Ha vinto la più forte, ma non ha nettamente meritato questa finale. Milano esce sconfitta 84-82 al termine di una partita thriller, che ha visto la squadra di Messina lottare fino all’ultimo istante. Tradita poi dall’MVP meneghino, Punter, Milano esce comunque a testa altissima, rea di aver disputato un match ben oltre le aspettative. Il Barcellona adesso sfiderà l’Efes in finale.
Sul tiro di Punter a pochi secondi dalla fine, sembrava tutto essere deciso. Il punto esclamativo al termine di una partita eccezionale condotta da Milano contro dei veri e propri mostri sacri. Eppure Kevin non ha concretizzato forse il più facile dei tiri a disposizione che si è preso oggi, nettamente più facile anche della tripla del pareggio dell’82-82, quella che ha permesso all’Olimpia di giocarsela fino in fondo. Poi la personalità di Higgins, ma di tutta la squadra di Jasikevicius in generale ha fatto nettamente la differenza in questa partita. Resta il rammarico, l’amaro in bocca per gli uomini di Messina, che hanno dimostrato ancora una volta più di tutte di potersela giocare realmente con tutti. Analizzando più a fondo le chiavi tattiche della partita, non si può che sottolineare la fase difensiva della squadra blaugrana. Il sistema di maglie chiuse e ferree ha messo seriamente a repentaglio ogni possesso meneghino. L’autocritica mossa dal coach blaugrana a fine partita è un chiaro segnale di come Milano abbia fatto realmente l’impossibile oggi per rendere loro difficile la vita: “Abbiamo subito troppi punti, 82, e non possiamo permettercelo” le parole di Jasikevicius a fine gara. Messina l’aveva preparata in maniera eccellente. Il terzo periodo è una gemma unica e preziosa, da studiare e rivedere mille volte. Il 29-16 è stata la spinta necessaria e fondamentale per porre le basi per un ultimo quarto di assoluto livello. Resta l’amaro in bocca perché la squadra meneghina è arrivata realmente ad un tiro dalla finale. Il traguardo non è stato raggiunto, per questa volta. Ma negli occhi di Messina c’è la consapevolezza di chi sa che con questa determinazione e questa voglia, si può solo crescere. E solo fare altri miracoli.
CRONACA:
L’inizio roboante del Barcellona non concede momenti di fiato alla difesa di Milano che sta facendo molta fatica a contenere le scorribande offensive blaugrana guidate da un ispiratissimo Calathes (4). Sul 7-2 Messina chiama subito il time-out per provare a fermare questo momento no. Al rientro dal time-out Milano si fa sentire in maniera importante e con Micov e la tripla di Leday torna sul 7-7. La partita ora si accende definitivamente, con Milano che si affida totalmente alla saggezza del professore Micov, mentre Calathes continua a sfornare assist per i suoi compagni che da 3 puniscono l’armata di Messina. 14-12 a 4 minuti dalla fine del primo quarto. Il canestro del 15-14 è uno schema di rara bellezza meneghina, con il doppio blocco per la tripla di Delaney che si prende lo spazio necessario e costringe Jasikevicius a chiamare time-out. L’entrata di Punter motiva le fila meneghine che sembrano quasi cedere dopo il +4 di Gasol ma il gioco da 3 dell’ex Stella Rossa rimettere immediatamente Milano in carreggiata, 23-22. Il primo periodo si chiude con mille emozioni e con il punteggio fisso sul 27-24 per Barcellona, che conduce di 3 lunghezze una partita comunque ampiamente equilibrata.
Il secondo periodo riparte con le due compagini che si rispondono colpo su colpo, soprattutto con i loro veterani Rodriguez e Gasol che con due triple aprono la loro personale disputa. Con i 3 liberi di Kuric il Barcellona tocca il massimo vantaggio sul +6, 35-29. La tripla fantascientifica di Shields a cronometro dei 24 quasi scaduto ridona vitalità ad una Milano che in attacco ora fa un po’ fatica a trovare gli spazi giusti. Il Barcellona si affida esclusivamente al talento innato dei suoi tiratori da 3, con Abrines che esce perfettamente dai blocchi e si prende una tripla che vale il 42-36 per i blaugrana. La pressione difensiva dei giocatori di Jasikevicius è impressionante e Milano è come se fosse asfissiata, tanto da non trovare alcuna soluzione offensiva e anzi poi subire in ripartenza il -11 con un tiro dalla lunga distanza di Calathes. Alla fine il secondo quarto si chiude sul 51-42.
Al rientro dagli spogliatoi Milano torna con tutt’altra verve. Il Barcellona continua la sua opera di folle pressing, raddoppiando il portatore di palla e chiudendo le vie di passaggio, ma la squadra di Messina in qualche modo torna sul -3, con uno straordinario Punter che è già a 14 punti. Calathes forza in attacco un tiro da 3 che però è assassino per i suoi, che sono scoperti in difesa e Delaney sfrutta lo spazio per trovare il tiro da 3 che mette Milano sotto di una sola lunghezza. Nell’azione dopo a completare la rimonta totale è Shields che si prende gioco di Kuric e sigla il 58-57 Milano. Punter continua la sua prova da marziano e mette 5 punti di fila che valgono il +5. Il Barcellona ora è in palla totale e subisce addirittura il -8 con un’altra giocata senza senso di Rodriguez, il quale prende la mira e la spara da 9 metri. Nel finale il Barca riesce a rosicchiare qualche punto, tornando sotto di 4 punti, con Calathes che riaccende la luce con una tripla finale nel momento più buio dei suoi. 67-71 Olimpia alla sirena del terzo quarto.
Nel momento più difficile del secondo tempo Messina chiama time-out, dopo che Milano ha bruciato totalmente il suo vantaggio, accusando i colpi inferti da Mirotic e il solito Calathes, vera e propria spina nel fianco. Leday trova una conclusione da 3 senza spazio, che rimette avanti l’Olimpia sul 74-72. E’ un finale infuocato quello che sta andando in scena a Colonia: a 1:55 dalla fine il punteggio è di 82-79, grazie ai due liberi di Mirotic. Messina per provare la rimonta finale chiama time-out. Al rientro dal time-out Punter fa un crossover assurdo contro Claver, lo lascia sul posto ed esplode una tripla che vale l’82 pari. Mirotic prima e poi Delaney e Shields non riescono a capitalizzare due attacchi quando mancano 50 secondi alla fine. Delaney tenta l’ultimo assalto, scarica su Punter che fa cascare sulle fine Claver ma il tiro è lungo, il Barcellona riparte e Higgins sembra mettere il punto finale sulla partita con il canestro da 2 che vale l’84-82 a 5 decimi di secondo dalla fine. E così finisce anche la partita, con il Barcellona che vince 84-82.