di Maurizio Roveri
E allora, anche la Famila Schio è… umana. “L’imbattibile” (lo squadrone di coach Georgios Dikaioulakos veniva da 16 partite tutte vinte in campionato) è inciampata nelle trappole della Virtus Segafredo. Che ha interpretato magistralmente il piano-partita preparato da coach Giampiero Ticchi. Le ragazze della V nera, pur in formazione incompleta per l’indisponibilità di Cheyenne Parker, si sono prodotte in una performance solidissima e concreta, di notevole valore sul piano dell’intensità e dell’espressione tecnica.
Fa notizia, Sì, fa notizia quando Schio perde, dentro i confini nazionali. Poiché succede così di rado che, quando succede, non passa inosservato.
Per trovare un’altra sconfitta delle scledensi nella regular season del campionato italiano bisogna andare indietro di 769 giorni! Chi riesce a mettere sotto la Famila, compie sempre un’impresa. Considerando il dominio di un Club che, dal 2004-05 al 2021-22, ha vinto 11 scudetti e 13 Supercoppe italiane. E in questi Anni Duemila, la Società di Schio ha messo in bacheca (dal 2004) anche 11 Coppe Italia aggiungendole alle 2 che aveva conquistato precedentemente, nella seconda parte degli Anni Novanta.
Stava viaggiando a 16+ e 0- in campionato, questa Famila che si fa rispettare anche in Euroleague: attualmente è una delle due prime in classifica nel Group B della principale competizione europea.
La stagione scorsa, nella regular season del campionato italiano, Schio aveva vinto tutte le partite: 26-0. Nella stagione precedente, la 2020-21, regular seasion da 24-2.
E allora, che cos’è accaduto ieri a Bologna? Sui legni del “Madison” di Piazza Azzarita la V femminile ha affrontato questa “partitissima” con una carica emotiva pazzesca, un’energia fortissima, coraggio ed entusiasmo. Infiammata, anche, dalla presenza di 2200 spettatori. Bel pubblico, bel tifo. Un forte coinvolgimento emotivo. Il gruppo di coach Ticchi lo ha sentito, questo feeling. E si è creata, dentro l mitico tempio dei canestri nel cuore di Bologna, un’atmosfera che sapeva di magia.
Virtus Segafredo sorretta da mille motivazioni. Pronta a correre, a correre tanto. Muovendo la palla con bella rapidità. Efficacissimi attacchi in transizione, che hanno esaltato le potenzialità di Iliana Rupert, Cecilia Zandalasini, Ivana Dojkic, spesso inafferrabili in quel fantastico primo tempo virtussino da 52 punti. Cinquantadue punti con 15 su 20 nelle conclusioni da due punti, 6 su 15 da tre, 18 rimbalzi, 16 assist 2 soltanto 2 palle perse.
Le atlete della Famila Schio si sono fatte sorprendere. Presumo che non si aspettassero una V nera così ruggente, così veloce e precisa nelle manovre, econ quella personalità.
La squadra di Schio non aveva la stessa reattività. Ed è parsa un tantinello lenta nei rientri difensivi, punita sistematicamente da una Iliana Rupert letteralmente “on fire”. La ventunenne francese, una “lunga” mobile, dinamica, che ha vissuto un emozionante 2022 vincendo con il Tango Bourges l’Eurocup e poi la splendida avventura in America con la conquista del titolo WNBA con Las Vergas Aces, ha espresso ieri sera tutto il meglio del suo talento e della della sua pallacanestro. Giocatrice elegante, fluida nei movimenti, un pivot che corre e tira da fuori area come una guardia. Per Iliana 20 punti, 6 rimbalzi e 2 assist nei 17’55” in campo nel primo tempo.
Soprattutto, la capolista Schio ha trovato difficoltà nell’attaccare l’organizzatissima difesa virtussina. Un intenso, preciso, efficace lavoro di “cambi” difensivi hanno complicato gli attacchi di Schio. Che non trovava la sua solita fluidità e precisione nell’esecuzione degli schemi. Eppure, la Famila aveva appena vinto, e in maniera autorevole e limpida, una sfida importante nella Spagna nord-occidentale, al Pabellon Municipal di Salamanca, sconfiggendo di 11 la Parfumerias Avenida.
Aveva funzionato tutto egregiamente, là in Spagna. Perché, allora, tanta difficoltà a Bologna? Semplice: perché una Virtus Segafredo con la molla carica ha rubato il tempo alla Famila. Più reattiva, più energica, la squadra di Bologna. Tanta bella transizione, e anche contropiede, da palle recuperate. Alzando nel contempo una barriera davanti agli occhi delle avversarie. La Virtus, davvero brillante, ha spesso anticipato la prima della classe.
Schio era andato avanti 16 a 8. Con il suo collaudassimo sistema di gioco. Ma è durato poco. Quando dalla panchina della Segafredo si è alzata Olbis Andrè (la ragazza di Castel San Pietro Terme è una ex-Famila, giocava a Schio nelle stagioni scorse) per andare a dare consistenza dentro l’area, e soprattutto proteggere il canestro, la supersfida italiana del basket femminile ha cambiato volto. Decisamente. Tornando nelle mani della V nera. Mani salde. Che hanno definitivamente stretto nei loro pugni il big match del tredicesimo turno.
Orgogliosamente Marina Mabrey e Giorgia Sottana,con le loro iniziative hanno messo in ritmo la Famila. E Keys andava a gonfiare da lontano il canestro per il -8 quando c’erano ancora 6 lunghi minuti e mezzo. Howard, svegliandosi all’improvviso, firmava il canestro del -6 scledense, con ancora cinque minuti e mezzo di partita.  Un campanello d’allarme per la Virtus? No. Nessuna paura. Coach Ticchi riproponeva il suo quintetto di maggiore talento (Dojkic, Zandalasini, Laksa, Rupert, Andrè). Ed era un’altra ex di Schio, Kitija Laksa la lettone esperta e cinica, padrona delle emozioni e dei nervi, a sparare due triple micidiali. Come sanno esserle, le sue. E conclusione nel segno di Ivana Dojkic: una tripla, e una stoppata su Bestagno.
La Famila Wuber Schio che in Italia concede 94 punti… è qualcosa di clamoroso. No, non era la vera Famila. Ha interpretato questa partita in maniera troppo passiva.
Demeriti Schio, sì. Però, soprattutto, ci sono i grandi meriti delle ragazze della V nera. Una interpretazione corale di notevole spessore. Applaudita con calore da un pubblico che si è lasciato piacevolmente coinvolgere. La gente a Bologna, abituata a decenni e decenni di basket maschile e d’alto livello,  inizialmente era alquanto snob nei confronti del basket-donne. Ma adesso sta cominciando a scoprire che la pallacanestro femminile può essere spettacolo ed emozione.
Sto seguendo con curiosità la “favola” della Virtus sezione basket Femminile, l’ho vista appena nata nell’estate 2019, e salire dal penultimo posto della stagione 2019-20 (quella interrotta e poi annullata per la pandemia) fino alla semifinale della stagione 2020-21. E l’ho vista, “Cenerentola” al gran ballo reale d’una finale-scudetto. Non aveva ancora le risorse e la maturità, nove mesi fa, per disarcionare la Famila Schio. Ma ora ci vuol provare di nuovo. Sente d’essere pronta.
Frattanto, la V nera delle ragazze ha lanciato un grande urlo. E non ho dubbi nell’affermare che questa è stata la prestazione più bella e ruggente della giovane storia della V delle ragazze.
Le stats testimoniano la performance di ieri sera: 94 punti, con 19 su 31 nel totale tiro, cioè 54%  (61% da due e 46% da tre), 34 rimbalzi, ben 23 assist, appena 7 palle perse, 3 stoppate date e nessuna subìta.
Individualmente, Iliana Rupert da 25 punti con 9 su 11 nel totale tiro: 4 su 5 da due e 5 su 6 nelle conclusioni dalla lunga distanza, 2 su 2 nei liberi, 9 rimbalzi, 2 assist, 34 di valutazione e +16 di plus/minus.
Al fianco della splendida francese si sono espresse su altissimi livelli Cecilia Zandalasini (23 punti, 8 su 16 nelle conclusioni a canestro, 3 su 4 nei rimbalzi, 3 rimbalzi, 7 assist) e l’arrembante Ivana Dojkic. Per la “guerriera” croata 21 punti, 6 su 12 nel tiro, 7 su 7 nei liberi, 3 rimbalzi, 8 assist, 6 falli subiti, 27 di valutazione.
La Famila ha perso l’imbattibilità. Ma non il primo posto. Conserva due punti di vantaggio sulla Virtus Segafredo. Però ieri sera nel Madison di Piazza Azzarita la coraggiosa banda di Giampiero Ticchi vincendo di 14 (94-80), si è assicurata la differenza-punti. Potrebbe diventare importante. Spiego. Nel girone d’andata, al Palaromare di Schio, aveva ceduto soltanto di 5. Qualora la Virtus Segafredo nel corso del girone di ritorno dovesse agganciare in classifica la Famila e le due squadre chiudessero alla pari la regular season, il primo posto sarebbe della V nera.
A rendere ancor più magico il sabato sera bolognese, il risultato di Sassari. Dove il Banco di Sardegna Dinamo Sassari ha sconfitto 79-74 la Reyer Venezia. Che condivideva il secondo posto con la Virtus. Alla luce di questa sconfitta veneziana in terra sarda, la Segafredo, ora, ha tutto per sé il secondo posto.