Archiviata la seconda gara farsa andata in scena contro Trento la città si interroga adesso sul futuro sportivo della squadra. Molte sono le incertezze che attanagliano l’opinione pubblica trapanese all’indomani dell’ennesimo non spettacolo sportivo andato in onda sul parquet del PalaShark. All’indomani del match la società con un comunicato ufficiale si è dichiarata “profondamente addolorata e indignata per aver assistito, insieme a quella parte civile, sana e appassionata della tifoseria trapanese, a questa indecente, scandalosa e umiliante esibizione sportiva, che rappresenta un vero e proprio scempio che ha ferito l’essenza stessa del basket”.Nella nota si è posta ancora una volta l’attenzione sulla situazione contingente, attaccando il sistema che a modo di dire della stessa società avrebbe gestito regolamenti e procedure a proprio piacimento, studiando a tavolino la distruzioni della squadra “dal blocco del mercato alla fuga dei giocatori, lasciandoci senza organico e senza allenatore, in una condizione disumana e antisportiva”. Chiara la chiosa finale: ”Se qualcuno pensa che la società si dia per vinta, non ha capito la nostra strategia e dove vogliamo arrivare. Le prossime settimane renderanno tutto più chiaro: questa battaglia è appena cominciata, e non ci fermeremo fino a quando non sarà ripristinata la dignità calpestata di una squadra, di una città e di un’intera regione. La Trapani Shark non si arrende, combatterà con ogni mezzo per esporre e punire questa persecuzione sistematica”. Fin qui ad oggi la società.

Le reazioni di altri attori: La Giba (Giocatori di basket italiani) in un suo comunicato post gara  ha voluto stigmatizzare la società nella sua ostinazione nel mandare in campo gli atleti, chiedendo rispetto per gli stessi. Duro anche il senso del loro pensiero esternato nella nota: “Non comprendiamo le ragioni alla base della insistenza nel voler giocare ad ogni costo e a consentire lo svolgimento di incontri indecenti che mancano della minima equità competitiva. Torniamo a ribadire che non è accettabile costringere giocatori professionisti a scendere in campo se non vi sono le condizioni sportive minime per farlo, mettendo peraltro a rischio la salute dei cestisti, che vedono esponenzialmente aumentato il rischio di infortuni. Gli atleti sono lavoratori a tutti gli effetti e meritano di essere tutelati e trattati con rispetto. Rivolgiamo un appello alla società Trapani Shark affinché si trovi immediatamente una soluzione per mettere fine a quello che sta diventando motivo di vergogna per il movimento della pallacanestro e per l’intero sistema sportivo italiano”. Questo pomeriggio intanto, si terrà una riunione d’urgenza FIP- Lega A per discutere della situazione trapanese. Anticipazioni ? nessuna al momento. Probabilmente, dovrebbero inoltre essere decise le nuove ammende per la squadra legate alla situazione contratti depositati. Ma la questione ammende al momento forse rappresenta il male minore.

Resta impressa nella memoria collettiva trapanese la scena finale del match non match andato in scena sabato sera, un PalaShark quasi svuotato della sua essenza stessa, di calore, tifo, passione, i giocatori trapanesi stretti a centrocampo a raccogliere gli applausi del poco pubblico presente, i giocatori di Trento tra l’imbarazzo e la incredulità a camminare sul parquet, facendo il minimo possibile durante quei minuti di gioco sembrati interminabili, opposti ad un manipolo di giovani catapultati nel loro sogno, o incubo più grande, l’esordio in serie A, cha mai avrebbero immaginato così traumatico, quello striscione esposto in curva ospiti “trapanesi non mollate” dai cinque tifosi di Trento giunti fin qui che ha spezzato lontananze geografiche ed ideologiche nel nome dello sport l’abbraccio del coach di Trento ai giovani granata a fine match, e quel impercettibile senso di malinconia aleggiante nell’aria del palazzetto, quasi foriero di notizie, che si spera, vengano smentite dai fatti. Queste ore, e le prossime che verranno, saranno cruciali per allontanare le dense nebbie che sono calate dalle parti di Trapani, sul fronte sportivo.