Nella sfida andata in scena al PalaMangano di Scafati tra la Givova e Pistoia ha evidenziato l’accesa rivalità tra i tifosi pistoiesi e scafatesi, con cori contro l’una o l’altra squadra, provocazioni da entrambe le parti, soprattutto nella pausa lunga del primo tempo, ma ancor di più all’entrata dei tifosi toscani dove si è susseguito un assordante rumore, prodotto da fischi, insulti, urla e cori dei sostenitori del Pistoia.]
LA RIVALITA’
La nascita di questa rivalità affonda le sue origini nell’ultimo decennio: la serie playoff del 2012, vinta in gara-5 da Pistoia, e del 2013, con il 3-1 vincente dei toscani, hanno segnato l’inizio di una forte inimicizia soprattutto tra le due tifoserie. I campani sono usciti vincitori negli ultimi 3 scontri in A2 tra il 2020 e il 2022 (oltre, ovviamente, alla vittoria di ieri sera), Pistoia, invece, è proprio da gara-4 dei quarti di finale del 2013, che consentì ai toscani di andare in semifinale playoff di Legadue, che non batte lo Scafati.
I tifosi dello Scafati hanno anche “omaggiato” questa rivalità con una be
lla coreografia prima dell’inizio della partita: il soggetto è Filippo Tedici, traditore di Pistoia, infatti lui durante gli ultimi anni del suo potere vendette la città di Pistoia ai lucchesi in cambio di 10.000 fiorini d’oro. Tre anni più tardi Filippo Tedici fu esiliato dalla città, ma non si dette per vinto e tentò una congiura contro i Guelfi che comandavano Pistoia.Il suo piano non andò a buon fine e fu costretto a scappare ancora una volta e a rifugiarsi a Popiglio, sulla montagna pistoiese, dove venne raggiunto e decapitato. La sua testa fu portata in città, scolpita e posta sulla facciata della chiesa di Sant’Andrea per ricordare a tutti i pistoiesi la sorte alla quale sarebbero stati destinati i futuri traditori.
Basket e storia antica che si incontrano, con un racconto molto interessante e che i sostenitori scafatesi hanno voluto ricordare ai rivali pistoiesi.
