8 anni dopo, nel momento più importante, la Joventut sbanca il Palau Blaugrana e dà una svolta alle semifinali playoff.
Un derby è sempre un derby, figuriamoci tra due storiche del basket in terra iberica, se poi a deciderlo è l’ex di turno, Ante Tomic (24 per lui), la storia è ancor più interessante.
È un trionfo per la Penya sugli ingombranti vicini, arrivato con aggressività ed intensità difensive contro un Barça che, forse, pensava di aver già indirizzato la serie. Mai Saras Jasikevicius ed i suoi furono più in errore.
Con Higgins fuori per dolori alla schiena, Exum ritorna a referto per il tecnico lituano, facile quanto inascoltato profeta della reazione neroverde.
Pronti via ed è subito Penya: 3-8 il parziale dopo appena 3’ di gioco e tanti grattacapi per la difesa nel tentativo di limitare uno sgusciante Feliz ed un Ante Tomic in versione totem (7 punti nel solo primo quarto).
Jasikevicius non apprezza l’approccio molle dei suoi e comincia a ruotare: dalla panchina Exum ed Abrines riprendono il filo della realizzazione, Calathes dirige la circolazione ed il Barça reagisce portandosi avanti (25-19).
Ma è un’altra Joventut rispetto a gara 1: un altro “core ‘ngrato”, Pau Ribas, prende il timone ed inanella 6 punti nel break di 8-1 con cui gli ospiti ritrovano il comando delle operazioni a fine primo quarto (26-27).
Un’altra Joventut, ma anche più corale, capace di trovare di volta in volta il giocatore di cui cavalcare il momento: dopo una zampata blaugrana che vale il 35-28, Carles Durán non si scompone e dal cilindro trova un chirurgico Fran Bassas, autore di 8 punti nella rimonta che vale il pareggio a quota 40.
Il Barça va in difficoltà, perde troppi palloni (9 contro 1 degli avversari) e lo spunto finale prima dell’intervallo lungo premia proprio Ribas e compagni (40-42).
L’aver rimesso il naso avanti è una carica di energia per Badalona: al rientro dagli spogliatoi i neroverdi sembrano volare sul parquet. Intensi in difesa, rapidi nella transizione che porta sempre canestri facili, soprattutto sull’asse Feliz-Parra.
Jasikevicius non le manda a dire ai suoi e continua a cambiare interpreti: i blaugrana migliorano leggermente quando in campo ci sono Jokubaitis e Laprovittola, ma questi riescono solo a forzare qualche viaggio in lunetta, senza poter mettere un freno all’attacco della Penya che chiude il terzo quarto addirittura con 12 punti di margine (53-65).
Nel momento di maggior difficoltà dei propri beniamini, il Palau fa sentire la propria pressione, soprattutto sulla terna arbitrale, oggetto di contestazione per alcune chiamate ritenute erronee.
Il Barça si fa trascinare e rientra presto sotto la doppia cifra di svantaggio con Hayes che sigla il -8 al 33’.
Sembra la solita storia da raccontare: la sfavorita che gioca alla grande, nuota a grandi bracciate, ma affoga inghiottita dal mare della grande squadra di turno. Ne abbiamo raccontate tante così.
Ma stavolta no.
La difesa della Joventut si compatta ed aumenta ancora il livello d’intensità, il Barça attacca con troppa frenesia e cade nella trappola.
Tra i tifosi neroverdi fioccano i pizzicotti autoinflitti per convincersi di non essere in un sogno, la solida realtà, invece, dice che la Joventut Badalona si aggiudica gara 2 per 81-87 e si regala la possibilità di sognare una finale su cui nessuno avrebbe puntato un centesimo. Basterebbe vincere entrambe le gare in programma al Palau Olimpic mercoledì e venerdì.
Intanto la sorpresa dei playoff è qui…
Elio De Falco