Euroleague euro emoticon: Punter e Shields fuoriclasse, l’Efes fa tremare l’Europa

Euroleague euro emoticon: Punter e Shields fuoriclasse, l’Efes fa tremare l’Europa

Doppio turno di Euroleague questa settimana: ad appena sei giornate dalla fine significa che si è trattato di una quattro giorni fondamentale per la classifica, soprattutto in ottica playoff. Con un CSKA ancora altalenante, il Barcellona ottiene due successi che lo avvicinano sempre più alla prima testa di serie. L’Olimpia viene sconfitta in casa dal Fenerbahce, ma, grazie al successo di Kaunas, sigilla molto probabilmente la propria partecipazione ai playoff di Euroleague, la prima dal 2014. La squadra del momento è però l’Efes che, dopo i cugini del Fener la settimana passata, si è preso il lusso di asfaltare Valencia e CSKA. 

CHI SALE

Efes Istanbul. Debordanti. Il derby stravinto contro il Fener aveva consolidato i messaggi di ripresa, le nette vittorie contro Valencia (99-83) e, soprattutto, CSKA (100-70) hanno dimostrato che siamo di nuovo davanti ai dominatori visti nel corso della passata regular season. La difesa migliora e l’attacco ha ritrovato gambe, quell’elemento necessario per continuare a creare vantaggi dall’uno contro uno, poi sfruttati benissimo grazie alla coralità. I turchi ora volano, e l’Europa trema.                    

Shavon Shields e Kevin Punter. In settimana, all’assenza di Zach Leday, si è aggiunta quella di Malcolm Delaney per l’Olimpia Milano, che contro il Fenerbahce (92-100) ha pagato molto questa mancanza in difesa. Sono stati Shields e Punter a caricarsi la squadra sulle spalle, su entrambi i lati del campo, dimostrando di essere loro i veri grandi acquisti del mercato estivo, nonostante fossero passati sotto traccia. 14 e 23 i punti del danese, 20 e 14 quelli della Pantera, oltre a tutto il resto del lavoro. La vittoria di Kaunas è tutta loro e vale la quasi certezza dei playoff. Ora CSKA e Barcellona per le posizioni che contano: bisogna conquistarne una per rendere meno ostica la strada verso il titolo.                        

Nikola Mirotic. Doppio turno abbordabile ben sfruttato dal Barcellona, che batte il Panathinaikos ad Atene e il Baskonia in casa. Entrambi i successi portano indubbiamente la firma indelebile di Nikola Mirotic, che produce 25 punti ad Oaka, tirando 9/13 dal campo, e 18 con 10 rimbalzi, per un complessivo 26 di valutazione, contro il reparto lunghi del Baskonia. Il Barcellona si avvicina a grandi passi al primo posto e sa che nelle difficoltà può contare su Nikola Mirotic, uno dei più forti in tutta la Euroleague.                     

Fenerbahce. Due trionfi in trasferta su campi molto difficili, prima Milano e poi l’Astroballe, casa dell’ASVEL. La seconda è stata una partita sofferta contro una squadra molto ostica, che ha provato a tirare uno sgambetto ai turchi con la propria fisicità. La prima è una vera impresa, perché quest’anno nessuno aveva segnato 100 punti a Milano con tanta facilità. Igor Kokoskov ha imposto il proprio gioco su quello di Ettore Messina, uscendone vincitore. Mica male per chi la settimana precedente era stato massacrato dall’Efes.                       

Wade Baldwin. Contro ogni pronostico iniziale, ora anche per il Bayern i playoff  di Euroleague sono cosa praticamente fatta. Il doppio turno contro Stella Rossa e Panathinaikos si è rivelato più impervio di quanto la classifica potesse far pensare. Per questo è salito in cattedra Wade Baldwin, autore di 54 punti complessivi, equamente distribuiti, nelle due gare. Poco tiro da tre punti, stazza, atletismo, molto uso del palleggio arresto e tiro. E’ quasi anacronistico nel suo modo di giocare, ma sta dominando e guida una squadra inaspettatamente alla post season. Perché non considerarlo per l’MVP della regular season di Euroleague?                 

CHI SCENDE

Alberto Abalde. Per il Real Madrid è stata una settimana strana. Dopo essere riusciti nell’impresa di perdere contro il Khimki, gli uomini di Pablo Laso sono passati a San Pietroburgo. Una costante però c’è stata: le pessime prestazioni di Alberto Abalde. Dopo gli 0 punti segnati nei soli 4 minuti che il Coach gli ha concesso contro il Khimki, non è andata meglio contro lo Zenit: 3 punti in 15 minuti e poco altro. Tutto sommato, se il Real regge nelle difficoltà lui ha poco merito al momento.

Zalgiris Kaunas. Bene ovviamente la vittoria sull’ASVEL, ma bisogna essere onesti: per i playoff contava battere l’Olimpia Milano. I lituani non sono però riusciti ad approfittare delle assenze biancorosse e a imporre il loro ritmo forsennato, basato sulla transizione e su un gioco che nasce e si sviluppa nel flusso. Invece è stata una gara “brutta e cattiva”, proprio quella di cui Milano aveva bisogno per uscire indenne dalla bellissima Zalgirio Arena. Ora è durissima, ma la stagione resta buona, e ci mancherebbe.                

Valencia. Una serie di grandi colpi aveva rimesso i Taronja sulla carreggiata della corsa playoff, però la prosecuzione si è rivelata proibitiva. Era infatti da mettere in conto la sconfitta sul campo dell’Efes, dove Valencia ha resistito solo un tempo. Brucia davvero, di contro, la battuta d’arresto in casa di un Maccabi ormai demotivato da una stagione fallimentare. Gli appena 72 punti segnati a una difesa non irresistibile sono una condanna non solo circoscritta alla partita, ma estesa a ogni ambizione.     

Stella Rossa. C’è ormai poco da dire sulla stagione dei serbi, che, dal mero punto di vista dei risultati, assume connotazioni sempre più “khimkiane”. E’ stata infatti un’altra settimana di sconfitte, prima contro il Bayern, poi contro l’Olympiacos. Sicuramente c’è stata della sfortuna per quanto riguarda la situazione di roster, ma anche la gestione lascia davvero dei dubbi. Viene quindi da chiedersi: aveva davvero senso esonerare Coach Sasa Obradovic, che qualcosa lo stava costruendo?            

CSKA Mosca. Dopo la sofferta vittoria di Tel Aviv contro il Maccabi (80-84), il team di Dimitris Itoudis si è preso una clamorosa lezione di pallacanestro dall’Efes. Sono tornati Mike James, Tornike Shengelia e Will Clyburn, ma la squadra non convince. In attacco ci sono pause date da un sistema molto basato sull’uno contro uno, e in difesa non c’è grande costanza. Hanno sempre a disposizione caterve di talento, ma l’assenza di Nikola Milutinov sembra un macigno. Giovedì 11 arriva a Mosca l’Olimpia: può essere decisiva per il secondo posto.          

EUROLEAGUE – LA CLASSIFICA

Barcellona 20-8; CSKA Mosca 18-9; Olimpia Milano 18-10; Bayern Monaco 18-10; Efes Istanbul 17-10; Real Madrid 17-11; Fenerbahce 17-11; Zenit San Pietroburgo 16-11; Zalgiris 15-13; Baskonia 14-14; Valencia 14-14; ASVEL 12-16; Olympiacos 12-16; Maccabi Tel-Aviv 11-15; Alba Berlino 10-18; Panathinaikos 9-18; Stella Rossa 7-20; Khimki Mosca 3-24

Nella foto: Shavon Shields e Kevin Punter (Ciamillo-Castoria)

Andrea Ranieri