La giornata di sabato, 14 marzo, avrebbe dovuto essere una festa della pallacanestro in una ‘piazza storica’ del basket europeo come Salonicco. Avrebbe, perché un fatto di cronaca nera ha comportato la sospensione, ed il conseguente rinvio a data da destinarsi, del derby tra PAOK e Aris.

L’uccisione di un ultras della compagine bianconera, il PAOK, per il quale a costituirsi alla polizia locale è stato un membro della tifoseria organizzata dell’Aris, ha innalzato la tensione che, come da tradizione in vista della stracittadina, a Salonicco era già alta, rendendo necessario il rinvio della partita.

Rivalità diffusa

Nella città portuale del nord est della Grecia, così come nel Paese in generale, l’atmosfera attorno allo sport è tradizionalmente calda. Tuttavia, fatti di cronaca nera come quello che ha comportato lo spostamento del derby di Salonicco non dovrebbero mai accadere.

Tornando a una prospettiva più sportiva, a Salonicco il derby assume connotati sociali. Da un lato, i tifosi del PAOK, squadra fondata dalla diaspora greca da Costantinopoli, così come l’AEK di Atene, rappresenta la parte più popolare della città. L’Aris, dal canto suo, è seguito da un pubblico un poco più ‘aristocratico’.

Le proposte in campo

A livello tattico, l’incontro avrebbe dovuto offrire un duello tra la proposta di Pantelis Boutskos, che in continuità con l’esonerato Jure Zdovc ha mantenuto al timone del PAOK una proposta basata su intensità difensiva e solida circolazione di palla, e la difesa disciplinata con particolare attenzione al gioco perimetrale, anche in fase realizzativa, implementato da Igor Miličić all’Aris.

Sul piano della classifica, l’incontro avrebbe inoltre rappresentato uno spareggio per il quarto posto, essendo le due compagini di Salonicco separate da una sola vittoria nella classifica del campionato nazionale greco. Il PAOK possiede infatti undici successi, mentre l’Aris è fermo a dieci.

Matteo Cazzulani

Foto di repertorio