Il DS della De Longhi Treviso Andrea Gracis è intervenuto ad Il Gazzettino ed ha parlato della stagione della squadra:

“In questi sette anni, tra A2 e A, abbiamo avuto tante buone squadre e abbiamo visto crescere gruppi di alto livello. Questo però li supera tutti, perché nessun giocatore ha mai messo davanti sé stesso alla squadra. Penso sia un caso straordinario: è raro incontrare squadre che crescano con questo spirito, focalizzandosi su un obiettivo unico e comune. Sto andando al di là dei discorsi tecnici, mi riferisco al valore di questi ragazzi come persone, alle loro qualità morali. Ognuno dei ragazzi è migliorato durante l’anno, tutti hanno fatto un passo avanti. Ricominciare da Imbrò e Chillo, insieme a Logan, ha rappresentato per noi una grande risorsa. Anche gli altri italiani, come Akele, Vildera, Piccin e Bartoli, hanno portato grande valore a tutto il gruppo. Sto cercando il giusto aggettivo, perché dire “bravissimi” sembra limitante. Mi riferisco a staff tecnico, medico, fisioterapico, oltre a tutti i consulenti che ci hanno dato una mano quando necessario. C’è stato un vero e proprio lavoro di squadra, dietro a quella che andava in campo. Lo staff tecnico è cresciuto molto: al vice Francesco Tabellini sono state offerte grandi responsabilità, per scelta di Menetti e d’accordo con la società. Ottima la presenza di Lorenzo Pomes, il secondo assistente, in allenamento, nel lavoro individuale e con i giovani. Il preparatore fisico Dario De Conti ha dosato al meglio i carichi, supportato dalla supervisione dietro alle quinte di Francesco Cuzzolin. Il dottor Motta ha coordinato alla grande lo staff di fisioterapisti. Bravi tutti per la collaborazione e la comunicazione tra loro, determinante per il buon esito finale. Max è stato straordinario, da quando è con noi e in particolar modo quest’anno. Ha una cura dei dettagli, una sensibilità inusuale nella comprensione dei giocatori, del loro stato d’animo, di come metterli in campo: ha fatto un grande lavoro dall’inizio alla fine. I miglioramenti di molti ragazzi, individuali e di squadra, non sono arrivati per caso”.