Domenica 14 dicembre 2025 sarà una data che Mirko Gloria cerchierà in rosso, il giorno del suo esordio e dei suoi primi punti in LBA all’età di 30 anni.
Una storia, quella del lungo nativo di Piazza Armerina, che insegna a non mollare anche quando tutto sembra porti la resa come unica opzione possibile.
La carriera di Mirko, nato il 14 agosto 1995, prometteva bene, dai primi passi in club siciliani al grande salto in Serie A2. In lui crede Roseto, ma anche coach Pino Sacripanti che lo fa entrare nel giro della Nazionale Under 20.
Non è altissimo per il ruolo, 204 cm, ma a rimbalzo fa sentire eccome la propria presenza; tutto sembra pronto per preparare un salto importante, soprattutto in un movimento che lunghi ne ha prodotti pochini negli ultimi 20 anni.
E invece no.
Il legamento crociato del ginocchio salta nel momento in cui il treno sembrava pronto a passare per la sua stazione, è il 2016, il momento dell’esplosione.
Coach Sacripanti gli dedicherà un messaggio d’incoraggiamento, Mirko riproverà la sfida della seconda serie a Trapani due anni dopo ma presto comincia a girare in serie B, Valsesia, Pavia, Olginate, The Supporters Jesi, Torrenova, Sant’Antimo, Ragusa, stagioni vissute da titolare, con una doppia doppia di media (16.5pt e 10rb) nella stagione 2020-21.
Ci sono tutti gli ingredienti per trasformare Gloria nell’ennesimo what if, nell’ennesimo che avrebbe detto “se non fosse stato per il ginocchio, avrei giocato in Serie A”, accompagnato da pacche sulle spalle e scetticismo da “dicono tutti così”.
Alla fine dell’ultima stagione, chiusa a 11.9 punti e 7.5 rimbalzi ad allacciata di scarpe, le prospettive sono di restare nella terza categoria nazionale, anche quando il Napoli Basketball e coach Alessandro Magro lo chiamano per aggregarsi al ritiro.
In palio c’è un posto a roster, ma a contenderglielo c’è un totem come Jakub Wojciechowski, un nome pesante che piace tanto anche alla piazza.
E invece, ancora una volta, i pronostici saltano.
Contro ogni previsione, il treno si riferma alla stazione di Mirko, è lui il prescelto da coach Magro mentre Woj vira prima verso Brindisi, poi in serie B a Fabriano.
Il ruolo è chiaro, davanti ci sono Guglielmo Caruso ed Ed Croswell, trovare minuti sarà pressoché impossibile.
Ma Mirko aspetta, rispetta in silenzio le gerarchie e lavora giorno dopo giorno.
Fino al 14 dicembre.
Sul 100-76, Alessandro Magro si gira verso la panchina e lo manda, per la prima volta, sul cubo dei cambi.
Basta un minuto, un rimbalzo difensivo, un taglio a chiamare la palla, un altro rimbalzo, stavolta sotto il canestro avversario e quella palla lanciata in una selva di mani che si adagia sul fondo della retina.
La Alcott Arena tuona un’ovazione per il suo numero 14, in pochi secondi ha dimostrato che le gerarchie saranno pure rigide, ma che in panchina, in attesa del suo turno, c’è qualcuno che può dare un contributo alla causa.
E che ha potuto scrivere una storia diversa.
“Nonostante il ginocchio, ho giocato e segnato in Serie A”.
Perché certi treni, se continui a provarci, a volte ripassano.
Ce lo insegna Mirko Gloria.
Elio De Falco
Nell’immagine Mirko Gloria, foto Ciamillo-Castoria