BARCELLONA, 4.5: L’Eurolega aveva dato un primo campanello d’allarme, i playoff l’hanno confermato, la finale è stata la deflagrazione. Il castello di Jasikevicius si è trasformato da rocca inespugnabile a mera costruzione di carte che sta cadendo a pezzi. Non c’è più la forza mentale di reagire alle difficoltà ed ecco il crollo, questa squadra non ne ha più, o forse non ha più voglia di seguire il proprio allenatore…
ESAUSTA
DAVIES 5.5: Appare a sprazzi nei suoi 23’ in campo ma viene dominato da Tavares e Poirier che fanno il bello e cattivo tempo. Non difetta l’impegno, nonostante le voci che lo danno ormai altrove, ma si dimostra non all’altezza dei dirimpettai.
INTIMIDITO
SERGI MARTINEZ SV: Neanche 3’ in cui non riesce ad incidere, del resto non è da lui che Jasikevicius può pretendere la svolta della gara.
MARGINALE
SMITS 6.5: Entra nel tentativo di rimonta affiancando Mirotic e mettendo a referto 8 punti senza errori, nella propria metà campo si spende anche troppo, caricandosi di falli. Ma per dirla alla Pianigiani, “almeno fa a cazzotti”.
VOLENTEROSO
HAYES 4: Non segna, non è intenso in difesa, per di più perde anche due palloni sanguinosi. Da tempo il tifoso medio blaugrana si chiede il perchè del suo arrivo, prestazioni del genere alimentano il dubbio.
DANNOSO.
LAPROVITTOLA 7: Sarà la condizione di ex, sarà che è da tempo il migliore tra gli esterni di Jasikevicius, ma lui è uno dei pochi a tenere la barra dritta sia in attacco che in difesa, dove recupera 3 palloni. Ci prova in tutti i modi a svegliare i compagni, ma predica nel deserto.
IRRIDUCIBILE
ABRINES 4: Invisibile agli occhi, ma non come l’essenziale del Piccolo Principe. In oltre 8’ lo si vede solo per una tripla che non va a segno, dopodichè sparisce dalla partita per non farvi più ritorno. Preparatevi a vedere la sua fotosegnaletica su Rai Tre.
CHI L’HA VISTO
HIGGINS 4: L’uomo dei momenti decisivi non c’è più, sostituito da un giocatore che si trascina stancamente sul parquet. Non è la prima serata no e l’alibi dell’infortunio è sempre più debole. Manca il piglio del giocatore clutch, del leader, di quello che sa cosa fare e quando va fatto.
INVOLUTO
KURIC 6: Vero, il tiro pesante non gli dice bene, ma almeno lui ci prova in tutti i modi possibili ad incidere. Alla fine il bottino è di 12 punti e l’impressione è quella che sia uno dei pochi, come dimostrato dal minutaggio, ad essere ancora pretoriano del proprio allenatore.
CAPARBIO
JOKUBAITIS 5.5: Ci mette voglia, ma il tiro non entra come dovrebbe. Entra in uno degli ultimi sussulti blaugrana per cercare di raddrizzare la gara, ma ormai è troppo tardi.
FUORI ORARIO
MIROTIC 6.5: Una delle poche note positive, forse proprio perchè sente la partita più di altri. Stavolta, però, va anche lui a sprazzi, non riuscendo mai a trovare continuità. Eppure, negli strappi blaugrana, lui c’è sempre. Sempre.
CONDOTTIERO
NNAJI SV: Solo 16” in campo per lui.
CALATHES 6: Tira discretamente, ma poco, prende 4 rimbalzi, bene, smazza 4 assist, bene ma lui ci ha abituato ad altri numeri. La sufficienza la merita, ma sapendo quanto potrebbe dare c’è da mangiarsi le mani.
COMPITINO
JASIKEVICIUS 4: Sono ormai settimane che sbraita, che attacca, che lancia strali nel tentativo di ottenere una reazione dai suoi giocatori. Ancora una volta il Barça viene meno nel momento più importante dello scorcio di stagione e lui non può esimersi dalle responsabilità. Come un cane che abbaia alla luna, assiste inerme a come i suoi fanno come le “mucche di Erzegovina” (cit. Aza Nikolic). L’impressione è che non abbia più in mano la squadra. Ma non da questa gara.
DELEGITTIMATO (?)
REAL MADRID 8: Fino alla semifinale di Eurolega sembrava che i blancos avessero un blocco psicologico quando si trattava di affrontare gli odiati rivali. Ora la situazione è diametralmente opposta. Mette in chiaro le cose dal primo quarto, poi gestisce con cinismo, castigando ogni tentativo avversario di rientrare in partita.
IMPENETRABILE
CAUSEUR 7.5: È l’uomo in più di questo finale di stagione, presente su ambo i lati del campo e sempre attivo nei parziali che spaccano la partita.
SOSTANZIOSO
NÚÑEZ 6: Manca Llull e lui riceve minuti importanti che utilizza per portare il proprio mattoncino. Deve ancora crescere, ma già adesso si dimostra utile alla causa.
PREZIOSO
RANDOLPH 4: 5 minuti bastano a Chus Mateo per capire che non è la serata giusta per vederlo in campo.
INCEPPATO
RUDY FERNÁNDEZ 5.5: Ancora non al meglio, mette una tripla importante e poi si dedica a fare legna per gli altri compagni. Da lui, però, è lecito aspettarsi qualcosa in più.
GREGARIO
ABALDE SV: Appena un minuto per riassaporare il parquet e segnare il 30-17.
BENTORNATO
HANGA 7.5: Altro grande ex della gara, consuma la sua personale rivincita rivendicando le proprie qualità realizzative oltre a quelle difensive. A referto vanno 16 punti e 6 assist, oltre al gradito compito di segnare sempre i canestri che spezzano il fiato agli avversari.
LEGATO AL DITO
DECK 8.5: Stavolta non è costretto a contenere Mirotic ma ha libertà e licenza di scorrazzare e pungere. Lo fa con continuità e si prende anche le chiavi della squadra che i senatori gli consegnano. Per larghi tratti il Real gira intorno alla sua idea di basket e fa bene.
LEADER
POIRIER 6.5: Due inchiodate, un gioco da 3 punti, 5 rimbalzi offensivi. Il francese fa male in tutti i modi ad un Barcellona che paga anche l’assenza di Sanli, giocatore più difficile da marcare di Davies. Apparizioni puntuali, effetto scenico assicurato.
QUANTO BASTA
TAVARES 6.5: La pochezza sotto canestro del Barça sta tutta nel fatto che Edi domini senza strafare. Lì sotto comanda lui, poche storie. Se poi commette qualche fallo di troppo c’è il collega di reparto a non farlo rimpiangere.
DI GIUSTEZZA
LLULL NE.
YABUSELE 7: Sfiora la doppia doppia senza nemmeno apparire troppo, ma sbaglia decisamente troppo in avvicinamento al ferro (2/8). Resta comunque difficile da contenere, se non con le cattive.
BULDOZER
TAYLOR 6: Lavora soprattutto nella propria metà campo, risultando decisivo nel recuperare 3 palloni. Tira quando necessario, si spende a rimbalzo.
ALL’OCCORRENZA
CHUS MATEO 8.5: Non è per niente scontato essere all’altezza di uno come Laso, eppure lui ci è riuscito. Fa tutto ciò che è giusto al momento giusto e non si scompone nemmeno quando il Barça tenta l’ultimo disperato assalto e rientra fino al -10.
ZEN
Elio De Falco