La Segafredo torna sul parquet di casa dopo le due vittorie conseguite contro Milano in campionato e a Vitoria contro il Baskonia in Eurolega. L’avversaria di questa sera si chiama Trieste, squadra che arriva alla gara odierna con quattro sconfitte sulle spalle, l’ultima rimediata a Brescia, sicuramente non un avversario in grande forma, almeno sulla carta.

La Virtus però, dovrà fare i conti con la fatica dell’impegno profuso in terra basca, con i tanti minuti giocati da Clyburn e Shengelia e con un Belinelli che ha saltato l’impegno di coppa per un affaticamento muscolare, la cui conseguenza potrebbe essere quella di non poter giocare nemmeno questa gara, o semplicemente di vederlo in campo solo se strettamente necessario.

Facendo mente locale a quanto successo in Spagna, la Segafredo ha mostrato una difesa sicuramente più attenta e applicata per tutta la gara, i momenti di sbandamento delle gare di inizio stagione, soprattutto quelli del terzo quarto, sembrano oggi uno sbiadito ricordo.

L’applicazione difensiva, ha aiutato i ragazzi in bianconero a trovare poi anche in attacco una maggiore facilità per passarsi la palla, in diverse occasioni si è potuto andare in transizione sfruttando la velocità e costringendo la difesa basca a dover improvvisare perchè non aveva avuto modo di schierarsi.

Anche il tiro dall’arco ne ha giovato da questa situazione tattica, anche se il sospetto sul miglioramento di questo specifico fondamentale, sia più da attribuire ad una ritrovata fiducia dei propri mezzi, che sembrava essersi inabissata sino a qualche gara fa.

Ma uno dei fattori che ha sicuramente permesso alla Segafredo di migliorare il proprio rendimento, è stato rivedere Daniel Hackett tornare su sui livelli di agonismo e determinazione, soprattutto nella fase difensiva, oltre ad una presenza in campo, finalmente agli standard di come lo si ricordava a Trento di Andrejs Grazulis, che pare aver finalmente superato le difficoltà fisiche di inizio stagione dopo il famoso intervento.

Avere due pedine di questa importanza nella gestione delle rotazioni, ha rappresentato un grande vantaggio per coach Dusko Ivanovic, che ha così potuto spremere le cose migliori da quelli che hanno risposto presente.

Purtroppo non è andata bene per tutti, ancora sottotono Tucker e Morgan, mentre per Polonara probabilmente si tratta di un periodo down, succede a tutti durante l’arco di una stagione.

Chi invece ha decisamente fatto un bel passo avanti è Will Clyburn, anche se ad essere onesti, le sue prestazioni erano già in crescita da alcuni match. L’americano sembra essersi svegliato da quel torpore abulico che soprattutto ad inizio stagione aveva fatto storcere il naso a più di un tifoso. Che l’ex CSKA ed Efes, non sia quel giocatore che mostra la faccia dura ed i muscoli quando realizza qualcosa di importante è ormai arcinoto da tempo, ma la sua voglia di essere protagonista nel gruppo, pare essere uscita completamente dal guscio nelle ultime uscite.

La gara vinta a Vitoria, con l’ultimo tiro da tre punti e fallo (davvero ingenuo Moneke a commetterlo) che ha permesso alla Segafredo di “gagnare” una vittoria che sembrava ormai impossibile, ha sicuramente dato ulteriori certezze e morale ad un gruppo che ne aveva davvero bisogno, annichilito dalle tante partite perse all’ultimo tiro.

Ivanovic è stato sicuramente molto fortunato, ma la dea bendata non insegna ai giocatori come mordere in difesa, come passarsi di più la palla e come effettuare uno scivolamento difensivo, a questo ci sta pensando il coach che ha il grande vantaggio rispetto al predecessore, di non sentire addosso tutto il peso delle gare precedenti, di poter quindi osservare i suoi ragazzi mentre prova a coinvolgerli tutti nel gioco della squadra.

Questo periodo iniziale della sua gestione, servirà soprattutto al tecnico montenegrino per capire se vi sia davvero qualcuno che in questa Virtus non ci può stare, dopodiché nella fase due, si capirà se la società vorrà ascoltare le eventuali richieste del tecnico su presunte aggiunte o sostituzioni per raggiungere gli obiettivi di stagione.

Società che nel frattempo, dopo l’assemblea dei soci, ha registrato un regolare aumento di capitale per far fronte alle regole sui bilanci, con la novità passata in sordina che anche il Presidente Massimo Zanetti verserà la propria quota, a differenza di quanto accaduto in precedenza. Particolare importante, unito alle dichiarazioni in cui lo stesso Patron ha più volte confermato di voler rimanere in Virtus almeno sino alla consegna del palasport che sarà costruito da Bologna Fiere nell’area adiacente all’entrata di via Della Costituzione.

La gara di questa sera, nasconde come sempre il rischio di trovarsi di fronte una squadra che scenderà in campo sapendo di non aver nulla da perdere, giocando quindi con la mente libera da qualsiasi remora, pur sapendo che per fisicità e tasso tecnico è sulla carta inferiore ai padrini di casa.

La Segafredo, come sempre, dovrà essere attenta a non farsi trascinare sullo stesso livello, imponendo il proprio modello di gioco, la maggiore stazza e la qualità dei singoli. Probabile che chi ha giocato tanto a Vitoria, sia impiegato con minutaggi meno consistenti, anche se da coach Ivanovic ci si può aspettare anche l’esatto contrario.

Ex di turno sono Grazulis per la Virtus, avendo giocato a Trieste dal 2020 al 2022, mentre fra gli ospiti, un gradito ritorno, quello di Michele Ruzzier, playmaker che ha Bologna ha giocato pochissimo, ma dimostrando sempre la propria serietà e professionalità quando impiegato.

Fra gli ospiti mancherà Markel Brown a causa di un problema al ginocchio, fra i padroni di casa, potrebbe rimanere a sedere il capitano Marco Belinelli onde evitare guai legati all’affaticamento muscolare accusato a Vitoria.

Palla a due alle ore 19,00 agli ordini dei signori Rossi, Valleriani e Capotorto, diretta televisiva sul canale Dazn, mentre la radiocronaca dell’incontro sarà come sempre a cura di Dario Ronzulli sulle frequenze di Nettuno Bologna Uno.

Alessandro Stagni

Nell’immagine Will Clyburn (foto Ciamillo Castoria)