La Dolomiti Energia Trentino si presenta ai nastri di partenza della stagione 2023/2024 con un roster profondamente cambiato ma gli stessi obiettivi dell’annata precedente: confermarsi fra le prime otto in LBA e soprattutto migliorare il proprio record in Eurocup per provare a rientrare nelle top 16. Tante le partenze pesanti, ma le poche conferme sono ben mirate e il mercato ha portato anche nomi molto intriganti: facciamo il punto su cosa aspettarsi dalla squadra bianconera nella prossima stagione.

 

Il coach: Paolo Galbiati

La novità più importante del mercato trentino è quella in panchina. Lele Molin ha rassegnato le dimissioni il giorno dopo la rocambolesca sconfitta di gara-4 contro Tortona ai quarti che ha chiuso l’ultima stagione della Dolomiti Energia, e al suo posto è arrivato Paolo Galbiati. Il 39enne di Vimercate è appena il quarto coach a guidare Trento da quando è approdata in LBA dopo Maurizio Buscaglia, Nicola Brienza e lo stesso Molin, e sulla carta potrebbe portare delle novità importanti dal punto di vista delle idee e del gioco espresso sul parquet.

Se infatti la Dolomiti Energia ha “storicamente” fatto di intensità difensiva e aggressività i suoi marchi di fabbrica, Galbiati è invece reduce dalle esperienze come assistente di due coach decisamente più improntati all’attacco come Matt Brase (a Varese) e Meo Sacchetti (con la nazionale italiana). Nel biennio a Cremona, che rimane la sua esperienza più recente come capo allenatore, ha invece lanciato realizzatori del calibro di Daulton Hommes, Jarvis Williams, Matteo Spagnolo, T.J. Williams e Jaylen Barford.

Nel roster voluto da Galbiati c’è comunque spazio anche per diversi specialisti difensivi che svolgeranno un ruolo cruciale per le sorti della squadra bianconera. Difficile insomma aspettarsi rivoluzioni totali da questo punto di vista, anche se, soprattutto dopo le prime uscite della squadra in preseason, i presupposti per vedere una Dolomiti Energia più spregiudicata e votata all’attacco rispetto alle stagioni precedenti ci sono.

I nuovi

Davide Alviti: L’ala ex Treviso, Trieste e Milano è stata il primo acquisto della campagna estiva trentina. Giocatore versatile e in cerca del salto di qualità definitivo, specialista innato da oltre l’arco, avrà il compito di allargare il campo per facilitare il lavoro ai due talentuosi esterni della Dolomiti Energia, ma anche di farsi sentire a rimbalzo per colmare quelle che potrebbero essere le loro lacune nella metà campo difensiva.

Kamar Baldwin: Il nuovo playmaker che prenderà il posto pesante di Flaccadori ha avuto una carriera molto altalenante fra stagioni memorabili (19 punti di media in Germania a Göttingen) e altre da dimenticare (ad Ankara, con il Turk Telekom). Realizzatore puro, dotato buona mano da oltre l’arco e grande rapidità per attaccare il ferro, da testare invece le sue qualità in regia e in difesa, dove potrebbe soffrire i suoi 183 cm di altezza.

Paul Biligha: Il colpo pesante nel reparto lunghi trentino è quello di Paul Biligha, il centro ex Milano e Venezia con diverse presenze anche in Azzurro. Giocatore che per caratteristiche sembra “nato” per una squadra come l’Aquila Basket: grinta, atletismo e durezza mentale le sue doti migliori. Sarà l’ancora della difesa, ma dovrà farsi sentire anche sotto il tabellone avversario per evitare che l’attacco sia troppo incentrato sui due esterni titolari.

Myles Stephens: Ala 26enne con una discreta esperienza in Europa alle spalle (Finlandia, Belgio, Germania), contenderà ad Alviti il posto in quintetto. Galbiati lo ha presentato come un difensore affidabile capace di alzare l’intensità della squadra, i mezzi fisici sono sicuramente notevoli: parliamo di un esterno di 196 cm per 98 kg che ha sempre viaggiato in carriera ad almeno 5 rimbalzi di media. Potrebbe quindi essere il “successore” di uno specialista come Trent Lockett.

Derek Cooke Jr: Un innesto abbastanza inaspettato viste le difficoltà avute del giocatore nelle precedenti esperienze in Italia. Il lungo ex Trieste e Treviso ha comunque caratteristiche tecniche molto simili a quelle di Biligha, di cui sarà la riserva, e potrebbe quindi garantire una certa continuità fra panchina e quintetto titolare per non soffrire troppo eventuali infortuni o problemi di falli del compagno di reparto.

Il colpo di mercato

Prentiss Hubb: L’acquisto più recente è il pezzo da novanta del mercato trentino, il “bomber” dal cui rendimento dipenderà tantissimo quello di tutta la squadra. Hubb è una guardia dal tiro mortifero, reduce da una stagione come terzo marcatore del campionato tedesco (16.4 punti di media) e leader del Ludwisburg, una delle squadre-rivelazione della scorsa stagione arrivata fino in semifinale di Bundesliga. Prodotto del prestigioso college di Notre Dame, ha ottime doti anche da passatore (5.8 assist a partita in Germania).

La scommessa

Quinn Ellis: In realtà il britannico classe 2003 ha firmato per Trento l’anno scorso, salvo poi essere girato in prestito a Casale Monferrato in A2 per completare la formazione italiana. Questa sarà quindi la stagione dell’esordio in LBA e in competizioni europee per lui. Nel presentarlo, il Ds Rudy Gaddo lo ha paragonato per potenziale e caratteristiche a Diego Flaccadori: ricoprirà il ruolo di secondo playmaker e, avendo firmato per altri tre anni con i bianconeri, c’è da aspettarsi che Galbiati punti già molto su di lui nonostante la giovane età.

I confermati

Toto Forray: Una “non notizia”. Toto inizierà la sua quattordicesima stagione con la divisa bianconera, sempre con la fascia di capitano, pronto a portare intensità e leadership in campo. Rispetto alle stagioni precedenti, tuttavia, avrà le spalle più “coperte” con la presenza dei vari Ellis, Conti e Stephens nella second unit: probabilmente verrà impiegato di più anche nel ruolo di guardia.

Luca Conti: Come per Forray, una conferma scontata. Il giovane prodotto del vivaio trentino è giunto alla sua quarta stagione in prima squadra e, con una concorrenza leggermente più “agguerrita” nel ruolo, dovrà essere bravo a portare in campo qualcos’altro oltre alle sue (già ottime) doti di difensore.

Maximilian Ladurner: Situazione ancora in divenire in realtà per il lungo del vivaio trentino, che ha preso parte a tutta la preseason della squadra ma per cui ormai da qualche settimana, come dichiarato dalla società, si sta cercando una soluzione in prestito da altre compagini. A prescindere, dopo una stagione resa difficile anche dagli infortuni, è chiamato a fare un salto di qualità.

Mattia Udom: Una garanzia di rendimento, una conferma diventata ancora più importante alla luce del rinnovo anche di Grazulis. L’ala italiana ex Brindisi, come tanti altri compagni della second unit trentina, porterà in campo intensità difensiva e aggressività a rimbalzo.

Andrejs Grazulis: A posteriori, dopo il mondiale disputato con la Lettonia, la conferma di Grazulis potrebbe rivelarsi il vero colpo di mercato dell’Aquila Basket. L’ala ex Trieste (dove giocò anche al fianco di Alviti) è stato un protagonista assoluto con la nazionale baltica, risultando decisivo in quasi tutte le sfide giocate (compresa, purtroppo, quella contro l’Italia) e mostrando uno stato di forma incredibile. Sarà un riferimento importantissimo soprattutto nella parte iniziale della stagione, quando la squadra dovrà “imparare a conoscersi”.

Il punto di forza: la pericolosità sul perimetro

Le riserve della second unit in realtà hanno qualità diverse, ma scorrendo i nomi del quintetto titolare e osservando la Dolomiti Energia in preseason l’intenzione sembra chiara: sfruttare al massimo le doti balistiche di Baldwin, Hubb, Alviti e Grazulis, lasciando invece il pitturato ad un centro atletico, presente a rimbalzo e capace di correre il campo come lo sono Biligha e Cook. Emblematica in questo senso la sfida contro Reggio Emilia nel Memorial Brusinelli: ritmi alti (17 assist e 14 perse) e 41 tentativi da oltre l’arco a fronte dei 24 dentro l’area.

Il punto debole: la dipendenza dagli esterni

In questa squadra la maggior parte dei possessi offensivi passeranno esclusivamente dalle mani di Baldwin e Hubb, e nemmeno la panchina offre moltissime alternative a riguardo. Alviti, Grazulis e Biligha non sono certo noti per le loro doti da realizzatori o creatori di gioco, così come non lo sono nemmeno Conti, Forray, Stephens, Udom o Cook. L’unica alternativa credibile ai due esterni americani è quella fornita da Ellis, che è pur sempre al suo primo anno nella massima categoria. Insomma, il rischio è che se uno fra Baldwin e Hubb dovesse incappare in infortuni o in una stagione al di sotto delle aspettative, o se con il passare dei mesi gli altri allenatori dovessero riuscire a capire come “disinnescarli”, Trento potrebbe trovarsi in grossi guai.

Il calendario

Un girone d’andata certamente poco “diluito”. Trento partirà subito contro le due neopromosse Cremona e Pistoia, contro le quali dovrà cercare di fare bottino pieno per non trovarsi già in una situazione delicata: alla terza ci sarà la sfida alla corazzata Virtus, e poi una lunga trafila di sfide contro le squadre di “fascia media”, le dirette concorrenti contro le quali i bianconeri si giocheranno il posto ai playoff. Occhio all’ “accoppiata”  Tortona-Venezia che attende l’Aquila alla nona e decima giornata, la sfida ai campioni in carica dell’Olimpia Milano arriva invece all’ultima del girone d’andata.

Gli obiettivi

La conferma di un posto fra le prime otto e la partecipazione alle Final Eight di Coppa Italia dovrebbero essere alla portata e rappresentano quindi l’obiettivo stagionale da raggiungere. Il salto di qualità più importante è richiesto sul versante europeo: dopo due anni difficilissimi, la Dolomiti Energia ha l’obbligo di provare a tornare almeno alle top 16 della competizione.

Il giudizio di BM

Voto 6,5 al mercato trentino. Sarà una stagione ricca di novità importanti per una squadra che oltre al coach ha cambiato anche i propri top player. Difficile sbilanciarsi molto prima di aver visto all’opera i tanti volti nuovi del nostro campionato che giocheranno per la Dolomiti Energia (Baldwin, Hubb, Ellis, Stephens), ma allo stesso tempo Trento è riuscita ad ottenere un roster più profondo per il doppio impegno e soprattutto non era scontato, per una squadra dal budget non altissimo, uscire dalla perdita di due talenti italiani come Flaccadori e Spagnolo con altri due azzurri di livello come Alviti e Biligha.

 

Qui il link al roster della squadra: https://www.aquilabasket.it/groups/30423482002/roster-2023-24

Qui il calendario: https://www.legabasket.it/lba/6/calendario/

Nell’immagine Paolo Galbiati, foto Ciamillo-Castoria

Di Massimo Furlani