Al TD Garden i Golden State Warriors escono vittoriosi in gara 6 per 103-90 contro i Boston Celtics, vincendo così il quarto anello in 8 anni grazie ad uno Steph Curry in versione MVP. 34 punti per Curry, che conquista il suo primo Finals MVP.

I Celtics partono aggressivi e schizzano fino al 2-14 (massimo vantaggio) prima che entrino effettivamente in gara gli Warriors. È un bombardamento: la tripla di Curry dall’angolo segna il 24-22 con 56 secondi nel primo quarto. Da lì, gli Warriors non torneranno mai più sotto. Prima è il turno di Poole, che bombarda dall’arco i Greens fino al 37-22: parziale da 21-0 che spacca in due la partita. Mini contro-parziale di 7-0 per i Celtics, che si affidano a Brown e alle stoppate di Robert Williams III. Ma gli Warriors tornano a segnare seguendo Curry e Green fino al nuovo +21; si entra negli spogliatoi sul 54-39.

Moto di orgoglio Greens che continuano il parziale fino al 57-44 prima che l’ennesima tripla di Curry gli spezzi le gambe. Il terzo quarto è la fiera delle triple da entrambe le parti: massimo vantaggio sul 72-50. I Celtics non mollano e portano il vantaggio in singola cifra approfittando del rallentamento Warriors, fino al 74-65; si entra nel quarto sul 76-66. Il quarto quarto è senza esclusione di colpi e le difese brillano con ottime azioni da entrambe le parti, i Celtics sono di nuovo sotto la doppia cifra sull’84-75 grazie a Jaylen Brown in attacco e Al Horford in difesa. Brown è caldissimo e firma l’86-78, ma i Celtics non riescono a contenere Curry, che prima arriva al ferro e poi segna un’altra tripla in stepback: 96-81 e la partita sta scivolando. Niente da fare: finisce 103-90, Warriors ancora campioni.

Dopo Gara 5 Curry l’aveva detto: “non tirerò così male la prossima volta”. A fine gara sono 34 punti con 12/21 dal campo e 6/11 da 3 punti, 7 rimbalzi, 7 assist, 2 rubate e 1 stoppata contro sole 2 perse. Numeri da Finals MVP: a fine serie le sue medie sono di 31.2 punti, 6.0 rimbalzi e 5.0 assist a partita. Fondamentale è stato però Draymond Green, che come sempre quando la palla scotta si alza di livello. Partita importante a livello offensivo: 12 punti (5/10 dal campo), 12 rimbalzi, 8 assist preziosissimi, oltre a 2 rubate e 2 stoppate. 18 punti per Wiggins, con 4-9 da 3. Un momento incredibile per il big 3 dei Dubs, soprattutto per Klay Thompson. Dopo due anni di lontananza dal parquet, chiude le Finals con una partita da 12 punti, sparacchiando un po’ (5/20 dal campo), ma non importa. Importa esserci.

Jayson Tatum è stato per l’ennesima volta incapace di oltrepassare la difesa asfissiante dei Dubs, chiudendo con 13 punti tirando con 6/18 dal campo (1/4 da 3) con 3 rimbalzi, 7 assist, 3 palle rubate ma anche 5 perse. Monumentale Jaylen Brown, ancora una volta capace di trascinare i suoi nei momenti più difficili: 34 punti, 12/23 dal campo, 5/11 da 3. Nel tabellino anche 7 rimbalzi, 3 assist e 1 recupero con 5 palle perse. Poi 19 punti per Al Horford, spesso e volentieri battezzato da 3 punti (4/5 da 3 a fine gara) e una super difesa di Williams III, con ben 5 stoppate. Ma non è stato abbastanza.

Cruciale l’impatto della panchina Warriors: 15 punti per Poole, con un paio di triple insensate a suo solito, e 6 per Payton II. Di contro i Boston Celtics hanno avuto un impatto minimo dalla panchina: solo 5 punti, 2 di Derrick White e 3 di Grant Williams. Nel momento in cui era necessario azzannare la partita, quando i Dubs hanno tolto il piede dal gas, i Celtics hanno peccato di cattiveria e non hanno saputo riprendersi il vantaggio. Alla lunga, essere costretti a stare indietro l’intera gara ha pesato. 27 assist per entrambe le squadre, ma solo 15 perse Golden State a fronte delle 22 di Boston.

I Golden State Warriors sono sul tetto del mondo e i Boston Celtics, così come i Phoenix Suns l’anno scorso, devono leccarsi le ferite e fare tesoro di queste esperienze. Oggi la NBA sembra non avere un definitivo vincitore previsto ma un gruppo di talenti enorme. Ancora una volta è stata importante la preparazione, gli allenatori, l’esecuzione dei propri gameplan. Hanno vinto gli Warriors, ma poteva andare diversamente. E noi non vediamo l’ora di vedere cosa ci riserverà la prossima stagione.

QUI le statistiche complete; QUI un breve video recap

FOTO: Steph Curry (NBA.com)

Yuri Pietro Tacconi