La Virtus Bologna vola a Istanbul dove questa sera alle 18:30 affronterà l’Anadolu Efes. Dopo la settimana più complicata della stagione, la risposta che Dusko Ivanovic si aspettava è arrivata. Ed è arrivata forte, chiara, senza tentennamenti. La vittoria del PalaLeonessa contro Brescia non è stata soltanto un successo in trasferta, ma un segnale preciso: la Virtus Bologna è viva, solida, capace di reagire. E soprattutto è tornata in vetta alla LBA, riprendendosi quel primato che sembrava momentaneamente sfuggito dopo la sconfitta interna con Trento, prima delle tre consecutive (tra campionato ed EuroLeague) della scorsa settimana: evento mai verificatosi prima in stagione.
A Brescia si è rivista la vera Virtus, quella fatta di ritmo, qualità e durezza mentale. Una prova convincente su entrambi i lati del campo, con continuità di esecuzione e presenza difensiva. Per 40 minuti le V Nere hanno condotto con personalità, cancellando l’opacità mostrata nei giorni precedenti e rimettendo ordine nelle gerarchie tecniche e mentali del gruppo.
Era fondamentale reagire, e la squadra lo ha fatto nel modo migliore possibile.
Il rientro di Matt Morgan e Momo Diouf ha inciso in maniera evidente. Ritrovare rotazioni più o meno normali ha permesso di rialzare il livello energetico e tattico. Morgan, in particolare, ha avuto un impatto determinante: quando il numero 30 è in campo la Virtus cambia passo. C’è più imprevedibilità, più ritmo, più pericolosità perimetrale. E soprattutto, coincidenza solo apparente, la Virtus vince. Diouf ha dato fisicità e presenza sotto canestro, riportando equilibrio in un reparto che nelle settimane precedenti aveva dovuto fare gli straordinari.
Chi invece sembra ancora inseguire la miglior condizione è Alen Smailagic, attualmente il giocatore che appare più in difficoltà dal punto di vista fisico.
Ancora ai box, anche in previsione della partita di Istanbul, Alessandro Pajola, unico indisponibile per la trasferta turca, un’assenza che pesa per leadership difensiva e gestione dei possessi.
Capitolo mercato. La società resta vigile. I nomi circolati nelle ultime settimane testimoniano attenzione e volontà di intervenire, ma sempre nel rispetto dei paletti di budget, che non è infinito. La Virtus non vuole ripetere situazioni simili a quella di Justin Holiday della passata stagione: eventuali scelte saranno ponderate, mirate, con la certezza di inserire un profilo funzionale e sostenibile. Nessuna mossa d’impulso, ma un’operazione chirurgica, se e quando arriverà.
Nel frattempo è ufficiale la partenza in prestito di Abramo Canka a Roseto. Una decisione che, in termini di impiego e minutaggio in EuroLeague (e non solo), non sposta molto per la Virtus, considerata la sua presenza marginale fin qui – pochi minuti nella sola gara casalinga contro Tortona. Per il ragazzo sarà un’opportunità di crescita, per la Virtus un movimento che non altera equilibri tecnici.
Ora la rotta porta a Istanbul, seconda trasferta turca della stagione dopo quella contro il Fenerbahce. Stavolta si gioca sull’altra sponda del Bosforo, contro un’Efes che vive una stagione opposta rispetto ai “cugini” allenati da Jasikevicius.
L’Anadolu Efes era partita con ambizioni altissime: play-in come obiettivo minimo, playoff come traguardo concreto. Budget elevato, roster costruito per vincere. Eppure nulla è andato secondo i piani. Infortuni a raffica, rendimento sotto le aspettative di diversi interpreti e cambio di guida tecnica: da Igor Kokoskov al pluricampione europeo Pablo Laso. Ma nemmeno con lo spagnolo è arrivata la svolta auspicata.
Eppure attenzione a dare l’Efes per spacciato. Negli ultimi giorni i turchi hanno infilato due vittorie consecutive in EuroLeague e una terza nel campionato locale, segnale di una squadra che, pur tra assenze pesanti, sta provando a riemergere. L’ex di turno sarebbe dovuto essere Isaia Cordinier, ma il francese dovrebbe restare ai box per un problema alla schiena. Sicuramente out Georgios Papagiannis, Shane Larkin e Rolands Smits: assenze che ridisegnano rotazioni e responsabilità.
Attenzione però a non farsi ingannare dalle assenze: l’Efes, anche con diversi uomini ai box, resta una squadra dal roster rispettabilissimo e pieno di talento. Sotto le plance la presenza di Vincent Poirier garantisce fisicità, protezione del ferro e punti ad alta percentuale; sugli esterni l’esperienza e il talento offensivo di Rodrigue Beaubois e Jordan Loyd, uniti alla completezza di Nick Weiler-Babb, assicurano soluzioni e pericolosità in ogni zona del campo. A completare il pacchetto esterni Saben Lee, giunto all’Anadolu dall’Olympiacos ad inizio 2026 e già viaggia a poco meno di 15 punti di media. C’è poi PJ Dozier, giocatore solidissimo, capace di incidere senza bisogno di grandi volumi di tiro. E attenzione anche a Kai Jones: era stato oggetto del desiderio del mercato estivo bianconero, all’andata non aveva lasciato una grande impressione, ma nelle ultime settimane è in crescita e sta ritrovando fiducia e continuità. Insomma, al di là delle defezioni, l’Efes resta un avversario da prendere con le molle.
Per la Virtus questa sfida ha il sapore di un’ultima chiamata al gate per il volo play-in. La sensazione è che un’eventuale sconfitta potrebbe chiudere, o quasi, il discorso qualificazione. Serve un colpo in trasferta, serve continuità dopo Brescia, serve dimostrare che la reazione non è stata episodica ma strutturale.
Allo stesso tempo è giusto ricordare quali fossero le ambizioni di inizio stagione. La Virtus sta comunque disputando un percorso più che soddisfacente in EuroLeague, competitivo e dignitoso. Ogni vittoria europea resta un risultato da celebrare, non un obbligo scontato. L’obiettivo, in ogni caso, è arrivare a Torino per la Coppa Italia nelle migliori condizioni fisiche e mentali possibili. Ritrovare energie, consolidare le rotazioni, scegliere con lucidità eventuali innesti.
Istanbul dirà molto. Non tutto, forse, ma molto sì. E la Virtus, oggi, ci arriva con la consapevolezza di aver ritrovato sé stessa proprio nel momento in cui serviva di più.
Eugenio Petrillo
Nell’immagine Carsen Edwards e Derrick Alston Jr, foto Ciamillo-Castoria