Dopo la vittoria di campionato di domenica, che permette alla Segafredo di mantenere il secondo posto e sperare nelle prossime gare, che Brescia possa accusare un passo falso, la truppa bianconera si appresta questa sera a giocarsi una delle gare più difficili di tutta la stagione europea, una “mission impossible” almeno sulla carta.

Dopo mesi passati a frequentare i piani alti della classifica, vuoi per un fisiologico calo di forma, vuoi per i vari infortuni che ogni anno arrivano puntualmente, dovendo sostenere un numero di partite probabilmente esagerato per chi disputa la competizione europea di maggior prestigio, vuoi infine perché le compagini più forti entrano in forma solo nella seconda parte del torneo, la Segafredo si è ritrovata a fine regular season al decimo posto, scesa di parecchie posizioni rispetto a quanto ottenuto sino ad un paio di mesi fa.

Che la posizione raggiunta sin dalle prime battute fosse oggettivamente un “di più” di quanto ci si aspettasse da questa squadra, era plausibile, bravi sono stati i ragazzi ed il coach a mantenere aperto il sogno per così tanto tempo, ma poi, nel gioco lungo, i veri valori dei team, sono usciti alla distanza, ristabilendo quanto si era ipotizzato a luglio dopo aver visto la composizione dei roster.

Rimane comunque un fatto che la Segafredo, con un budget inferiore allo scorso anno, con un talento offensivo minore, abbia saputo raggiungere un decimo posto che davvero in pochi avevano pronosticato, migliorando diverse posizioni il piazzamento dello scorso anno e lasciandosi alle spalle formazioni ben più accreditate alla vigilia come ad esempio il Partizan di Obradovic, una delle regine del mercato estivo.

Rimane tuttavia l’amaro in bocca per quello che sarebbe potuto essere ed invece non sarà, bastava una vittoria in più, fra le tante sconfitte rimediate nell’ultimo periodo, per conquistare un ottavo posto che avrebbe permesso alla Segafredo di avere maggiori chances di accedere ai playoff, giocando fra l’altro un’ulteriore gara casalinga che avrebbe quantomeno dato modo ai tifosi di concedere l’ultimo applauso ai propri beniamini, autori di una stagione europea che ha regalato tante gioie, dato confermato dai sei “sold out” consecutivi delle ultime gare.

Le fatiche di una stagione durissima hanno presentato il conto ad un gruppo che non si è mai risparmiato nell’arco dell’intera competizione, sfruttando probabilmente un avvio dai blocchi al massimo della condizione per provare a prendere subito un buon vantaggio e accumulare punti preziosi, sapendo che nella seconda parte di stagione le corazzate sarebbero pian piano venute fuori, sprigionando tutto il loro grande potenziale. La storia e le statistiche dell’Eurolega evidenziano tale dato, anche lo scorso anno la Segafredo fece molta fatica nell’ultima parte di stagione, perdendo sette delle ultime nove gare, con gli unici due successi a Berlino contro l’Alba e quello della gara di commiato dalla competizione, contro l’Olimpia a giochi ormai fatti, rendendo di fatto il derby d’Italia, poco più di un’amichevole.

Quest’anno le cose sono andate più o meno nello stesso modo, sette sconfitte nelle ultime sette gare (otto nelle ultime nove), a dimostrare che la parte finale del torneo, è quella più complessa.

Venendo alla partita di stasera, per essere onesti sino in fondo, ci si deve aspettare davvero poco, si gioca in terra straniera davanti ad una formazione che ha risalito la china con le ultime cinque vinte, e che arriva alla sfida odierna in grande fiducia dopo aver recuperato anche l’ultima delle proprie stelle, quel Will Clyburn che in tanti avrebbero voluto con la propria maglia.

Ma l’Efes che affronterà la Virtus questa sera è anche Shane Larkin, Elijah Bryant, Rodrigue Beaubois, Darius Thompson, Tyrique Jones e Dan Oturu, oltre alle vecchie conoscenze del campionato italiano Derek Willis e Mike Daum. Una squadra completa e molto forte, che ha avuto una prima parte di stagione parecchio sfortunata a causa di numerosi infortuni, ma che una volta risolti, ha ripreso a macinare gioco e punti, arrivando di rincorsa al nono posto finale ed ora seriamente intenzionata ad entrare nei playoff, per provare a giocarsi un finale di stagione da protagonista.

Il gruppo di coach Banchi deve comunque ritenersi soddisfatto di quanto fatto in questa stagione europea, la gara di stasera è da prendere come una di quelle partite dove si va in campo con la consapevolezza di non avere nulla da perdere, con la mente sgombra da cattivi pensieri ed inutili tensioni, tutta la pressione è nella testa e nelle mani dei padroni di casa che hanno l’obbligo di vincere. A volte, in casi come questi, succedono cose imprevedibili, la pressione può giocare brutti scherzi a chi deve gestirne il peso per quaranta minuti.

Certo è che Larkin e compagni non sono proprio dei liceali alle prime armi, sono giocatori esperti ed abituati a dover fare i conti con partite ad alto contenuto emotivo, però rimane sempre il fascino dell’incognito, e di come si affronteranno i primi minuti della sfida, spesso sono quelli decisivi per indirizzarla o meno verso determinati obiettivi.

La Virtus entrerà in campo per giocare la propria partita, a viso aperto e senza timore nei confronti della squadra di coach Mijatovic, poi sarà il campo come sempre, a stabilire chi meriterà di andare avanti nella competizione. Dovesse finire questa sera la stagione di Eurolega per coach Banchi ed i suoi ragazzi, meriterebbero comunque un grande applauso per quanto fatto vedere nell’arco delle trentacinque gare giocate.

Palla a due alle ore 20,00, agli ordini dei signori Radovic, Peruga e Nikolic. La gara verrà trasmessa sui canali Sky Sport e DAZN, mentre la voce di Dario Ronzulli, racconterà la cronaca sulle frequenze radiofoniche di Nettuno Bologna Uno.

Alessandro Stagni

Nell’immagine Rihards Lomazs (foto Ciamillo Castoria)