Tutto pronto per il debutto dell’Italbasket (in programma domani alle 20:30 contro la Grecia), in mattinata si è tenuta la conferenza stampa di coach Gianmarco Pozzecco che ha toccato vari temi tra cui l’assenza di Stefano Tonut ma ha anche parlato di Achille Polonara e degli stop di Pippo Ricci e Nicola Akele. L’allenatore ha annunciato anche l’ultimo taglio che si tratta essere Nicola Akele. Queste le sue parole:
“Prima di tutto devo dire che ci manca molto Achille Polonara, che non è potuto essere con noi perchè tutti sapete che ha problemi di salute. Ci manca tanto anche Stefanto Tonut, dato che entrambi sono parte della nostra famiglia e tutto quello che abbiamo costruito da quando sono CT è qualcosa che va oltre il basket. Abbiamo costruito una grande relazione tra giocatori e coaching staff. Voglio ringraziare Riccardo Rossato, è stato con noi dal giorno uno ed anche se anche sapeva da circa dieci giorni che non avrebbe fatto parte dei 12, è stato professionale e ci ha veramente aiutati. Congratulazione a Riccardo, un giocatore e ragazzo fantastico. Inoltre Thompson e Gallo sono arrivati ed anche se lo sapevamo sarebbe successo, siamo in ritardo ma stiamo lavorando. I ragazzi hanno lavorato duro dal primo giorno di preparazione. Ho fiducia dei miei giocatori, mi fido di loro ed ho fiducia per domani”.
Sugli infortuni: “Sono un po’ preoccupato per gli infortuni degli scorsi giorni, Pippo Ricci ed Akele non si allenano da quando siamo qui a Cipro”.
Sulla sfida con la Grecia: “Abbiamo giocato contro di loro pochi giorni fa e loro hanno un grande coach, Spanoulis, che è uno dei miglior coach in Europa al momento ed hanno tanto talento. Sappiamo che sono competitivi, cercheremo di fare il nostro meglio, ogni partita sarà difficile. Questa ancora di più ma saremo pronti. Abbiamo perso con loro senza due giocatori importanti, non voglio pensare come sarà affrontarli con questi giocatori domani. Io mi fido dei miei giocatori e poi vedremo”.
Su Giannis Antetokounmpo: “Dopo la partita pochi giorni fa, ci siamo visti al centro del campo e lui era pronto a prendermi al volo (ricordando la scena negli spogliatoi dopo la vittoria contro la Serbia ad Eurobasket 2022). Ero pronto a correre a saltare ma poi gli ho detto “Giannis non sono in forma. Un mio amico è un cecchino, quindi ci metteremo in cima alla palestra…probabilmente lo faremo nel primo quarto, quindi non giocherà i restanti. Questa è l’unica opzione per fermarlo, non ci sono altre possibilità. Fermarlo è impossibile, dobbiamo cambierà la mentalità e dobbiamo pensare che sarà Italia contro Grecia. Non lo riescono a fermare in NBA e dobbiamo fermarlo qui”.
Sull’Italia che non vince da tanto una medaglia ad Eurobasket: “Il mondo cambia e lo stesso fa lo sport, c’è grande differenza da quando giocai io ad Atene ed ora. Tante squadre sono competitive, in quel momento devi fare in modo di arrivare in fondo. Ci sono sei squadre in Europa davvero competitive, in questo momento puoi perdere contro ogni squadra che affronti. Quindi tutte le squadre ad eccezione di quelle che tutti danno per favorite, ovvero Serbia, Germania e Francia. Per sei-sette squadre è dura essere competitive, è il nostro lavoro e dobbiamo cercare di far contenti i nostri tifosi. Quindi non posso dire quale squadra vincerà la medaglia”.
Se avesse l’opportunità di bloccare un componente della Grecia nello spogliatoio: “Sarebbe sicuramente coach Spanoulis, la sua mentalità è incredibile. Abbiamo avuto un’amichevole nel 1998 e non l’avevo mai visto prima ed ho chiesto chi era quel ragazzo. Era strano, non era così atletico, alto, ma era un gran giocatore. Non lo conoscevo bene perchè non avevamo mai giocato prima insieme, ma tutti sanno che è focalizzato sul basket. Stavamo parlando prima dell’amichevole e puoi sentire che ama il basket. La sua mentalità è incredibile per i suoi giocatori che lo seguiranno. E’ stato competitivo per tutta la sua carriera”.
Sull’importanza della gara contro la Grecia: “Tutti pensano che la prima partita è importante per l’approccio e la mentalità che mostri. Non è vero, qui c’è il mio amico Sandro De Pol, probabilmente non l’avete riconosciuto perchè è vecchio, senza capelli e cammina strano. E’ impossibile riconoscerlo, lui era nel roster del 1999 che vinse l’Europeo, io non ero in quella squadra. Però andai a vedere la gara di debutto contro la Croazia e persero. Poi giocarono contro la Bosnia, stavamo quasi per perderlo ma vincemmo. Ogni allenatore oggi pensa che ogni partita è importante, perchè pensi che giochi tutto il torneo con la stessa mentalità, può essere vero ma anche totalmente sbagliato”.