Come archiviare in fretta le delusioni europee, lezione uno. L’Olimpia si regala una serata di basket spettacolo e record arrotando 125-97 una Guerri Napoli che resiste poco più di 10′ nonostante un buon approccio all’incontro. Solo il 25 marzo del 1990, contro Desio, le maglie biancorosse avevano messo a segno più punti, era la Philips allenata da Franco Casalini, con stelle come Bob McAdoo, Dino Meneghin, Orlando Graham, Antonello Riva o Mike D’Antoni in campo.
Sugli scudi Leandro Bolmaro, autore di 24 punti e uomo ovunque per coach Peppe Poeta, ma ottimo anche l’apporto di Nico Mannion (14), LeDay (16) e Shields (17).
In totale l’Olimpia porta 6 uomini in doppia cifra più altri tre a sfiorarla.
Poco da salvare per Jasmin Repesa, i suoi reggono troppo poco il confronto e finiscono triturati contro un’avversaria nettamente superiore, tuttavia il tecnico croato non ha nascosto, in più frangenti, il proprio disappunto per errori anche più che marchiani dei suoi giocatori.
LA CRONACA
L’Olimpia parte subito forte, azione manovrata con il rientrante LeDay che innesca l’inchiodata ad una mano di Nebo con fallo subito incluso; Napoli non si fa intimidire e replica colpo su colpo, Doyle e Whaley costruiscono il primo vantaggio ospite (5-7).
Arriva anche il canestro pesante di Mitrou-Long, la replica è nelle mani di Armoni Brooks che esce dalle spire di un Faggian in versione boa constrictor; eppure la Guerri resta sul pezzo, il volo di Totè sull’arcobaleno disegnato da Doyle vale il +5 (11-16).
Milano si scuote alzando l’intensità difensiva, Shields e LeDay trovano il canestro, tuttavia quest’ultimo deve lasciare il campo per qualche problema fisico.
Il risultato del maggior impegno nella propria metà campo è il sorpasso biancorosso, Brooks trova l’and one e lo trasforma (18-16), Caruso ritrova la parità azzurra chiudendo il parziale avverso sul 7-0, poi Ricci ed El-Amin si scambiano canestri pesanti, pari a quota 21.
Il nuovo vantaggio Olimpia arriva con l’accelerazione di Ellis che conclude al ferro di prepotenza, Bolmaro ritocca il vantaggio a cronometro fermo ma Napoli si rimette in scia con una tripla totalmente senza senso di Mitrou-Long che sigla anche il sorpasso in penetrazione (25-26).
Finale di prima frazione ad alto tasso agonistico, Ricci trova un canestro dalla spazzatura, Guduric è costretto alle maniere forti su Caruso, Bolmaro è glaciale dai 4,60m, al 10′ è 29-27 Olimpia.
I partenopei rientrano dalla panchina con buon piglio, Flagg trova la tripla laterale, El-Amin arriva fino in fondo con il lay-up e rimettono avanti la testa (31-32).
L’ennesimo controsorpasso del match è opera di Mannion che inventa da 8 metri, poi ubriaca El-Amin e vola poderosamente ad affondare la bimane (36-32).
Il momento è ottimo per i padroni di casa, Guduric sfrutta una madornale ingenuità di El-Amin per guadagnarsi tre tiri liberi, parziale di 8-0 completato dalla sua solita precisione a cronometro fermo (39-32).
Se poi Bolmaro inventa un canestro in equilibrio inesistente, Repesa è ovviamente costretto al secondo time out della sua gara.
Arriva anche la doppia cifra di vantaggio, prima la tripla di Mannion, poi i liberi di Bolmaro fissano il +13 a metà secondo quarto appena scollinata (50-37).
Si rivede LeDay, ristabilito dal problemino accusato nel primo periodo; la Guerri, incassato il colpo dell’allungo, riparte con Flagg ma non con i liberi, addirittura 2/8 dopo 17′.
Il tema tattico offensivo dell’Olimpia, con continue palle profonde per i lunghi, continua a distribuire dividendi, a ciò va aggiunto il percorso netto ai liberi, 13 a segno su altrettanti tentativi nei soli secondi 10′, infine Brooks inventa una tripla oltre le mani altissime di Totè, 63-43 all’intervallo lungo.
Napoli torna sotto il ventello in uscita dagli spogliatoi di ritardo con la tripla ben costruita di Whaley ed il canestro di Faggian dalla media; la replica di LeDay è imperiosa, il +23 di Ellis in contropiede è una schiacciata rovesciata da highlights NBA (71-48).
Il numero 16 biancorosso è su un altra dimensione, altro canestro a coefficiente di difficoltà vicino all’impossibile per il 73-48.
La Guerri, arrivata ad un terrificante 2/11 a cronometro fermo, commette ormai errori marchiani anche sulle cose più semplici; El-Amin rompe il maleficio dalla linea della carità ed è una notizia, ma solo da aggiungere alle triple siderali di Shields e Bolmaro (94-59), Milano punta quota 100 quando mancano 1’54” alla fine…del terzo quarto.
Il traguardo arriva in extremis, la firma è di capitan Pippo Ricci, al 30′ il tabellone recita un impietoso 100-61.
È un lungo, lunghissimo garbage time, Bolmaro firma il +42 dal perimetro, Mannion ritocca con il gioco da 3 punti (108-65).
Lo showtime non finisce, Guduric fa un lancio da quarterback per la bimane di Bolmaro che, poi, tocca quota 24 punti con l’ennesima tripla del secondo tempo biancorosso (113-70).
Gli ospiti hanno un piccolo sussulto con tre canestri consecutivi di Bolton, Mitrou-Long rimpingua il parziale in accelerazione e costringe un contrariato coach Poeta al time out (113-80).
L’emorragia dell’Olimpia viene interrotta dalle triple di Mannion e Ricci (119-82).
C’è ormai solo da registrare la tripla di Ceccato che conferma la straordinaria serata offensiva meneghina (125-86), il resto è mera accademia, finisce 125-97, spettacolo al Forum.
MVP: Leonardo Bolmaro
È un fattore difensivo da inizio stagione, meritava una serata da top scorer. 24 punti, la maggior parte nel momento in cui l’Olimpia scava il solco decisivo, tanto per ricordare di essere stato anche dall’altra parte dell’Atlantico.
Da rivedere: Milton Doyle
Serata discreta al tiro, ma in difesa è letteralmente inesistente: o viene saltato o commette immediatamente fallo. In affanno.
Pagelle
EA7 EMPORIO ARMANI MILANO
Mannion 6,5; Ellis 6,5; Ceccato 6; Tonut 6; Bolmaro 8; Brooks 6; LeDay 7; Ricci 6,5; Guduric 6,5; Diop 6; Shields 7; Nebo 6,5.
All. Poeta 7,5
GUERRI NAPOLI
Whaley 5,5; Flagg 5; Mitrou-Long 6; El-Amin 5,5; Faggian 6; Gloria ne; Doyle 5; Caruso 5; Esposito ne; Ferrara ne; Totè 6,5; Bolton 6.
All. Repesa 6