Le parole dei due coach, quello di Varese Johan Roijkkers e quello di Trento Lele Molin, dopo il loro scontro in campionato:

JOHAN ROIJAKKERS:

«Prima di tutto grandissimi complimenti ai miei giocatori. Negli ultimi 5 minuti ci sono stati diversi momenti in cui avrebbero potuto mollare: palle perse, cattive scelte, difesa non impeccabile. In questa partita avremmo potuto perdere facilmente di 15 punti, ma i ragazzi si sono rifiutati di perdere. Hanno avuto una grande mentalità. Nei momenti in cui per esempio Marcus Keene ha perso palla con un lancio lungo o Justin Reyes si è distratto sulla linea di fondo, erano momenti in cui avremmo potuto mollare facilmente, ma i ragazzi hanno deciso di non mollare e abbiamo vinto. Devo anche ringraziare il pubblico. Sono stati fantastici, negli ultimi minuti ci hanno letteralmente spinto verso la vittoria. Ancora grandissimi complimenti ai miei giocatori.

La cosa che mi è piaciuta di più dopo queste prime tre partite è il fatto che siamo stati in grado di vincerle in maniera diversa. Penso che la partita contro Venezia sia stata vinta grazie alla difesa, mentre le due contro Trento sono state vinte grazie all’attacco. Vogliamo giocare con più ritmo e con più intensità difensiva, abbiamo ancora molto lavoro da fare e per poterlo fare non possiamo essere solo in 6/7 giocatori. Non sto facendo giocare Matteo Librizzi e Nicolò Virginio perché sono giovani e italiani, ma perché in allenamento mi dimostrano di poter stare in campo. Quando ho visto Matteo in allenamento la prima volta, ho visto un buon giocatore. L’ho detto anche ai ragazzi: non mi interessa quanti anni abbiano, quali siano le loro esperienze o la loro nazionalità; dobbiamo solo cercare di vincere partite. Meritano di stare in campo. Nico a Trento mi è piaciuto tantissimo, è entrato per la prima volta nel quarto quarto con un atteggiamento perfetto. Mi piacciono, sono buoni giocatori, ma non li faccio giocare perché sono giovani e italiani, ma perché possono aiutarci a vincere.

Anthony Beane aveva già problemi fisici ieri e questa mattina, infatti non si è allenato, ma ho apprezzato che abbia comunque provato a giocare. Avrebbe potuto decidere di non giocare perché aveva dolore, ma non lo ha fatto. È sceso in campo e ha dato tutto quello che aveva. Ci ha dato 14 minuti importantissimi. Se non avesse giocato per noi sarebbe stato un problema compensare quei 14 minuti. Abbiamo bisogno che tutti giochino bene per vincere le partite.

Quando sono arrivato mi aspettavo di trovare una squadra distrutta, con problemi di chimica. È quello che ti aspetteresti da una squadra ultima in classifica, ma non è stato questo il caso. Faccio l’esempio di Paulius Sorokas: dal primo momento in cui sono arrivato si è sempre allenato dando il 100% e lo posso dire di tutti i miei giocatori. In più facciamo anche alcuni esercizi che sfruttiamo in allenamento, durante i quali si vede se qualcuno getta la spugna. Mi piacciono molto questi esercizi, li facciamo tutti i giorni e credo ci aiutino a costruire una buona mentalità e a vincere. Credo che i miei giocatori siano bravi ragazzi ed è importantissimo, senza questo aspetto non sarebbe possibile fare il lavoro che stiamo facendo».

 

LELE MOLIN:

“E’ difficile commentare a caldo una partita che si risolve all’ultimo minuto all’ultima azione con un fischio arbitrale: devo riconoscere che Varese gioca con il cuore, una virtù che ha premiato il loro sforzo anche un po’ fortunosamente nel finale di partita. Il cuore di Varese ha avuto impatto sopra a ogni discorso tecnico o tattico. Noi vediamo la partita scivolarci via quando nell’ultimo quarto arriviamo ad avere 12 punti di vantaggio ma non riusciamo a mantenere quel margine anche per colpa dei tanti errori ai liberi: questo ha dato speranza e fiducia a Varese, che come sappiamo poi ha i giocatori e la qualità per giocare al meglio il finale punto a punto. Nelle ultime azioni non siamo stati molto lucidi ed incisivi nel fare quello che avremmo dovuto: magari lo abbiamo fatto, ma dobbiamo riuscire a farlo meglio”.