Dalla peggior partita della serie alla prestazione che ribalta completamente l’inerzia dei quarti di finale. Khalif Battle si prende gara-due, si prende Trento e soprattutto si riprende la scena dopo una gara1 anonima e piena di difficoltà. L’esterno americano della Dolomiti Energia risponde da leader vero nel momento più delicato, trascinando l’Aquila al colpo esterno per 87-84 che vale l’1-1 nella serie contro la Virtus Bologna.
Domenica era stato uno dei simboli della debacle trentina, soffocato dalla difesa bianconera e mai realmente entrato in ritmo. Due giorni dopo, invece, Battle cambia completamente faccia alla sua partita e a quella della squadra di Massimo Cancellieri. Aggressivo, sicuro, elettrico fin dal primo possesso. Ogni volta che la Virtus prova a mettere la testa avanti, lui risponde presente con un canestro pesante, una giocata di talento o una soluzione individuale capace di spegnere l’entusiasmo dell’Arena.
I numeri raccontano solo in parte il peso specifico della sua prova: 22 punti in 26 minuti con 5/9 da due e 4/9 da tre, aggiungendo anche 2 rimbalzi, 4 assist e 23 di valutazione. Ma oltre alle cifre c’è soprattutto la sensazione di dominio offensivo trasmessa nei momenti chiave della sfida. Emblematica la tripla sulla sirena del secondo quarto, quella che vale il 47 pari e cambia completamente l’inerzia emotiva del match.
Battle non è stato però solo. Al suo fianco DJ Steward ha disputato un’altra partita di altissimo livello, formando una coppia di esterni che ha mandato continuamente fuori giri la difesa della Virtus. Insieme hanno acceso il ritmo di Trento, punendo ogni esitazione bianconera e guidando una squadra apparsa molto più pronta e connessa rispetto a gara-uno.
La differenza più evidente rispetto al primo episodio della serie è stata proprio l’approccio mentale. Battle ha giocato con aggressività e fiducia, prendendosi responsabilità nei possessi pesanti e dimostrando perché Trento abbia deciso di affidargli tanto peso offensivo durante la stagione.
Nel momento in cui la serie rischiava già di scivolare via, l’americano ha risposto da uomo franchigia. E adesso, con il fattore campo ribaltato e la serie trasferita alla Il T Quotidiano Arena, anche gli equilibri psicologici sembrano improvvisamente cambiati.
Eugenio Petrillo
Nell’immagine Khalif Battle, foto Ciamillo-Castoria