Inutile dire che l’esclusione di Amedeo Della Valle dai 12 azzurri che si giocheranno la qualificazione ai Mondiali 2023 e l’Eurobasket 2022 nelle prossime settimane, abbia fatto rumore e farà accendere le discussioni di addetti ai lavori e tifosi. Non un colpo di fulmine a ciel sereno, però, a guardare bene, già da qualche settimana s’intuiva ma nessuno ne parlava. ADV è stato l’MVP dell’ultima LBA, dopo la grande stagione con Brescia, che aveva trascinato al terzo posto in regular season (infortunandosi poi nei playoff contro Sassari) , rendendola la rivelazione dell’ultimo campionato italiano.
Un rilancio totale suffragato dai riconoscimenti di tutti che lo hanno fatto trionfare sia come Mvp assunto che miglior italiano di LBA. E poi, il ritorno in Nazionale, atteso come il nuovo bomber che da tempo ci manca. Poi, all’improvviso il vento è cambiato.
L’estate di ADV non è stata però “rose e fiori” come si sarebbe potuto pensare dopo un’annata così straordinaria. Il 9 giugno il giocatore lascia Brescia, pagando di tasca propria il buyout per liberarsi, con la speranza che possa arrivare la chiamata da una squadra di Eurolega per compiere il salto di qualità. Inizialmente si pensava potesse approdare alla Virtus Bologna, ma poi le V nere virano su altri obiettivi, stessa cosa fanno le altri squadre di Eurolega ed Amedeo a fine luglio è ancora senza squadra. Dunque arriva il dietrofront l’azzurro il 26 luglio torna a Brescia,nel luogo dove si era consacrato la scorsa stagione, con un coach che aveva saputo esaltare le sue qualità come Alessandro Magro. E la Germani raccoglie a braccia aperte il figlio prodigo che aveva dimostrato lealtà e onestà verso il club, appunto pagando di tasca sua il by out. Ora toccherà a coach Magro la pesca di ricaricare le pile e motivare un giocatore che si attendeva l’Eurolega e, legittimamente, la consacrazione azzurra. Oltre ad inquadrarlo in un roster pensato senza di lui tanto da ingaggiare un USA annunciato come una scelta di grandissima qualità, qual è C.J. Massinburg. Ma questa è un altra storia. Torniamo alle vicende azzurre. Tutto è pronto, quindi, per aprire l’estate della Nazionale, tra Qualificazioni Mondiali ed Europei, dove il figlio d’arte di papà Carlo arriva con gli squilli di tromba di una stagione da dominatore. Ma… Anche sul fronte azzurro subito la situazione non sembra esser più tranquilla e chiara. Dopo una stagione a questi livelli si pensava che potesse essere un elemento fondamentale per la nostra Italbasket , ma così non è stato fin dall’inizio. Amedeo, all’esordio in una competizione ufficiale del nuovo CT Gianmarco Pozzecco, nella partita di qualificazioni alla World Cup 2023 contro l’Olanda colleziona solo 3’18 di gioco. La situazione con il tempo non è migliorata infatti il giocatore di Brescia ha racimolato appena nove minuti tra Bologna, Montpellier (schierato a inizio ultimo quarto, a gara già ampiamente segnata) e Amburgo, non venendo neanche inserito in Germania, non giocando né con la Serbia né con la Repubblica Ceca. Ed è finito così per esser stato tagliato dalla lista dei 12 che parteciperanno ad Eurobasket 2022, con il CT Pozzecco che si è espresso così sulla questione: “Un’altra scelta difficile e che mi fa soffrire. Ringrazio Amedeo, che non è inferiore a nessuno come dimostrato dal campionato eccezionale che ha disputato quest’anno. In Nazionale però occorre fare scelte funzionali alla squadra e questo è il motivo della mia decisione”. Sicuramente il neo CT avrà avuto le sue buone ragioni, dovendo guardare in modo complessivo all’equilibrio tecnico e alla chimica di squadra, però il fatto non può non far rumore. E’ un po’ come se Roberto Mancini avesse escluso Ciro Immobile dopo la sua stagione record da goleador. Nel calcio ne sarebbe nato un caso nazionale e forse un’… interrogazione parlamentare. Ovviamente non amiamo e non vorremmo vedere anche nel basket certe esagerazioni calcistiche, però qualche riflessione, dunque, s’impone. La prima è come la cosa sia passata quasi inosservata anche a livello mediatico, anche dalla grande stampa, seppure tutti ormai avessero capito da un po’ la piega che stava prendendo la cosa. Va bene non gettare benzina sul fuoco alla vigilia di momenti decisivi per gli azzurri e complicare la vita ad un CT esordiente, però, secondo noi, la vicenda meritava di essere approfondita e analizzata, costruttivamente, trattandosi del nostro Mvp e per fare capire meglio al popolo dei tifosi della Nazionali, le reali motivazioni tecniche di una scelta, siamo sicuri sia stato sincero, molto difficile e dolorosa per il Poz: se per il nuovo CT fosse stata necessaria una prova del fuoco- semmai ve ne fossero dubbi- che ne delineasse la personalità e la capacità di prendere decisioni, anche impopolari, eccola servita. Il quale, di questo gli va già dato atto, si è preso con coraggio (ma non gli è mai mancato) una bella responsabilità proprio agli inizi del suo percorso azzurro. Se una cosa si può dire ora, senza tirare conclusioni, è che stupisce e alimenta il bisogno di capire meglio, è che ad ADV non sia stata proprio data l’opportunità di giocarsi le sue chance, come se fosse una “bocciatura” (momentanea, crediamo) decisa già in partenza ed evidentemente legata a complicazioni nell’allestire l’assetto complessivo della nostra squadra, per caratteristiche ritenute incompatibili dal Ct.
Viene, insomma, da chiedersi il perché non sia mai stata concessa un’occasione concreta ad un giocatore che soli pochi mesi fa era stato nominato MVP della LBA e che in Nazionale non ha mai potuto mostrare tutte le sue potenzialità . Un’alta riflessione questa intricata vicenda la impone, sperando sia benaugurante per ADV e per la Nazionale, facendo un salto indietro nel tempo, quasi una legge del contrappasso di un destino imprevedibile e un po’ beffardo. Proprio il Poz di situazioni di questo tipo ne ha vissute sulla sua pelle da giocatore (in azzurro ed anche a livello di club quando nel 2005 coach Repesa lo escluse dai playoff in cui la Fortitudo vinse il suo secondo scudetto), e ora si è ritrovato sulla sponda opposta. Chissà quali saranno stati i pensieri nella sua testa, proprio ricordando quando capitò a lui e la sua reazione fu furibonda e sanguigna e impulsiva come è lui. La situazione di questi giorni, infatti ricorda molto quando Bosvia Tanjevic, allora CT, escluse il Poz dalla lista dei 12 dell’Europeo 1999 (quello vinto dagli azzurri a Nantes), l’estate successiva alla conquista dello scudetto con Varese. Tanto da dichiarare, con la sua solita, genuina franchezza e spontaneità, ove come da lui stesso dichiarato: “Tifai contro gli azzurri e non mi vergogno a dirlo. Sono sincero e spiego la mia posizione: è stata una bella sofferenza per me e nel momento in cui vieni messo da parte è davvero complicato e difficile fare il tifo per quella che sentivi come la tua squadra. Sfido chiunque abbia vissuto un’esperienza del genere a dichiarare il contrario. Anche nel 2003 venni cacciato dall’Europeo pochi giorni prima dell’inizio ma ho capito la lezione e, grazie a quella esclusione, ho avuto la forza di arrivare a giocare una finale olimpica. Ho vissute esperienze negative ma sono fatto così”. Quello che ci si augura è che la reazione di Amedeo possa essere come quella del Poz dopo l’Europeo del 2003, ovvero che lo spinga a fare meglio ed essere più motivato per rientrare da protagonista nel giro azzurro e magari arrivare a raggiungere uno storico risultato come la finale olimpica, che il caso ha voluto, che si giocasse l’anno successivo, come accadrà il prossimo anno a Parigi. Crediamo che la reazione di ADV sarà meno prorompente, troppo diversi caratteri dei due, e che il tempo per ritrovarsi giochi a favore di ADV. Che certo questa estate, ma anche i momenti esaltanti della sua stagione, non se li dimenticherà per un pezzo. Non resta che dire forza Azzurri, forza Amedeo!
Valerio Laurenti