Una medaglia d’argento ai mondiali di Manila del 2023 ed un bronzo alle Olimpiadi di Parigi del 2024, celebrato come un oro con una fiumana di tifosi tra le vie di Belgrado, sono il lascito dell’esperienza di Svetislav Pešić alla guida della nazionale della Serbia, un incarico a cui il settantacinquenne allenatore di Novi Sad ha rinunciato nella giornata di martedì, 10 settembre.
La decisione, come da Pešić stesso affermato, è stata presa da diverso tempo, e a quanto pare sarebbe direttamente collegata alle dimissioni anticipate di Predrag Danilović dalla carica di presidente della federabasket serba, rassegnate all’indomani delle Olimpiadi.
“Le dimissioni di Danilović, per quanto ne deduco, sono state presentate col preciso scopo di favorire la formazione di un nuovo staff capace di raggiungere nuovi obiettivi nel prossimo ciclo olimpico” sono state le parole, riportate da Sportklub, con le quali Pešić ha commentato la decisione di lasciare.
“Per quanto mi riguarda, avevo già comunicato alla Federazione la mia decisione già prima di Parigi. Pur restando a disposizione, ho deciso di prendermi del tempo per dedicarmi ad altri progetti” ha altresì aggiunto il tecnico di Novi Sad.
Criticità verso il basket serbo
Che Pešić fosse propenso a lasciare l’incarico di tecnico della Serbia, ed abbandonare così un progetto che, dopo la delusione del 2022, l’ex allenatore di Alba Berlino, Barcellona e Virtus Roma ha riportato in rotta con due medaglie dalla notevole importanza, era trapelato in maniera più o meno chiara al ritorno da Parigi.
Nello specifico, in un’intervista da noi riportata, Pešić aveva criticato la mancanza da parte della federabasket serba di una chiara strategia per capitalizzare l’enorme popolarità che il basket ha nel paese, a partire dal consolidamento di un forte campionato nazionale.
Secondo il settantacinquenne professionista di Novi Sad, tale tendenza sarebbe principalmente influenzata dalla forte dipendenza che le autorità cestitiche del paese avrebbero, sempre stando a Pešić, nei confronti di Partizan e Crvena Zvezda (Stella Rossa).
I possibili sostituti
Terminata l’era Pešić, è dunque ora compito della federazione serba identificare al più presto un nuovo leader capace di continuare il lavoro intrapreso da un coach che, nel corso della sua carriera, ha ottenuto successi per mezzo di disciplina, organizzazione e difesa.
Tra i nomi già in circolazione, pur trattandosi al momento di speculazioni, da segnalare sono innanzitutto Aleksander ‘Sale’ Đorđević, ancora senza panchina dopo aver concluso un rapporto lavorativo con la nazionale della Cina, e Saša Obradović, attualmente alla guida del Monaco in Eurolega.
Accostati alla panchina serba, altresì, sono due coach in passato avvicendatisi sulla panchina della Crvena Zvezda, attualmente impegnati in Turchia, come Dejan Radonjić del Bahçeşehir e Dušan Alimplijević del Beşiktaş.
Tanto suggestiva, quanto difficile dal realizzarsi, almeno allo stato attuale, sembra invece la pista che porterebbe il coach del Partizan Željko Obradović alla guida della nazionale.
Matteo Cazzulani
Nella foto: Svetislav Pešić. Credits: Federabasket serba