Francesco Ferrari ha trasformato una semplice partita di regular season in una dichiarazione di forza. Contro l’Urania Milano (vittoria della Gesteco per 78-65), il classe 2005 di Cividale ha offerto una prestazione che resta impressa non soltanto nei numeri – già di per sé clamorosi – ma nella sensazione di completa padronanza del gioco: 36 punti in 31 minuti, con un irreale 14/17 dal campo che comprende un perfetto 5/5 da tre e un altrettanto dominante 9/12 da due, impreziositi da 7 rimbalzi e un recupero. Una partita che certifica ciò che in Friuli sanno da settimane: Ferrari non è più una promessa, ma un protagonista.
A Cividale è ormai un uomo di riferimento per Stefano Pillastrini, che ne ha accompagnato la crescita con la consueta capacità di valorizzare i talenti emergenti. Sta producendo anche una stagione regolare solida e continua, come testimoniano le sue medie: oltre 14 punti in 31.5 minuti, con il 55% da due, il 38% da tre e il 66% ai liberi, a cui aggiunge 7 rimbalzi totali a partita (1.31 offensivi e 5.69 difensivi), 1.08 recuperi, 0.62 stoppate e 1.39 assist, per una valutazione media di 18.23. Numeri che, uniti al rendimento crescente nelle ultime settimane, lo hanno trasformato nel principale terminale offensivo dei friulani.
Ferrari, dal canto suo, ha risposto ampliando il proprio bagaglio tecnico e mostrando una maturità fuori scala per un diciannovenne. Si muove con un’efficienza sorprendente per un lungo moderno: attacca in verticale, apre il campo, legge le spaziature con lucidità e produce impatti offensivi senza mai forzare. L’esplosione nella sfida contro Milano è soltanto l’ultimo tassello di un percorso che, negli ultimi mesi, ha acceso i riflettori nazionali su di lui.
Non a caso, Ferrari ha debuttato di recente anche nella Nazionale maggiore, durante l’ultima finestra FIBA World Cup Qualifiers. Un premio alla crescita, certo, ma anche un segnale: il suo profilo, atletico e tecnico, rappresenta esattamente il tipo di giocatore su cui il basket italiano vuole scommettere per il futuro.
E qui entra in scena il capitolo più atteso: la Virtus Bologna. Ferrari è da tempo un promesso sposo bianconero per la prossima stagione, con la possibilità – tutt’altro che remota – che l’approdo venga anticipato. Le V Nere guardano a lui come a un tassello chiave del ringiovanimento del roster che verrà. Dopo un ciclo vincente costruito su esperienza e solidità, la Virtus sta entrando in una fase di rinnovamento profondo: serviranno energia, atletismo, italiani affidabili e un talento capace di crescere in un contesto d’élite. Ferrari risponde a tutte queste caratteristiche.
Nel ruolo di numero 4 Ferrari porterebbe immediatamente verticalità, corsa, impatto fisico e un tiro perimetrale in costante miglioramento. La sua tendenza a giocare sopra il ferro e a correre il campo dà un’opzione diversa rispetto ai profili tradizionalmente utilizzati da Bologna negli ultimi anni. Per una squadra che nella prossima stagione potrebbe cambiare volto in molte posizioni chiave, avere un giovane italiano pronto a integrarsi e crescere rappresenta un valore strategico, non solo tecnico. Ferrari offre profondità nelle rotazioni, può ritagliarsi minuti veri sin da subito e ha margini di miglioramento che lo rendono un investimento a medio-lungo termine più che una semplice scommessa.
Naturalmente, per essere un fattore stabile in Serie A dovrà lavorare su alcuni aspetti del suo gioco. In primo luogo la continuità difensiva: fisico e istinti ci sono, ma il livello superiore richiede letture più rapide nei cambi, miglior disciplina nel contenere i pick and roll e una presenza costante a rimbalzo difensivo. Inoltre dovrà stabilizzare il tiro dalla lunga distanza, oggi già efficace ma ancora basato su momenti di grande fiducia più che su automatismi consolidati. Infine, una maggior fisicità nei contatti con pari ruolo più esperti sarà un passaggio inevitabile nel salto di categoria.
Ma la traiettoria resta chiara: Ferrari è in piena ascesa. La notte dei 36 punti contro Milano non è un lampo isolato, bensì la fotografia di un giocatore che sta scoprendo se stesso e i propri limiti, spostandoli sempre più in avanti. Per Cividale è un gioiello che brilla ogni settimana. Per la Virtus Bologna potrebbe diventare uno dei volti della prossima era. Per il basket italiano, una delle promesse più concrete della nuova generazione.
E la sensazione è che questo sia soltanto l’inizio.

Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Francesco Ferrari, foto Ciamillo-Castoria