Il Barça si ferma sul più bello, contro un Micic stellare da 25 punti ed un ritrovato Larkin.
Doveva essere l’anno scorso, quello buono.
Sembrava finita quando il covid-19 aveva fermato una stagione in cui l’Anadolu Efes aveva dominato in lungo ed in largo su tutti i parquet.
E invece, a volte, il destino ti restituisce quel che ti aveva tolto: un titolo di Eurolega atteso più di tutti.
Svetta, su tutti, Vasilije Micic, autore di 25 punti e dei liberi che hanno chiuso la contesa, ma ci sarebbe da dire tanto su ogni singolo giocatore, perchè il serbo è pronto ad attraversare l’Atlantico, ma Larkin (21), l’NBA l’ha già assaggiata.
E poi c’è un eroico Dunston, granitico come pochi, Singleton che battaglia nelle alture, Sanli che è provvidenziale per evitare la prima fuga blaugrana, Simon e via via tutti gli altri, per finire con capitan Balbay che alza la coppa al cielo di Colonia.
LA CRONACA
L’inizio vede il Barça provare subito a mettere la gara sui suoi binari, con Davies che si porta a casa il ferro, ma la connessione Sanli-Micic ristabilisce presto la parità.
È proprio il lungo turco ad essere il grande protagonista tra gli uomini di Ataman, suoi i primi 8 punti dell’Efes, tuttavia Davies controsorpassa immediatamente con il 2+1.
L’ex Zalgiris è una furia e tiene davanti i blaugrana nonostante qualche distrazione di troppo che obbliga Jasikevicius a fermare il cronometro, la lotta con Singleton è titanica e, quando si sveglia, Higgins mette la tripla del +4 (17-13).
La girandola dei cambi vede uscire dalla panchina un elettrico Kuric che permette ai blaugrana di mettere la freccia nel finale di primo quarto (22-15).
Con la second unit in campo, il Barça tocca il +10 già all’11’ con il gioco da 3 punti di un vivace Bolmaro; l’Efes reagisce con Moerman e Larkin, apparso in ombra nei primi minuti, ma bravo a rubare palla e trovare il fallo antisportivo di Bolmaro. Sul possesso successivo arriva il canestro pesantissimo di Pleiss per il 25-22. Jasikevicius fa alzare di nuovo Mirotic.
Ma l’Efes sembra prendersi l’inerzia, il Barça fallisce troppe occasioni e Simon riporta a contatto i ragazzi del Bosforo (25-24).
La risposta blaugrana arriva dalla lunetta con Abrines ed Higgins, ma Pleiss è caldissimo e si prende un tiro vincente quanto sfortunato perchè pesta la linea; i turchi volano, attivando al +7 (31-38), ma la reazione blaugrana non si fa attendere: tripla di Kuric e Barça in scia (34-38).
Due errori ciascuno dalla lunetta impediscono di cambiare il risultato, ma Kuric accorcia ancora per il -2, che diventa -3 con l’1/2 di Beaubois che chiude il primo tempo.
La ripresa si apre con Higgins che risponde a Dunston, ma Micic si sveglia e mette a segno il 2+1 ed un’altra penetrazione che regala il +7 all’Efes. Il playmaker serbo è in un momento sublime: ubriaca Bolmaro con il palleggio e fa centro da 8 metri con il fallo dell’argentino, and one e +11.
Sembra la spallata decisiva: Kuric prova a scuotere il Barça dall’arco ma Larkin lo ripaga con la stessa moneta.
Dunston è indiavolato in difesa, totem insuperabile per l’attacco blaugrana che tiene lontani dal canestro lunghi ed esterni, Higgins prova a rispondere con canestri di assoluto livello, arrivando ad 8 punti consecutivi. Quando l’ex CSKA viene richiamato in panchina, è Mirotic a tenere in partita il Barça a fine terzo quarto (58-65), con tante polemiche sul cronometro dell’ultima rimessa blaugrana, con il canestro del -5 prima convalidato, poi annullato.
Ma il Barça c’è, subito 4-0 di parziale, poi Gasol impone la stoppata sul tentativo di contropiede e cancella Sanli, Singleton lo imita poco dopo su Mirotic.
Ma è una partita totalmente diversa: Davies trova il canestro pesante del -2, poi attacca Sanli e serve Mirotic per il pareggio (69-69).
La riscossa dell’Efes è la tripla di un monumentale Micic, messo in campo da Ataman con 4 falli, ma Higgins risponde con il canestro e fallo per pareggiare nuovamente a 4’ dal termine.
La difesa blaugrana è maniacale, Larkin però è pazzesco, giocata magica ed altro gioco da 3 punti; è un input fondamentale, Singleton e Micic siglano il 74-79 che è una mazzata da cui il Barça sembra non riprendersi più, se non fosse per un fallo ingenuo di Singleton che permette a Kuric di accorciare fino ai 3 punti di distacco a 12” dalla sirena.
Ma è Micic a prendersi la scena: è glaciale dalla lunetta e mette la firma sul successo turco.
IL COMMENTO
In Paradiso ci va l’Efes, bravo a far vedere davvero qualcosa in più rispetto ad un Barcellona che non è riuscito a tenere per tutto il tempo necessario l’intensità difensiva. Nella giornata che avrebbe dovuto consacrarlo, Mirotic stecca clamorosamente; lo stesso vale per Calathes.
Se il Barça arriva a combattere fino all’ultimo secondo, lo deve, in primis, a Cory Higgins (23), inopinatamente ignorato in alcuni frangenti del quarto periodo, ma prezioso per rimettere in piedi una partita che sembrava andar via.
Subito dopo vengono un monumentale Brandon Davies (17+11r) e Kyle Kuric (18). 7
Sicuramente qualche polemica arbitrale, soprattutto sulla discutibile decisione riguardante il canestro annullato a Mirotic a fine terzo quarto (avrebbero dovuto far ripetere l’azione?) sorgerà, ma ancora una volta il Barça si è spento sul più bello, quando aveva ripreso in mano l’inerzia del match, e paga il non aver saputo essere costante nel rendimento.
Coach Jasikevicius, stavolta, non potrà dire di non aver saputo motivare i suoi, non c’è motivazione che venga meno quando ti giochi un trofeo del genere. E non puoi permetterti di non giocare al massimo tutti i 40’.
Vince chi ha meritato di più, chi ha voluto di più questo trofeo. Vince la squadra dell’MVP plebiscitario che, ora, guarderà al futuro targato NBA che gli si prospetta davanti.
Perchè di Micic, oltreoceano, ne sentiremo parlare.
QUI le statistiche del match
Nell’immagine l’Efes che alza la coppa, foto Ciamillo-Castoria
Elio De Falco