La Virtus Bologna passa al PalaSerradimigni e scrive una doppia sentenza: vittoria per 80-73 contro la Dinamo Sassari, primo posto matematico in regular season con un turno d’anticipo e, dall’altra parte, la dolorosa retrocessione dei sardi dopo 16 anni nella massima serie. Una serata dai due volti, tra la gioia bianconera e le lacrime del pubblico di casa, che saluta un ciclo storico impreziosito da uno scudetto, Coppe Italia e una FIBA Europe Cup.
L’avvio è all’insegna dell’equilibrio. Le difese hanno la meglio sugli attacchi e nessuna delle due squadre riesce a prendere il controllo della gara. Dopo dieci minuti il punteggio è basso e serrato: 14-13 per la Virtus, in una partita che fatica ad accendersi.
Il copione non cambia nel secondo quarto, dove le percentuali restano contenute. La svolta sembra arrivare nel finale di tempo, quando l’Olidata incappa in un blackout offensivo di oltre due minuti. Sassari ne approfitta con lucidità, trovando la tripla di Buie che vale il massimo vantaggio sul +9. All’intervallo lungo i padroni di casa sono avanti 37-30, con l’inerzia apparentemente dalla loro parte.
Al rientro dagli spogliatoi, però, cambia tutto. La Virtus alza intensità e ritmo, trovando nella coppia formata da Alessandro Pajola e Yago Dos Santos il motore della rimonta. Difesa aggressiva, recuperi e transizioni permettono ai bianconeri di ribaltare completamente la gara con un parziale di 30-15. In un attimo il punteggio si trasforma e al 30’ è 60-52 per gli ospiti.
Nell’ultimo quarto la Virtus gestisce con maturità il vantaggio accumulato, senza concedere spiragli a una Sassari comunque generosa fino alla fine. A mettere il sigillo definitivo è Saliou Niang, protagonista di una prova solidissima e impreziosita da una schiacciata spettacolare che diventa l’highlight della serata. Un gesto che chiude simbolicamente la partita e consegna ai bianconeri un successo pesantissimo.
Per la Virtus arrivano 16 punti di Niang, 12 di Pajola e 11 a testa per Momo Diouf e Yago Dos Santos. A Sassari non bastano i 15 di Daryl Macon e i 13 di Nick McGlynn.
Il finale racconta più di una semplice vittoria: da una parte la Virtus Bologna che vola al primo posto e manda un segnale forte in vista dei playoff, dall’altra la Dinamo Sassari che esce tra gli applausi e la commozione del suo pubblico, chiudendo un capitolo lungo 16 anni nella Serie A. Una pagina di basket italiano che si chiude, mentre un’altra si prepara a scrivere il proprio epilogo.
La vittoria bianconera acquista ancora più valore se si considerano le assenze di Luca Vildoza e Matt Morgan, due pedine importanti nello scacchiere di coach Jakovljevic. A sopperire alle mancanze ci hanno pensato la sempre crescente condizione di Alessandro Pajola e l’inserimento sempre più convincente di Yago Dos Santos, ormai sempre più a suo agio nei meccanismi offensivi della squadra.
Segnali incoraggianti arrivano anche dal reparto lunghi, dove si stanno consolidando le rotazioni con Aliou Diarra e Momo Diouf sempre più coinvolti e affidabili. Di contro, si registra un piccolo passo indietro per Alen Smailagic, apparso meno incisivo rispetto alle ultime uscite.
Da segnalare infine il rientro nelle rotazioni di Nicola Akele e Francesco Ferrari, impiegati per pochi minuti e senza lasciare particolarmente il segno, ma comunque utili per ampliare le soluzioni a disposizione in vista della fase decisiva della stagione.
Per la Virtus si tratta inoltre della quinta vittoria consecutiva, un filotto che certifica il momento di grande forma dei bianconeri proprio nel momento più delicato della stagione.

QUI le statistiche complete del match 

Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Momo Diouf, foto Ciamillo-Castoria