Ai margini dell’evento di Legabasket, per la presentazione delle finali tra Olimpia Milano e Virtus Bologna che prenderanno il via oggi, abbiamo intervistato Maurizio Ragazzi, ex giocatore, tra le altre, della Virtus Bologna.

 

Terza finale in tre anni tra Olimpia e Virtus, rispetto alle ultime, cosa c’è di diverso quest’anno?

“Rispetto alle due precedenti, in cui in effetti si sentiva che una delle due squadre era avvantaggiata, quest’anno vedo sinceramente molto più equilibrio. Però c’è talmente equilibrio che anche il fattore campo non determinerà le partite, quindi sono veramente curioso di capire, almeno dalla prima gara, in termini di forma fisica a che punto sono le due squadre, perché comunque l’Eurolega è finita già da tempo e quindi hanno avuto modo di mettersi abbastanza in condizione per affrontare una finale di questo genere.”

Il giocatore chiave per le due squadre in queste finali?

“Per Milano ho le idee chiarissime, dico Napier, che sarà il loro termometro della situazione. Se lui non dovesse giocare bene, secondo me, Milano sarà abbastanza in difficoltà. Per Bologna, invece, che ha trovato invece una coralità che sinceramente non non avevo mai visto come in questo ultimo periodo dei play off, trovo che sia una squadra che può anche fare a meno di Teodosic continuando comunque a giocare bene. Quindi su Bologna uno che possa fare la differenza e che sia così importante come Napier per Milano, non non lo vedo.”

Sulla tanto discussa questione del duopolio?

“Polemica veramente sterile e mi dispiace che venga proprio da ex giocatori come Costa e Magnifico che l’hanno innescata, perché loro sono stati parte, quando la Scavolini dominava, di un duopolio Milano-Pesaro. Per anni Pesaro è stata una società che ha avuto la forza economica, grazie a Valter Scavolini, di essere dominante. Quindi non è che si può dire che quando lo sei tu va bene e quando non lo sei non va bene. È stata secondo me una dichiarazione veramente scomposta, figlia forse dell’agonismo dettato dalla serie tra Pesaro e Milano. Secondo me un duopolio del genere fa soltanto bene a tutti, ma non perché necessariamente tutti debbano indebitarsi per raggiungere quelle due squadre, che sono irraggiungibili in termini di base, ma proprio per cercare delle alternative, a basso costo, per giocarci contro. Poi, certo, il lungo periodo avvantaggia Milano e Bologna, però, durante l’anno fare delle ottime partite batterle, perché no?”

In che giocatore si rivede in questa serie?

“In questa serie, vuoi perché siamo nati nello stesso paese, però mi sento vicino a Marco Belinelli. Lui è nettamente più forte, non c’è neanche paragone, però, quando lo vedo giocare un po’ mi rivedo. Forse io un po’ più indifesa e lui molto più in attacco, ma Marco è quello che sento più simile.”

 

QUI il video dell’intervista

In foto Ragazzi (Ciamillo Castoria)

Alessandro di Bari