Parquet e spalti infuocati per la prima al PalaBarbuto. A spuntarla è la Pallacanestro Trieste, capace di rimontare dal -10 e girare, nel secondo tempo, la partita quando si accende un Denzel Valentine (17) fino a quel momento disastroso, con Markel Brown (29 punti contro la sua ex squadra) a fare da ancora per i biancorossi.
Decisivi gli errori difensivi di una Napoli che vede la sua zona castigata e non riesce ancora a tenere per lunghi tratti la pressione a tutto campo.
Trieste, nonostante un Colbey Ross limitatissimo dai problemi di falli, trova in Ruzzier un ricambio affidabile e capace di tenere alto il livello della squadra, rifornendo Brown nel primo tempo e Valentine nel secondo.
Proprio l’ex Milano è il volto, più di Brown, della partita. Il suo cambio a cavallo dell’intervallo, da giocatore estremamente dannoso a stella decisiva, è ciò che fa saltare i piani di un’avversaria che aveva puntato a lasciar divertire il proprio ex giocatore e rendere asfittici gli altri.
Ancora una volta, poi, Napoli paga la mancanza di lucidità nel finale, commettendo una serie di errori da matita blu che mandano i titoli di coda sulle speranze di trovare il primo successo stagionale.
LA CRONACA
Partita sincera, si può dire, perchè si capisce subito quale sarà l’andazzo. Parziali e controparziali regalano un primo tempo di montagne russe. Colpisce sempre Trieste per prima, spinta da un Markel Brown indiavolato, Napoli incassa, poi rimonta dando un giro di vite alla difesa e ottenendo dividendi come il contropiede che Manning conclude in bimane volante. Colpisce come i partenopei non riescano a tenere alta la tensione agonistica con costanza, ma quando ci riescono producono parziali importanti come il 16-0 che svolta la partita, segnando praticamente con tutti.
Difese allungate e transizioni veloci permettono di viaggiare anche su livelli alti di spettacolo, lo dimostrano i due alley-oop Copeland-Totè o l’assist cinque stelle extralusso di Pangos, ancora per l’ex Pesaro. Quando i partenopei, però, si beano del +10 (44-34), Trieste ne approfitta e piazza due triple in fila con Brown e resta a contatto a metà gara (46-42), nonostante Denzel Valentine commetta ogni genere di errore possibile e Brown abbia già a referto 24 punti su 40 della squadra.
Napoli gira la boa forte di non aver regalato un tempo agli avversari, ma si rilassa sugli allori. In casa Trieste si rivede Colbey Ross, fuori per problemi di falli nel primo quarto, ma si accende proprio Valentine. L’ex Milano segna 14 punti nel solo terzo quarto che fanno malissimo ad una Napoli che sembrava essersi prese le redini della gara.
Segna in ogni modo, il 45, sugli scarichi o dal palleggio, libero o con le mani in faccia dell’avversario, due volte consecutive con due veri e propri pezzi di bravura.
Napoli, invece, s’incarta più volte, eppure resta lì a contatto. E sorpassa con il tap in vincente di Leo Totè (80-79).
Avrebbe l’inerzia dalla propria, la squadra di Milicic, ma non la sfrutta. Le sorti del match girano quando in 3 giocatori con la maglia azzurra vanno a rimbalzo difensivo e fanno un pasticcio. Uthoff ringrazia e segna la tripla del +5 appena entrati negli ultimi 2’ di gioco.
L’ultimo tentativo di riscossa è di Pangos, tripla dal palleggio per il canadese, tuttavia la difesa battezza Brooks sul perimetro, tripla frontale e gara in archivio.
Finisce 83-92, punteggio più pesante di quanto Napoli avrebbe meritato, ma che rende onore ad una Trieste capace di resistere anche alla tempesta.
QUI le statistiche del match
Nell’immagine Markel Brown, foto Ciamillo-Castoria
Elio De Falco