Milano l’ha attesa un anno, la rivincita. Messina – al suo quinto scudetto in carriera – finalmente può festeggiare quello che gli mancava nel suo percorso in biancorosso. La Virtus è vinta ma cade in piedi. Non è il 4-0 di un anno fa, ma in tutta la serie è sembrata aver qualcosa in più, anche nelle due perse. Le vinte da Bologna per orgoglio, rabbia e cuore ma come solidità e sistema di squadra. L’Olimpia è stata più squadra, più affamata e cinica, più fresca mentalmente probabilmente anche per la mancata Final Four in EuroLeague. Milano può festeggiare il ventinovesimo scudetto della propria storia, la Segafredo si dovrà “accontentare” del successo in EuroCup. Questo è un ko che non compromette la stagione delle V Nere ma che anzi potrà esserle utile per capir cosa le manca in vista dell’EuroLeague di cui Milano è ormai una big consolidata.
C’è da credere che patron Zanetti e società non si accontenteranno di questo, vista la voglia di vincere mostrata e le tappe bruciate in questi anni ma sarà una motivazione in più.
Gara6 è dell’Olimpia con un perentorio 81-64. Milano ha condotto per tutta la partita, forte di una migliore condizione fisica e spinta da un Forum pieno in ogni suo posto. Non è mai stata in discussione, salvo una piccola parentesi nel secondo quarto. Shavon Shields e Gigi Datome, quelli che forse avevano più deluso in gara5, si sono rifatti e con gli interessi.
Alla Virtus sono mancati fiato e gambe. Shengelia è stato fortemente limitato dall’influenza, Daniel Hackett dagli infortuni e molti componenti del roster dalla più totale assenza di energie al termine di una stagione lunghissima con una miriade di partite.
Datome è il top scorer con 23 punti, Shields con 15 e Rodriguez con 12.
Per la Segafredo unici in doppia cifra Amar Alibegovic con 11 punti e Nico Mannion con 10.
La cronaca
L’inizio di partita è tutta per Milano. Shiedls si mette subito in mostra con 6 punti consecutivi. L’Armani in 3.30 va sul 10-3.
Milano è perfetta in attacco, ottima in difesa e chiude il primo quarto avanti 29-16 con il canestro sulla sirena di Grant.
La Virtus, subito lo scotto del primo quarto, si compatta in difesa e da quella costruisce bene anche gli attacchi. Passo dopo passo, con Hackett e Alibegovic ricuce sul 39-34 a 2.18 dall’intervallo.
A metà gara comunque si va sul 43-36.
L’avvio di ripresa sembra ricalcare il primo quarto. Datome e compagni allungano sul 48-36.
Ma ciò che impressiona per Milano è la difesa. Basti pensare che la Virtus segna il primo canestro con Sampson dalla lunetta dopo 5.40 di gioco: parziale di 10-0.
I primi 30 minuti sono tutti in favore dei padroni di casa: 61-46
Il quarto quarto è pura accademia. Milano domina e vince lo scudetto numero 30: 81-64 il finale.
QUI le statistiche complete del match
Eugenio Petrillo
Foto Ciamillo-Castoria