Sorride Valencia, ne aveva davvero bisogno. È una gioia, per quanto flebile di fronte alle tragedie, in un anno in cui la città ed i dintorni hanno dovuto fare i conti con la Dana, la ricostruzione e le polemiche sulla gestione di quella tragica emergenza.
Il Valencia Basket alza al cielo del Martín Carpena la Supercopa Endesa 2025 imponendosi per 98-94 sul Real Madrid.
Una Valencia che arrivava alla kermesse priva di elementi chiave come Nate Sestina, Jean Montero o Brancou Badio, e senza poter contare sui minuti di Xabi López-Aróstegui e Yankuba Sima.
Sergio Scariolo non riesce nell’intento di bagnare con un trofeo le prime battute del suo ritorno sulla panchina madrilena. Stavolta ai merengues non basta un ritrovato Facundo Campazzo (18) né un Hezonja (19) la cui prestazione è un contrasto tra numeri assoluti e percentuali, influenzata dal grande volume di tiri concentrato nelle sue mani.
Il titolo di MVP è meritatamente del giovane Sergio De Larrea, 19 anni e 21 punti in una finale per un titolo, al cospetto del tecnico che gli ha dato la possibilità di vestire la maglia della Nazionale. Sugli scudi anche Kameron Taylor (17).
Partita subito in equilibrio, fatta di botta e risposta con il Real Madrid a tenere il comando delle operazioni e i Taronja che inseguono a poca distanza. Kameron Taylor, di casa al Carpena dopo l’anno di successi con l’Unicaja, si guadagna applausi con il giro dorsale che disorienta Llull e la tripla dal palleggio (20-19) ma è De Larrea a culminare finalmente l’inseguimento. Il playmaker vallisoletano ruba palla e parte in contropiede, si guadagna e trasforma il gioco da tre punti; per Scariolo quanto visto basta a fermare il gioco.
È ancora una volta il secondo quarto ad essere problematico per i blancos, ancora De Larrea vola a firmare il 34-40, ancora una volta il tecnico ex Virtus richiama in panchina i suoi per schiarire loro le idee.
Valencia, ora, ha attivo anche Omari Moore, è lui il prinicipale protagonista dell’ulteriore strappo, al 20′ è 44-51.
Nella ripresa il Real, trascinato da Campazzo e dal risorgere di Hezonja, si riprende la leadership con un parziale di 20-7; stavolta è Pedro Martínez ad avere qualcosa da dire ai suoi in panchina (64-58).
De Larrea e Pradilla si caricano, così, la squadra sulle spalle, Omari Moore si prende la briga di impattare a quota 69 dopo aver fatto letteralmente ammattire, tanto da perdere l’equilibrio, Usman Garuba. Il secondo colpo al match arriva dalla connessione tra Kameron Taylor e Neal Sako, un arcobaleno che il lungo conclude con l’inchiodata che lascia ancora il malcapitato Garuba nella parte sbagliata del poster (74-75).
Con l’avvicinarsi del 40′ aumenta l’intensità dei contatti, ne fa le spese Walter Tavares che commette il suo quinto fallo quando il cronometro segna 3’02” dal termine; è la peggiore delle notizie possibili per Scariolo che perde il proprio fattore nel pitturato. De Larrea, invece, continua ad essere glaciale a cronometro fermo.
Le speranze madridiste si accendono con il buon rimorchio di Deck, tuttavia, sul ribaltamento di fronte, Taylor si produce in un avvitamento tra Abalde e lo stesso argentino ed inventa un canestro totalmente senza equilibrio (86-91) per poi urlare la sua gioia ai fotografi vicini.
Ma non è finita, Campazzo inventa una tripla senza senso che vale il 92-94 a 13″2 dalla sirena, tuttavia Andrés Feliz esagera nel tentativo di ostacolare la rimessa di De Larrea e pesta la linea di fondo, il fallo tecnico è da regolamento e rappresenta la fine delle residue velleità di riprendere in mano il risultato; è festa Taronja, festa per Pedro Martínez che regala al club il primo titolo stagionale.