Ci sono date che segnano la storia della pallacanestro europea, segnatamente ex jugoslava, e più propriamente croata, dalmata ed adriatica, che dovrebbero essere note a chiunque si affaccia al mondo del basket, soprattutto in una situazione come quella odierna, nella quale il ruolo delle ‘piazze storiche’ sembra avere sempre maggiore marginalità.
Il 23 ottobre del 1965 è il giorno in cui lo Zadar ha vinto il primo di una serie di cinque titoli nazionali jugoslavi ottenuti nei seguenti dieci anni, risultando la prima compagine croata a conseguire una vittoria nel campionato dell’allora repubblica federativa di Jugoslavia. Prima di allora, a vincere lo ‘scudetto’ jugoslavo erano stati Stella Rossa, Proleter, OKK Belgrado ed Olimpija Lubiana.
Proprio l’Olimpija Lubiana è stato l’avversario al quale lo Zadar ha conteso il titolo, suggellando la vittoria del campionato con un successo ottenuto sugli sloveni esattamente 60 anni fa, col risultato di 80:75, presso il leggendario campo di Jazine, che allora era all’aperto.
Un basket innovativo
Per i dalmati, il cammino nel torneo non è stato totalmente lineare, come hanno dimostrato le forti polemiche sollevatesi alla prima sconfitta stagionale, ottenuta in trasferta a Karlovac alla quarta giornata. Ciononostante, lo Zadar è andato avanti realizzando un girone di ritorno perfetto, con una sola sconfitta subita ed una vittoria ‘di peso’ ottenuta in trasferta sul Partizan recuperando uno svantaggio di ventitré punti.
Con un bilancio di diciassette vittorie e quattro sconfitte, Zara ha infine vinto un torneo nel quale a permettere ai dalmati di dominare è stata soprattutto l’esplosività della coppia, sull’asse play-pivot, formata da due leggende del basket europeo quali Pino Giergia e Krešimir Ćosić, guidata dal professor Enzo Sovitti.
Sostenitore di una pallacanestro nella quale si giocatori veniva lasciata maggiore libertà e versatilità rispetto alla scuola più propriamente serba, con particolare attenzione all’intercambiabilità tra play e guardie ed al tiro dalla lunga distanza, il professor Sovitti è stato lo ‘scopritore’ di Krešo Ćosić, considerato il miglior giocatore ex jugoslavo di tutti i tempi.
Il genio di Krešo Ćosić
Prototipo dell’atleta moderno, Ćosić, col titolo del 1965, ha dato avvio ad una carriera che, tra Zara e gli Stati Uniti, con un passaggio anche in Italia alla Virtus Bologna, è stata coronata non solo da successi, ma soprattutto da una capacità di anticipare tendenze che, nel basket, si sarebbero affermate in seguito.
Da giocatore, Krešo ha ricoperto, e soprattutto ha difeso su tutti e cinque i ruoli sul terreno di gioco, risultando il primo centro in Europa capace non solo di raccogliere rimbalzi, ma anche e soprattutto di dribblare, portare e passare la palla, e di segnare da ogni dove, anche dalla lunga distanza.
Da allenatore, Ćosić è stato tra i primi a comprendere come adattare il proprio gioco ai mutamenti derivati dall’introduzione del tiro da tre. Facendo leva sulla filosofia ereditata dal professor Sovitti, Krešo, alla guida di Virtus Bologna ed AEK Atene, ha favorito l’impiego di lunghi che, come requisito fondamentale, avessero il tiro dalla lunga distanza.
Il miglior gruppo ultras della ex Jugoslavia
Per Zara e per la pallacanestro europea, il valore storico del ottobre non si esaurisce alla ‘sola’ epopea dello Zadar di Pino Giergia e Krešo Ćosić. Nella medesima giornata, a compiere gli anni sono infatti i Tornado, il gruppo ultras dello Zadar, tra i più caldi, rumorosi e appassionati sullo scenario cestistico ex jugoslavo ed europeo.
Fortemente attaccati alle tradizioni locali, sempre presenti accanto alla squadra in trasferta, i Tornado hanno uno stile di tifo molto simile a quello italiano, con sciarpate, fumogeni, coreografie e cori sia a continuo incitamento della squadra, che a ‘bersagliamento’ psicologico degli avversari.
Altresì, gli ultras dello Zadar, che seguono le squadre di Zara anche nel calcio e nella pallanuoto, sono particolarmente impegnati in iniziative di carattere sociale, sempre orientate alla città nel quale, secondo la leggenda, la pallacanestro è stata creata.
Matteo Cazzulani
Nella foto: la vittoria dello Zadar sull’Olimpija del 23 ottobre 1965.
Credits: Muzej Zadarske Košarke