Dopo Roma, Vienna avrebbe rischiato di essere l’ennesimo teatro di un agguato internazionale da parte degli ultras della Stella Rossa, che come riportato dalla stampa austriaca, e confermato dalla pagina Facebook Balkanski navijači, sono andati ad un soffio dall’aggredire gli ultras dello Zadar, impegnati a tornare in Dalmazia dopo la trasferta di Lega adriatica nella capitale dell’Austria, nella quale Zara ha sconfitto i padroni di casa (77:86).

Secondo la Kronen Zeitung, gli ultras serbi si sarebbero appostati nei pressi della località di Traiskirchen, nel sud del Paese, armati di coltelli, spranghe ed altro materiale da assalto con il quale i facinorosi biancorossi avrebbero inteso attendere il convoglio dei tifosi zaratini, in maniera chiaramente poco amichevole.

La reazione dei ‘passanti’

A scongiurare lo scontro tra le due tifoserie sarebbero state ripetute segnalazioni da parte di automobilisti allarmati dalla vista di una quarantina di persone, rivelatisi poi essere gli ultras della Stella Rossa, i Delije, armate fino ai denti nei pressi dell’autostrada A2.

Pronta, di conseguenza, è stata la reazione della polizia austriaca, che si è recata sul luogo delle segnalazioni e, prontamente, ha respinto i serbi, evitando il contatto coi tifosi dello Zadar, i Tornado, che sarebbero transitati per Traiskirchen di lì a poco.

Il caso austriaco

La voglia di ‘menare le mani’ tra ultras serbi e croati è stata sicuramente stuzzicata dalla trasferta a Vienna, che per i Delije ha caratterizzato un’occasione ghiotta per entrare in contatto con una tifoseria, quella dello Zadar, con cui le occasioni di scontro nel corso della stagione non sono molte.

Sulla base di un accordo teso a vietare confronti tra gruppi ultras divisi da un’aspra rivalità che ha le sue radici nei traumatici eventi che hanno accompagnato la dissoluzione della Jugoslavia, sia le trasferte degli ultras croati in Serbia che gli spostamenti degli ultras serbi in Croazia in Lega adriatica non hanno luogo.

Il precedente del 2003

I Delije e i Tornado, del resto, si sono resi protagonisti di momenti tesi particolarmente famosi in occasione della semifinale della Lega adriatica del 2003, che gli ultras della Stella Rossa, presso il palasport di Tivoli, a Lubiana, hanno interrotto con un lancio di fumogeni e cori di stampo nazionalistico nei confronti dei Tornado.

Evacuata la tifoseria serba, la semifinale ha allora potuto riprendere dopo un’interruzione di una mezz’ora circa, a seguito della quale lo Zadar, grazie ad una tripla a fil di sirena realizzata da Michael Meeks, ha sconfitto a sorpresa i rivali biancorossi, laureandosi infine campione del campionato ex jugoslavo dopo avere sconfitto in finale anche il Maccabi Tel Aviv.

Una vendetta

Con l’ingresso nel torneo che raccoglie il meglio della pallacanestro della ex Jugoslavia del Vienna, la squadra di una città nella quale le diaspore di Serbia e Croazia hanno una considerevole presenza, si è tuttavia aperto un nuovo fronte nel quale ultras di squadre serbe e croate possono venire a contatto.

Come riporta SportKlub, l’agguato degli ultras della Stella Rossa nei confronti dei Tornado avrebbe avuto una motivazione molto più recente rispetto ai fatti di Lubiana. L’iniziativa sarebbe infatti stata tesa a dare continuità ad uno scontro ‘fresco’ tra i serbi ed i tifosi dell’Hajduk di Spalato, la Torcida, coi quali i supporter dello Zadar sono gemellati.

Il precedente romano

Nel 2023, gli ultras della Stella Rossa si sono resi protagonisti di un agguato nei confronti degli ultras della Roma, che essendosi concluso col furto dello striscione dei Fedayn ha portato allo scioglimento dello storico gruppo di tifo organizzato dei giallorossi.

Ad inasprire la rivalità coi tifosi della Roma per i Delije è stato da un lato il gemellaggio stretto con gli ultras del Napoli, e dall’altro l’amicizia che lega la curva giallorossa ai tifosi del Dinamo di Zagabria, la cui rivalità con la Stella Rossa è storicamente caldissima.

Un video del mancato agguato è disponibile sulla pagina Facebook ‘Balkanski navijači’ CLICCA QUI

Matteo Cazzulani

Foto: Balkanski navijači