Alla pallacanestro Reggiana oggi si è presentato uno scoglio insidioso, una montagna da scalare dopo un anno di alti e bassi, dove le vittorie in casa brillano ma gli spettri delle trasferte tormentano. La partita contro Varese si sapeva, era un importante crocevia per entrambe le squadre nella corsa verso i playoff, un bivio che la Unahotes ha affrontato con determinazione e astuzia. Un’opportunità per rafforzare la fiducia dopo il duro colpo subito contro Treviso, che aveva fatto tremare le fondamenta dell’entusiasmo reggiano, dopo un inizio promettente che li aveva visti in netto vantaggio. Una sconfitta sul proprio terreno sarebbe stata un intoppo doloroso da evitare a tutti i costi.
LA CRONACA
Ritmi altissimi “come sempre quando in campo c’è Varese”, con Nico Mannion a determinare i primi 5 minuti di gioco per punti e assist. Per i padroni di casa invece ottima partenza di Momo Faye (13-14). L’equilibrio viene interrotto all’ingresso di Black che finalmente fa sfoggio delle proprie qualità. Varese, in attacco, non segna più e così il quarto si chiude 26 a 15 e una splendida tripla di Smith.
Reggio, dopo il finale roboante di primo quarto, si inceppa contro la zona lombarda, che aiuta Varese a ricucire sul -6 con una sfuriata di Besson e McDrmott (37-28). Gli attacchi hanno sempre la meglio sulle difese e così il primo tempo si chiude sul 51-44 (Galloway 18). Da segnalare l’uscita per infortunio al volto di Davide Moretti.
Al ritorno sul parquet, Galloway si staglia come un fulmine, perforando la difesa lombarda con precisione chirurgica e orchestrando il gioco per i suoi compagni quando viene marcato serrato. Nel frattempo, Varese si perde nella nebbia dell’incertezza, con percentuali di tiro in caduta libera rispetto ai primi due tempi (81-66).
Nel quarto finale, l’azione si svolge in un’atmosfera quasi surreale, dove i giocatori cercano soltanto di aggiustare le proprie performance individuali, con Galloway in cima alla piramide con 38 punti (113-80).
QUI le statistiche del match
Nell’immagine Langston Galloway, foto Ciamillo-Castoria
Federica Mario Tromellini