Subito dopo la sconfitta bruciante contro il PAOK Salonicco, subita per via di una tripla subita a fil di sirena all’ultimo secondo di una gara ad alti ritmi e alto punteggio, il coach del Partizan, Joan Peñarroya, ha dichiarato che vincere non è importante in un frangente nel quale ciò che conta è trovare la forma per poi avere successo negli incontri che contano davvero, sia in Eurolega che in Lega adriatica.

Belgrado la risposta la ha data in maniera chiara sconfiggendo convincentemente il Bourg (101:77) campione di EuroCup nella scorsa stagione nella finalina per il terzo posto del trofeo Pavlos Giannakopoulos. Una prestazione sul perimetro tanto solida da tenere gli avversari al 33% dalla lunga distanza, tirando nel contempo con un notevole 67% da tre, è stata la chiave di una gara che il Partizan ha controllato in quasi tutta la sua totalità.

La fuga a inizio terzo quarto

Andato alla pausa lunga avanti di quattro lunghezze (49:45), i bianconeri hanno realizzato un parziale di 16:5 a inizio terzo quarto che hanno consentito al Partizan di prendere il largo, costruendo dapprima un margine di ventiquattro punti all’ultimo intervallo (82:58), per poi vincere col medesimo divario dopo aver tenuto sotto controllo la situazione nella quarta frazione di gioco.

Luca Vildoza è stato il miglior marcatore per contro del Partizan con una prestazione da 18 punti, mentre Ethan Thompson ha realizzato 15 punti. Anche Tonye Jekiri e Carlik Jones si sono aggiunti alla lista dei giocatori di Belgrado in doppia cifra, mettendo a segno, rispettivamente, 14 e 11 punti, mentre Alessandro Pajola si è fermato a 8 punti.

Matteo Cazzulani

Nella foto: Alessandro Pajola del Partizan (in maglia nera). Credits: Partizan B.C.