Ha fatto scalpore il ricorso annunciato da Graded, nella persona di Vito Grassi che ne é amministratore unico, contro la vendita, da parte degli ormai ex soci Tavassi e Amoroso, delle quote oggi nelle mani del Napoli Basketball LLC guidato da Matt Rizzetta.

Tuttavia il comunicato, tra i tanti, anche giusti, ricordi dei 7 anni della gestione e della scalata dalla Serie B alla Serie A1, pone come questione nodale il mancato rispetto del diritto di prelazione di Federico Grassi.

La pretesa, tuttavia, si scontra con quanto lo stesso Statuto del Napoli Basket Srl prevede.

L’articolo 6 dell’atto costitutivo, infatti, non prevede alcun diritto di prelazione per i soci, ma stabilisce che: “[…]il socio che intende vendere o comunque trasferire la propria partecipazione dovrà comunicare la propria offerta a mezzo lettera raccomandata all’organo amministrativo: l’offerta deve contenere le generalità del cessionario e le condizioni della cessione, fra le quali, in particolare, il prezzo e le modalità di pagamento. Competente a pronunciare il gradimento è il Consiglio di amministrazione, che decide con deliberazione a maggioranza assoluta dei suoi membri. […] In ogni caso, se entro il termine di trenta giorni dal ricevimento della richiesta di gradimento non pervenga al socio richiedente alcuna comunicazione, il gradimento si intenderà concesso ed il socio potrà trasferire la partecipazione

Lo stesso articolato, poi, descrive in maniera molto chiara come dovrebbe essere comunicato l’eventuale diniego del gradimento.

Infatti: “la comunicazione al socio dovrà contenere la motivazione del rifiuto e l’indicazione di un acquirente che acquisterà la partecipazione sociale alle condizioni indicate nell’offerta presentata dal socio richiedente

Nulla di tutto questo traspare dal comunicato Graded, la quale avrebbe avuto interesse nello specificare di essersi attenuta alle disposizioni dello Statuto per far valere le proprie ragioni. Si menziona un’offerta superiore a quella del gruppo Rizzetta senza, però, chiarire i tempi in cui questa sarebbe stata presentata.

Anche volendo presupporre che la controfferta possa essere interpretata come un diniego del gradimento, interpretazione che – tuttavia – sarebbe davvero insolita dal punto di vista giurisprudenziale, anche qui risulta poco comprensibile che non vengano indicate date o tempistiche nelle quali questa è stata realizzata.

Allo stesso tempo, non è possibile presumere l’esistenza di un diritto di prelazione “canonico”. In questo caso ci viene in aiuto l’art. 2469 del Codice Civile che regola proprio il trasferimento delle quote societarie.

La norma si esprime così: “Le partecipazioni sono liberamente trasferibili per atto tra vivi e per successione a causa di morte, salvo contraria disposizione dell’atto costitutivo“.

È, dunque, da presumere precisamente il contrario, ovvero che sia Alfredo Amoroso che Francesco Tavassi avessero la piena libertà di vendere le proprie quote e di accettare l’offerta che ritenessero migliore.

Che possibilità ha, dunque, il ricorso di prosperare? Se non sono nulle, poco ci manca.

Già la presentazione del ricorso davanti alla giustizia ordinaria non porterà alla pronuncia del giudice nel merito della questione. Le controversie, secondo l’art. 28 dello Statuto, sono sottoposte ad arbitrato e l’organo giudiziario avrebbe, come unica possibilità, il designare il collegio arbitrale per dirimere la questione.

Dato che il collegio, inoltre, dovrà agire secondo le norme statutarie (la famosa autonomia della volontà privata), ad oggi non ci sono elementi che farebbero pendere la bilancia in favore dei ricorrenti.

Resta da chiedersi, però, il perché di determinate azioni, soprattutto alla luce di quanto fatto nei 7 anni trascorsi, imprese che portano la firma di tutti e tre i soci.

Perché macchiarne il ricordo con quest’azione legale che può solo portare un disturbo e non ha alcuna velleità di ristabilire la situazione precedente?

Napoli, nel frattempo, continua a costruire il proprio futuro; James Laughlin è ormai il GM designato, tuttavia resterà forte l’anima partenopea all’interno del club e con ruoli importanti, dal neo DS Alessandro Di Fede al Club Manager Cristian Andrisani.

Salgono le quotazioni per la panchina di Francesco Cavaliere, ormai storico assistente dal 2019 con Sacripanti, Buscaglia, Pancotto, Milicic e Valli.

Matt Rizzetta, inoltre, ha annunciato via social una conferenza stampa per la fine del mese.

Sotto traccia si continua a lavorare.