NAPOLI – Head Quarter Gevi. Lungi da Partenope chi è debole di cuore. Una terra così calda, forte e tumultuosa non poteva che avere una rappresentazione nel massimo campionato italiano di pallacanestro quanto più simile alle caratteristiche sopra citate.

Tenace, caparbia, tosta ma al tempo stesso distratta, bistrattata e sfatta.

Così la Gevi Napoli di coach Cesare Pancotto, all’alba del 16esimo turno di LBA, si presenta al cospetto della Dinamo Sassari con un record di 5-10; cosa ben diversa i sardi, che forti e soldi del loro cammino in stagione regolare, (7-8) sono vogliosi di acciuffare, i due punti vittoria, che li stanerebbero al 50% del bottino racimolato ad ogni allacciata.

Napoli, deve per forza di cose, trovare la retta via e dare un forte segnale a tifosi, alla presidenza e a tutti gli addetti al lavoro.

Inutile raccontarci delle singole individualità che oramai sono ben note, serve una prova corale, di gruppo che possa una volta e per tutte segnare il cammino azzurro in LBA e non far vivere più i propri tifosi delle classiche emozioni da luna park fatte di alti e di bassi tipiche da montagne russe.

Uno scossone c’è stato (sconfitta nel derby con Scafati ed esonero Buscaglia), la ripresa anche (vittoria contro Milano) ma nessuno si sarebbe aspettato una disfatta così eclatante anche in quel di Varese.

In settimana le parole di coach Pancotto e del neo arrivato Joe Young hanno sottolineato ancora una volta la solidità della squadra e della fiducia che arieggia tra le mura del PalaBarbuto, ma ora occorrono i fatti. Occorrono vittorie.

Il prossimo trittico di partite che verranno: Sassari, Trieste, Scafati, sarà un importantissimo crocevia per il destino degli azzurri.

Ma come si suole dire, “ognuno è artefice del proprio destino”, chissà se anche i ragazzi di Pancotto lo saranno.

Edoardo Cafasso