La freschezza dell’esperienza contro la stagnazione dell’esperimento sembra avere dettato il cambio di passo che la Dinamo Sassari ha deciso di apporre alla propria panchina per mezzo dell’ingaggio di Veljko Mršić al ruolo di capo allenatore al posto di Massimo Bulleri.
In Sardegna, Mršić arriva reduce da una stagione coronata col conseguimento dell’ennesima Coppa Krešimir Ćosić della sua carriera alla guida dello Split, compagine che l’ex giocatore di Varese ha altresì portato in finale di Premijer Liga, persa infine con lo Zadar, un’altra squadra che Mršić ha allenato con successo realizzando una storica ‘doppietta’ vincendo campionato e coppa nazionale nella stagione 2020/21.
È proprio dalle esperienze al timone delle compagini dalmate, intervallate da una parentesi molto significativa in Spagna al Breogán, che si può dedurre quale volto assumerà la Dinamo sotto la guida del professionista nativo di Spalato, che come priorità avrà senza dubbio l’aggiustamento degli schemi difensivi.
La difesa al primo posto
Disciplina, concentrazione e fisicità, con un rigore tattico che coinvolge tutti i giocatori sul terreno di gioco e lascia spazio a rapidi passaggi da uomo a zona, sono le chiavi della difesa di Veljko Mršić, grazie alle quali l’allenatore dalmata ha portato le proprie squadre a superare le aspettative in pressoché ogni occasione.
Il predominio a rimbalzo è un’altra prerogativa della filosofia di gioco dell’ex allenatore di Zadar, Split e Breogán, che in fase realizzativa fa largo ricorso ad una rapida circolazione di palla finalizzata a trovare tiratori liberi o concludere le proprie azioni preferibilmente in post alto.
Per Mršić, il lavoro sarà doppio, dovendo non soltanto sbloccare una compagine ad oggi ultima in classifica, ancora a secco di successi dopo cinque giornate, ma anche migliorare una difesa che, a livello statistico, è la quartultima in Serie A, e l’ultima del nostro campionato in termini di triple concesse ad incontro.
L’’ombra’ di Pozzecco
Sul perché Mršić sia stato scelto per la guida della Dinamo ad avere influito, oltre alla conoscenza del basket italiano da parte dell’ex giocatore di Varese, è stata sicuramente l’esperienza da capo allenatore accumulata tra Europa e Lega adriatica alla guida della Cedevita.
Proprio a Zagabria, Mršić si è circondato di due vice allenatori la cui presenza non è casuale. Da un lato, quel Dino Repeša che ha preso il posto dell’ex giocatore di Varese alla guida dello Split. Dall’altro, l’ex allenatore della nazionale italiana, Gianmarco Pozzecco.
Affermatosi proprio sulla panchina della Dinamo nella sua carriera da allenatore, il Poz è stato accostato a Sassari a ridosso dell’esonero di Bulleri. Non è dunque da escludere che il profilo di Pozzecco sia servito da ‘benchmark’ nella ricerca che ha portato la dirigenza della Dinamo ad ingaggiare Mršić.
Matteo Cazzulani*
Nella foto: Veljko Mršić. Credits: KK Zadar / Zvonko Kucelin
*autore del libro “Basket Adriatico. Storie, luoghi, protagonisti della pallacanestro ex jugoslava di oggi”