Un’inchiesta federale statunitense ha scoperchiato uno dei più vasti scandali recenti legati alle scommesse sportive, portando all’incriminazione di venti persone accusate di aver manipolato partite di basket attraverso il cosiddetto point shaving. L’indagine, formalizzata con un ampio atto d’accusa depositato presso la Corte federale dell’Eastern District of Pennsylvania, descrive un’organizzazione criminale capace di operare su scala internazionale, intervenendo sia nel basket professionistico cinese sia nel sistema universitario NCAA Division I.
Al centro dello schema ci sarebbe la manipolazione intenzionale della differenza punti finale delle partite, una pratica studiata per alterare i flussi delle scommesse e massimizzare i profitti sui mercati regolati e non. Le carte del Dipartimento di Giustizia ricostruiscono un meccanismo rodato, avviato già nell’autunno del 2022 con incontri della Chinese Basketball Association.
Un episodio citato negli atti evidenzia la portata economica del sistema: una singola scommessa avrebbe superato i 198 mila dollari, basandosi su un risultato alterato proprio grazie alla collaborazione degli atleti coinvolti.
Tra i nomi più rilevanti emersi dall’inchiesta figura quello dell’attuale play/guardia dell’Hapoel Tel Aviv Antonio Blakeney, ex protagonista del basket universitario e della NBA con i Chicago Bulls, poi trasferitosi in Cina dove ha giocato in CBA tra il 2022 e il 2024.
Secondo l’accusa, Blakeney avrebbe accettato di ridurre volontariamente le proprie prestazioni in alcune partite chiave, ricevendo in cambio ingenti somme di denaro. In un’occasione, uno dei presunti organizzatori avrebbe depositato circa 200 mila dollari in contanti in un magazzino a lui riconducibile in Florida.
Il coinvolgimento di Blakeney non si fermerebbe però al ruolo di esecutore. Gli inquirenti sostengono che avrebbe contribuito ad ampliare la rete, facilitando il reclutamento di giocatori NCAA per replicare il meccanismo anche nel college basketball statunitense. Un dettaglio che rende l’indagine particolarmente sensibile, soprattutto alla luce del fatto che Blakeney è oggi uno dei volti della stagione di alto livello dell’Hapoel Tel Aviv in Eurolega, estendendo così l’eco dello scandalo anche al panorama cestistico europeo. E sarebbe una bella grana per il club israeliano perché se Blakeney dovesse effettivamente risultare colpevole rischierebbe una pena fino a 20 anni di reclusione e una multa salatissima di 250mila dollari.

Nell’immagine Antonio Blakeney, foto Ciamillo-Castoria