Undicesima giornata di LBA nella quale ci sarà il primo dei due derby d’Italia tra Olimpia e Virtus, almeno per quanto riguarda sicuramente la regular season. Tra sabato e domenica le partite in programma si presentano come molto equilibrate. Per parlare di questa giornata e del basket italiano di oggi, noi di BM abbiamo fatto una chiacchierata con una leggenda del nostro basket: Dino Meneghin. Tra i tantissimi successi e riconoscimenti della sua carriera ne citiamo alcuni. Recordman di scudetti vinti (12, 7 con Varese e 5 con Milano), Coppa Italia (6, 4 con Varese e 2 con Milano) e Coppa dei Campioni (7, 5 con Varese e 2 con Milano). Campione d’Europa con la Nazionale nel 1983. Membro dell’Italia Basket Hall of Fame, FIBA Hall of Fame e Naismith Hall of Fame.
A Milano recentemente sono arrivate le dimissioni di Ettore Messina, si aspettava questa sua mossa?
No, assolutamente no. Conoscendo la persona, non me lo sarei mai aspettato, soprattutto all’inizio della stagione quando puoi ancora recuperare gli infortunati e migliorare gli aspetti tecnico-tattici. Evidentemente non si sentiva più tranquillo e ha voluto dare una scossa alla squadra e all’ambiente. Mi dispiace per lui, come allenatore non si discute e nemmeno come persona. Avrà un incarico sempre all’interno dell’Olimpia, quindi mi sembra giusto perché sarebbe stato pazzesco perdere la sua esperienza nonché la sua capacità manageriale.
Come vede la promozione anticipata di Poeta?
Penso fosse nell’aria. Lui ha fatto esperienza prima come assistente di Messina, poi come assistente di Pozzecco in Nazionale. Lo scorso anno a Brescia da capoallenatore ha fatto un grandissimo lavoro e ottenuto ottimi risultati. Il ritorno a Milano è stato un chiaro segnale che il successore di Messina sarebbe stato lui. Pensavo potesse cominciare nel prossimo campionato, ma già ora si nota che è ben voluto dalla squadra e lavora bene. Spero per lui possa fare molto bene e che possa fare grandi cose per una società importante come Milano.
Milano continua a spendere tanto per vincere, per Poeta è già una responsabilità pesante in partenza?
Sicuramente si. Magari molti si aspettavano un grande nome in panchina, ma evidentemente Poeta, pur essendo giovanissimo come allenatore, ha dimostrato già delle capacità per essere capo allenatore all’Olimpia.
A livello di Eurolega ancora cosa manca a Milano?
Mancano i giocatori sani. Dall’inizio della stagione, a turno qualcuno è sempre infortunato, quindi è difficile impostare un lavoro in palestra prima delle partite. Come ho sempre detto per essere una squadra importante e per vincere devi avere grandi giocatori, tecnica, fisicità ma devi avere anche un po’ di fortuna.
In Italia continuerà ad esserci il duello con la Virtus o ci saranno delle alternative?
Guardando la classifica, Virtus e Brescia in questo momento sono quelle che esprimono il basket migliore. Sono contento di vedere Venezia ai primi posti perché evidentemente, come sempre, il lavoro paga. Spahija sta facendo un ottimo lavoro. Mi fa piacere vedere Tortona così in alto. È una città che ha grandi progetti, quindi vederla lottare per le prime posizioni è una bellissima cosa.
Finora la Virtus, su entrambe le competizioni sta convincendo di più. Cosa le piace di questa squadra che quest’anno si è ringiovanita e rinnovata?
L’ho vista giocare un po’ di volte, ed è una squadra allenata bene prima di tutto. I giocatori mi sembrano tutti motivati e feroci quando entrano in campo. Il cuore che ci mettono fa entusiasmare i tifosi e non solo. Sono in testa della classifica in Italia perché se lo meritano, in coppa, come Milano, stanno soffrendo parecchio per via di qualche problema. Ad alcuni giocatori manca un po’ di esperienza internazionale. Penso che la vera Virtus in Eurolega si vedrà nella seconda parte di stagione, con i giocatori che avranno fatto più esperienza.
Si aspettava una riconferma di Brescia?
Onestamente sì, me l’aspettavo perché l’anno scorso è stato un campionato strepitoso. Hanno fatto benissimo a mantenere l’ossatura principale con gli stessi giocatori. Ognuno conosce il proprio ruolo e sanno essere altruisti quando c’è bisogno. Poi è una squadra che si conosce per cui mettono in campo un gioco ben rodato.
Brescia è l’esempio di una squadra che ha cambiato poco. Può essere questa la chiave anche per le altre società per diventare competitive fino alla fine?
Una squadra va costruita negli anni come un patchwork, mantenendo sempre un’ossatura principale. Quello è importante. L’ho vissuto in prima di persona a Varese, poi a Milano e a Trieste. Ogni tanto è giusto cambiare qualche italiano, americano o straniero, ma se 8 giocatori su 12 rimangono gli stessi questo facilita il compito dell’allenatore e diventa anche più bello giocare.
Come vede la situazione Trapani, si possono evitare certe situazioni?
Mi dispiace molto perché Trapani sta facendo un campionato bellissimo. Tenendo conto dell’addio di Repesa, fa dispiacere vedere una squadra non poter avere i punti guadagnati sul campo. Questo dimostra come la rosa sia stata costruita bene. Spero che si risolvano tutti i problemi così da permettere ai tifosi prima di tutto di gioire di questa squadra e poi anche per dare un po’ di scossa al campionato italiano. Vedere una squadra del sud finalmente protagonista dopo tanti anni fa sicuramente piacere e diventa molto più interessante per tutti.
Trento nonostante i cambiamenti continua ad avere un buon livello e soprattutto riesce a sfornare giovani forti, come vede il progetto?
Questa è un po’ la strada, nel senso che i giocatori te li devi costruire anche in casa. Non basta andare sul mercato per fare una squadra. Se li fai crescere nel tuo vivaio e gli dai la possibilità di esprimersi, saltano fuori Niang e Hassan. Da fuori sembra una sorpresa, ma in realtà è il frutto del lavoro fatto negli anni scorsi. Ci vuole più coraggio da parte delle società e degli allenatori nel lanciare giocatori, che possano poi diventare protagonisti in Nazionale, che è la squadra più importante d’Italia.
Gli italiani che le piacciono di più?
Io sono fan di Pajola. È il motore della Virtus e non tradisce mai. Casarin a Cremona ha finalmente trovato lo spazio che gli serviva. Lui ha un carattere forte, per cui giocando di più ha ancora più entusiasmo e diventa ancora più utile alla squadra. Gli italiani, quest’anno stanno avendo più spazio e spero ce ne sia sempre di più, perché abbiamo sicuramente dei buoni giovani. La Nazionale U20 ha vinto il campionato europeo non per caso. Francesco Ferrari è un altro buon giocatore.
Alcuni giovani hanno scelto di andare a giocare all’estero, altri sono entrati in NCAA. Se lei giocasse adesso, che scelta farebbe?
Da ragazzo sceglierei di andare a studiare in un college o in Jugoslavia. Perché in Jugoslavia insegnano una pallacanestro straordinaria con una grande attenzione sui fondamentali. Ai giocatori che non trovano spazio qui in Italia consiglierei un’esperienza all’estero oppure di scendere in A2 dove possono veramente essere protagonisti. Pensa all’esperienza che ha fatto da giovanissimo Spagnolo. Adesso è diventato un giocatore straordinario. Un’esperienza del genere, anche in America serve, oltre per imparare il gioco, anche a diventare più forti interiormente.
Venendo al discorso nazionale, una prima impressione che si è fatto sulle scelte di Banchi?
Per le due prime partite ha avuto pochissimo tempo per mettere in piedi una squadra. È mancato sicuramente il tempo per allenarsi e per giocare insieme, e bisognerà aspettare qualche mese per rivedere l’Italia. La sconfitta con l’Islanda è stata un po’ una sorpresa pur sapendo che l’Islanda ha dei buoni giocatori. La vittoria importantissima in Lituania ha dimostrato il coraggio e la qualità dei giocatori e di Banchi stesso. Per la prossima finestra è probabile che la squadra cambi ancora, per cui il tempo per lavorare sarà poco, ma Banchi è sicuramente uno che ha esperienza alle spalle, è un allenatore capace e quindi saprà come gestire tutto.
Si è chiusa con il recente Ritiro di Gallinari, l’era Bargnani-Belinelli-Gallinari. Secondo lei c’è qualche giovane che può seguire le loro orme all’interno dell’NBA e che sia importante anche per la nazionale?
Per qualità fisica e tecnica Saliou Niang mi sembra quello più pronto. Ha ancora bisogno di lavorare tantissimo ma se gli verrà offerta la possibilità penso che andrà in NBA. Dai movimenti che ha, l’atletismo, la tecnica, la forza a rimbalzo, si vede che è un giocatore veramente molto completo. L’importante è che trovi una squadra che lo faccia giocare perché altrimenti va a perdere un anno. Gallinari, Bargnani e Belinelli hanno dovuto lavorare tantissimo però hanno trovato da subito il loro spazio. Andare in NBA e non giocare mai non vale la pena.
Attualmente ricopre qualche ruolo all’interno del basket?
No al momento no. Ogni tanto mi invitano a qualche inaugurazione e cose del genere. Seguo la pallacanestro in televisione, sui giornali, ma senza incarichi ufficiali di nessun tipo.
Come vede il lavoro della federazione di Petrucci, spesso criticato?
Sicuramente si dà da fare molto e ha trovato persone capaci con cui collabora. I risultati per la federazione dipendono dal numero di tesserati dai risultati delle nazionali e si viene giudicati per quello. Lui ha l’esperienza politica e tecnica per gestire una federazione. Se lavora bene i risultati si vedono.
In questa giornata si affrontano Milano e Bologna. Oltre a questa quali sono le partite più interessanti per lei?
Olimpia-Virtus è la partita più importante, anche per tradizione. La Virtus vuole venire a Milano e vincere. Milano se non è al completo o quasi rischia molto. M’incuriosisce Treviso perchè la situazione in classifica è difficile. Cantù sta cercando di risalire. Sono tutte partite molto aperte. Venezia si deve confermare contro Trento, e non sarà facile. Le squadre in classifica sono divise da pochissimi punti, per cui 2 punti in più o in meno ti portano o in zona playoff o in zona retrocessione. Spero siano partite divertenti, con difese aggressive, punteggi alti e magari… pochi tiri da tre.
11 ͣ GIORNATA
13 DICEMBRE
TRIESTE-REGGIO EMILIA (ORE 18.15, LBA TV e SKY SPORT BASKET)
TRENTO-VENEZIA (ORE 20 LBA TV)
14 DICEMBRE
TRAPANI-UDINE (ORE 12 LBA TV)
TORTONA-SASSARI (ORE 16.30 LBA TV)
BRESCIA-VARESE (ORE 17 LBA TV)
NAPOLI-CREMONA (ORE 18 LBA TV)
TREVISO-CANTÙ (ORE 19 LBA TV)
MILANO-BOLOGNA (ORE 20 LBA TV, SKY SPORT BASKET E SKY SPORT UNO)
Edoardo Tamba
foto Dino Meneghin (Ciamillo-Castoria)