Dalla beffa all’allarme rosso. Se gara uno tra Verona e Brindisi era stata una sfida tirata, intensa e risolta soltanto negli ultimi istanti, gara due ha raccontato una storia completamente diversa. La Tezenis ha preso il controllo della partita sin dalla palla a due, imponendo ritmo, fisicità e aggressività, fino al definitivo 2-0 nella serie. Adesso il confronto si sposta al PalaPentassuglia, ma per la Valtur la montagna da scalare è diventata altissima.
La squadra di coach Ramagli sta dimostrando tutta la propria solidità. Difesa aggressiva, pallone che circola con fluidità, letture sempre lucide e la capacità di trovare protagonisti diversi in ogni momento della gara. Verona, fin qui, ha dato la sensazione di essere una squadra pienamente dentro la serie, mentalmente e tecnicamente. Se c’è un uomo simbolo di queste prime due sfide, quello è senza dubbio Federico Zampini. L’esterno della Tezenis sta vivendo una serie straordinaria: 24 punti e 7 rimbalzi di media nelle prime due gare, leadership offensiva e capacità di colpire nei momenti decisivi. Un fattore totale.
Brindisi, al contrario, è apparsa contratta e fragile. I biancoazzurri hanno spesso subito l’intensità dei gialloblù, faticando a costruire un gioco corale e affidandosi troppo spesso alle iniziative individuali. Il dato che più preoccupa, però, è quello legato al momento della squadra: sette sconfitte nelle ultime otto partite, sei consecutive. Un trend negativo che rischia di pesare soprattutto a livello psicologico. Ed è proprio sulla testa che ora dovrà lavorare maggiormente lo staff tecnico di coach Bucchi. Nei playoff, infatti, il confine tra pressione e sfiducia è sottilissimo. Servirà un reset immediato per evitare che il contraccolpo mentale diventi ancora più pesante.
Uno dei nodi principali resta quello legato agli stranieri. Fino a questo momento Bucchi ha avuto la sensazione di giocare con un solo americano realmente incisivo per volta. Prima Francis e Copeland, adesso Jones e Ahmad: mai una partita in cui entrambi siano riusciti a incidere contemporaneamente. La fotografia perfetta della serie è nelle due gare di Verona: in gara uno Ahmad ha provato a trascinare i suoi mentre Jones è rimasto nell’ombra; in gara due si è verificato l’esatto contrario. In un campionato duro e competitivo come la Serie A2, soprattutto nella postseason, la coppia di stranieri deve essere costantemente determinante. Senza continuità dagli americani, vincere diventa tremendamente complicato.
Eppure, nonostante lo 0-2 pesi come un macigno, la serie non è ancora chiusa. Brindisi può ancora dire la sua, ma dovrà cambiare marcia immediatamente. Servirà maggiore lucidità, più continuità nell’arco dei quaranta minuti e soprattutto la capacità di gestire quei blackout che per tutta la stagione si sono rivelati fatali. La serie si sposta a Brindisi e il PalaPentassuglia dovrà trasformarsi in una bolgia. I biancoazzurri sono con le spalle al muro e non hanno più margine d’errore: per ribaltare la serie serviranno tre vittorie consecutive contro una Verona che, fin qui, ha dimostrato maturità e compattezza.
Il sesto uomo sarà fondamentale. Il calore del pubblico dovrà diventare energia pura per una squadra chiamata a reagire dopo settimane complicate. Nei playoff la condizione fisica conta, ma è la testa a comandare le gambe. Brindisi deve ritrovare fiducia e orgoglio, mentre la Tezenis è attesa forse dalla prova più difficile: vincere lontano da casa e dimostrare di avere davvero la maturità per chiudere la serie con un netto e pesantissimo 3-0.