwards, che realizza 7 punti nei primi quattro minuti – uno in più rispetto all’intera gara2 – ma il resto della squadra fatica tremendamente a trovare ritmo. Nel corso del primo quarto Jakovljevic rispolvera anche Alen Smailagic, inizialmente impiegato da ala forte accanto a Momo Diouf e poi da centro insieme ad Akele. Una soluzione che però non cambia l’inerzia del match.
Trento prende immediatamente il controllo della gara e chiude il primo periodo avanti 23-14, toccando già il +9. Nel secondo quarto la Dolomiti Energia continua a martellare la difesa bolognese: nonostante i numerosi falli commessi, i padroni di casa mantengono il comando delle operazioni e volano fino al +11 sul 42-31. Nel finale di tempo arriva anche il nuovo massimo vantaggio sul 48-36, prima della tripla sulla sirena di DJ Steward che manda le squadre negli spogliatoi sul 51-38 e incendia definitivamente la BTS Arena.
Alla ripresa dei giochi la musica non cambia. Trento continua a giocare con fiducia totale, mentre la Virtus sprofonda progressivamente. La tripla di Khalif Battle vale addirittura il +20 sul 67-47 a cinque minuti dalla fine del terzo quarto, simbolo perfetto di una gara completamente a senso unico. I bianconeri di casa dominano atleticamente e mentalmente, chiudendo il terzo periodo avanti 82-63.
Negli ultimi dieci minuti la Virtus prova soltanto a rendere meno pesante il passivo, ma Trento mantiene saldamente il controllo e chiude i conti sul definitivo 102-85. Una vittoria pesantissima, che ora mette la Dolomiti Energia davanti a due match point consecutivi, il primo dei quali domenica alle 17 ancora alla BTS Arena. E adesso l’idea dell’impresa, di uno degli upset più clamorosi degli ultimi anni della Serie A, non sembra più soltanto una suggestione.
Per Trento arrivano 19 punti da DJ Steward, 18 da Matas Jogela, 16 da Khalif Battle e 15 da Jordan Bayehe. Alla Virtus non bastano i 17 di Saliou Niang, i 16 di Carsen Edwards, i 14 di Yago Dos Santos, i 14 di Alen Smailagic e i 13 di Matt Morgan.
QUI le statistiche complete del match
Eugenio Petrillo
Nell’immagine Matas Jogela, foto Ciamillo-Castora