L’estate a tinte azzurre, esclusa l’Italbasket maggiore del ct Gianmarco Pozzecco, per il momento è scandita da quella sperimentale e dall’under 20. La sperimentale o under 23, come dir si voglia, ha conquistato un buon secondo posto nel girone del Globl Jam che si sta disputando a Toronto, in Canada. Dopo l’esordio vincente contro gli Stati Uniti, rappresentati alla manifestazione dall’università di Baylor (quindi non si tratta di una selezione dei migliori americani, e per certi versi neppure della seconda o terza) sono arrivate la sconfitta con il Brasile e il secondo successo contro i padroni di casa canadesi. Quest’ultima, che non ha di certo attirato l’attenzione come quanto battere gli Stati Uniti, è stata in realtà ben più importante per la prestazione. Partiti in sordina, gli azzurrini del triumvirato Ramondino-Fois-Villa sono stati capaci di rimettere in piedi la partita con pazienza e raziocinio, arrivando addirittura a controllare il match nell’ultimo periodo di gioco.

Grande sorpresa Federico Zampini, play appena firmato da Cento, che è apparso sempre sotto controllo nel condurre il gioco. Penetratore fulmineo, bravo a colpire dall’arco con spazio, generoso in difesa, non è forse il volto copertina dell’Italbasket ma quello che ritornerà da questa competizione con la maggior credibilità. Chi invece scalpita a giocare in serie A è Liam Udom, che a Verona è pronto a prendersi tutto lo spazio necessario. A Toronto si sta dimostrando un prospetto davvero niente male. Chirurgico al tiro, sia sugli scarichi da tre che in arresto e tiro dal mid range facendo vedere una buona padronanza nel palleggio per creare separazione col difensore. In difesa le lunghe braccia gli permettono di essere pericoloso sulle linee di passaggio, e infatti alcuni recuperi gli hanno poi permesso di schiacciare in campo aperto.

Mattia Palumbo contro il Brasile, foto Italbasket

Per quanto riguarda gli altri azzurrini, Mattia Palumbo ha dimostrato di essere quello più maturo. Non è un caso che seppur utilizzato con parsimonia, nei momenti topici è sempre stato in campo e si è preso anche diverse responsabilità rendendosi protagonista di alcune giocate da capogiro. E fa strano che debba ancora conoscere il suo futuro. Prezioso Michael Anumba, che al pari di quest’ultimo è sempre stato in campo quando bisognava alzare l’intensità difensiva. A corrente alterna Guglielmo Caruso, al quale forse manca la giusta continuità per fare il salto di qualità. Importante anche l’apporto di Ethan Esposito, il quale riesce a far coincidere sia un gioco da esterno che da interno. Merita un capitolo a parte Leonardo Okeke, fresco di rinnovo con Tortona proprio del ct Ramondino. Il fratello d’arte ha avuto un esordio da dominatore contro gli Stati Uniti, da far leccare i baffi agli scout presenti all’evento. Con quel fisico ha messo in mostra un ventaglio di capacità che da quelle parti dell’oceano fa urlare all’unicorno. Attacco e difesa, tiro da tre, bravo a mettere palla a terra per la penetrazione, dinamico, atletico, stoppatore. Ma non è bastata una partita, perché nelle due gare successive contro Brasile e Canada è stato impiegato poco a causa di un atteggiamento troppo volitivo. Il coach lo ha spesso richiamato quando in panchina, segno che forse deve fare un altro importante step soprattutto dal punto di vista mentale. Adesso la sperimentale dovrà affrontare il Brasile nella semifinale di domani, in cerca di vendetta che può valere la finale di un torneo che, esclusi propri gli Stati Uniti apparsi molto svogliati, rappresenta comunque un bel banco di prova.

Leonardo Okeke contro gli Stati Uniti, foto Italbasket

È volata invece in Slovenia l’under 20 che in questo fine settimana disputerà due amichevoli contro la locale nazionale prima di trasferirsi in Montenegro per l’europeo di categoria. L’Italbasket allenata dal trio Magro-Levogich-Squarcina lo scorso fine settimana è arrivata solo terza al torneo di Roseto degli Abruzzi, vincendo una delle tre partite giocate e perdendo Sasha Grant per un infortunio che lo ha costretto a salutare il gruppo. All’esordio contro il Portogallo è stato pagato a caro prezzo un black out generale nell’ultima frazione di gioco. Contro la Germania si è vista una squadra più quadrata, ma ancora una volta il finale in volata non ha sorriso agli azzurrini. Infine contro il Belgio è arrivato il primo successo, e se invece del +5 si fosse vinto con 6 lunghezze di vantaggio per la classifica avulsa si sarebbe arrivati secondi. Ma poco importa il piazzamento, adesso, quello che più interessa sono le prestazioni, e queste sono state buone solo a metà. Infatti, in tutti e tre i match l’under 20 ha difeso solo a tratti, con un pressing a tutto campo che ha portato i suoi frutti e soprattutto una serie di canestri in rapida successione. Anche l’attacco è stato capace di offendere a folate, facendo però vedere un’ottima circolazione della palla e una selezione dei tiri molto pulita.

Con Grant out, il faro della squadra sembra essere Davide Casarin fresco di promozione in serie A con Verona. Nelle lunghe rotazioni di coach Magro è rimasto escluso nella prima partita, ma anche per le esperienze già avute a livello senior sembra quello più pronto a prendersi le responsabilità e a saper creare palla in mano. Diverso il discorso per Abramo Canka, il quale sembra più propenso ad essere il classico 3&D. È stato quasi sempre lui, infatti, a suonare la carica in difesa rubando tanti palloni.

Davide Casarin e Abramo Canka, foto Italbasket

Eppure la miglior impressione l’ha offerta il più piccolo del gruppo, ovvero il 2004 più chiacchierato d’Italia: Filippo Gallo. Utilizzato anche da play, è stato quello sempre presente e soprattutto dall’ottimo linguaggio del corpo. Pronto ad applaudire ed incitare i compagni, nonostante l’andatura un po’ dinoccolata ed un primo passo non proprio velocissimo è sempre capace di trovare una via per il canestro. Oppure di colpire dal perimetro. In difesa non è certo il primo della classe, ma i margini di miglioramento sono ancora ampi. Ottima impressione ha fatto anche Nicolò Virginio, forse il più costante tra gli esterni anche se la struttura fisica gli permette di giocare da lungo atipico, tattico. La cabina di regia dovrebbe essere una questione tra Matteo Librizzi e Nicola Berdini, che si assomigliano molto per stile di gioco: ordinati e penetrazioni e tiri senza forzare. Morgan Bayoumi sembra essere un bel collante tra attacco e difesa, mentre per quanto riguarda il reparto lunghi Luca Vincini e Nicolò Nobili sembrano i più quotati, con il secondo che ha avuto un torneo decisamente in crescendo.

 

Giovanni Bocciero