Oggi cade una ricorrenza tragica, che ha portato via uno degli interpreti più importanti della storia della pallacanestro. Il 7 Giugno del 1993 ci lasciava Drazen Petrovic. Quello che è accaduto quella fatidica notte di 30 anni fa è tristemente noto a tutti. A seguito di una partita in Polonia, il “Mozart dei canestri” decide di optare per un viaggio in macchina con la fidanzata e un’amica per rientrare in Croazia, al posto dell’aereo con il resto della squadra. In Germania, all’altezza di Denkendorf, avviene però il disastro, un camion, mentre lui è sul sedile del passeggero e sta dormendo, invade la corsia opposta e colpisce in pieno la Volkswagen Golf di Petrovic. Il 28enne muore sul colpo, mentre le altre due persone nell’auto ne escono solamente ferite.
Ai funerali a Zagabria parteciparono oltre 100mila persone per quello che è stato una leggenda anche al di là dei confini della palla a spicchi. Petrovic ha lasciato un eredità enorme e ha spianato la strada ai grandi giocatori europei venuti dopo di lui, che adesso dominano i parquet di tutto il globo.
La carriera di Dražen inizia a soli 15 anni esordendo nella massima serie jugoslava con la maglia del Šibenka, nel 1984 passa poi al Cibona Zagabria, squadra in cui milita il fratello Aza. Con il club croato fa registrare dei numeri da capogiro, oltre 40 punti di media in campionato e 112 punti in una partita contro l’Olimpija Lubiana, inoltre vince 2 Coppe dei Campioni nel 1985 e nel 1986, e una Coppa delle Coppe nel 1987. L’anno successivo passa al Real Madrid dove rimane solo una stagione, ma amplia comunque il suo palmarès, si aggiungono infatti un altra Coppa delle Coppe, vinta contro la Juve Caserta di Nando Gentile, Vincenzo Esposito e Oscar Schmidt, e una Coppa del Re. Dopo l’estate del 1989, in cui vince un oro ai campionati europei con la Jugoslavia, fa il grande salto oltreoceano e approda ai Portland Trail Blazers. L’impatto con l’NBA non è idilliaco, poco spazio ed un allenatore che non ripone molta fiducia nei giocatori europei. Dopo due stagioni in Oregon cambia quindi casacca e passa ai New Jersey Nets. Qui la sua carriera americana spicca il volo e si afferma come una delle migliori guardie della lega. Nel 1993 dopo essere uscito ai playoff per il secondo anno consecutivo contro Cleveland, Petrovic torna in Europa per giocare con la sua neonata Croazia, qui, per i fatti ben noti, la sua carriera si interrompe bruscamente e lascia un vuoto incolmabile.
In foto Petrovic (Twitter)
Alessandro di Bari