La Fortitudo arriva alla semifinale contro Verona nel modo più fragoroso possibile. Dopo una serie contro Avellino che sembrava essersi improvvisamente complicata e dopo due sconfitte consecutive che avevano rimesso tutto in discussione, la Effe ha risposto con una gara 5 dominata dall’inizio alla fine, spazzando via dubbi e paure davanti al proprio pubblico.

Il 93 a 61 del Paladozza ha avuto il sapore della liberazione. Non solo per il passaggio del turno, ma soprattutto per il modo in cui è arrivato. La squadra di Caja, messa alle strette dopo il 2-2, ha ritrovato intensità, fluidità offensiva e quella solidità mentale che era sembrata smarrita nelle trasferte di Avellino. E ora il tema sarà capire quanto quella vittoria possa incidere anche sulla serie contro Verona, che scatterà mercoledì sera in Piazza Azzarita.

Perché la Fortitudo vista in gara 5 è sembrata nuovamente una squadra capace di accendersi trascinata dal proprio campo e dall’energia del Paladozza. Per larghi tratti della stagione i biancoblù hanno avuto due facce molto diverse tra casa e trasferta e anche nella serie con Avellino il copione si è ripetuto fedelmente. A Bologna la Effe ha spesso imposto fisicità, ritmo e fiducia offensiva, mentre lontano da casa ha perso certezze, lucidità e continuità.

La miglior notizia per Caja è stata sicuramente il ritorno di Lee Moore. Dopo tre partite saltate per il problema muscolare, l’americano ha immediatamente cambiato volto all’attacco biancoblù. In gara 5 ha segnato 21 punti, ma soprattutto ha restituito alla Fortitudo un riferimento offensivo stabile, capace di creare vantaggi e togliere pressione agli altri esterni. La sua presenza sarà fondamentale anche contro Verona, una squadra fisica e profonda, che difficilmente concederà gli spazi visti domenica sera.

Allo stesso tempo, però, la vittoria contro Avellino non può cancellare completamente le difficoltà emerse nella serie precedente. Per lunghi tratti la Fortitudo è sembrata troppo dipendente dal tiro da tre punti e quando le percentuali si sono abbassate sono riaffiorati attacchi statici, possessi confusionari e momenti di blackout offensivo. Gara 5 ha dato risposte incoraggianti, ma Verona rappresenterà un test differente, probabilmente più continuo e più strutturato rispetto all’Unicusano.

In conclusione c’è anche da capire quanto peserà l’assenza di Gianluca Della Rosa, visti anche gli acciacchi di capitan Fantinelli, e quando il playmaker toscano potrà tornare in campo.

 

Alessandro di Bari

In foto Moore (Fortitudo Bologna)