Venezia e Milano sono le squadre che si sono spartite 5 degli ultimi 6 scudetti, con dei successi ad anni alterni e – verosimilmente – a fine stagione saranno tra le grandi protagoniste per alzare lo scudetto. Nei 3 precedenti stagionali le scarpette rosse hanno fatto bottino pieno tra Supercoppa, campionato (Reyer decimata dal covid) e Coppa Italia e vogliono confermare la propria supremazia nonostante il momento non sia dei migliori e la stanchezza sia grande protagonista dopo l’uscita contro il Baskonia di venerdì. La testa di Messina e Milano è inevitabilmente all’Eurolega, con un doppio turno lontano da casa contro Stella Rossa e Panathinaikos che deciderà le sorti dei meneghini. Il coach ex San Antonio rinuncia – quindi – a Hines, Rodriguez e Datome in vista europea e rilancia dall’inizio Cinciarini e Tarczewski. De Raffaele è sempre senza capitan Bramos, ma decide di rilanciare Vidmar al posto di Isaac Fotu. Alla fine, dopo 40′ di lotta durissima e di grandi difese, la spunta la Reyer Venezia, che risponde a Brindisi e Sassari e prova a restare incollata alle prime 4: il finale 69-63 premia la grande lucidità dei padroni di casa, trascinati da un grande Austin Daye (14+5 rimb) e da un finalmente solidissimo Jeremy Chappell, che risulta essere il miglior marcatore dell’incontro grazie ai suoi 15 punti e un 15 di valutazione. Venezia lotta con le sue migliori armi e si prende lo scalpo della capoclassifica in una sfida dura, solida e senza esclusione di colpi: le triple di Daye (3/4), la presenza di Vidmar (4+7) e l’atletismo di Watt affondano un’Olimpia a tratti pasticciona e apparsa stanca e nervosa nel finale, nonostante sia sempre restata in partita. La squadra di De Raffaele segna 7 triple su 21 tentativi, Milano 1 su 12: la differenza – di fatto – sta qua e nella lucidità degli uomini chiave. Milano resta a quota 36, Venezia esulta e sale a quota 28, agganciando Sassari.
CRONACA
Più reattiva l’Olimpia dopo la palla a due e nei primi possessi: Chappell si perde due volte Shields, che ringrazia e fa 0-4. Per gli oro-granata fatica a lungo Watt contro un Tarczewski solido ed energico. De Raffaele mischia le carte e trova energia e linfa per l’attacco dal ritrovato Vidmar e da un chirurgico Daye: i rimbalzi dello sloveno, le triple dell’americano e di Clark fanno un break di 6-0 ed è parità. Gli ultimi minuti del quarto sono un botta e risposta tra Tonut e Moraschini, con il parziale al 10′ che dice 13-16 con ottime difese ed attacchi un po’ freddini ed imprecisi. Parte meglio Milano anche nel secondo periodo, ma le giocate offensive di Daye, Clark, Campogrande e Chappell permettono alla Reyer di alzare i giri del motore e provare una primissima mini-fuga sul +5. Punter – però – ha ben altre idee e le sue giocate producono 8 punti personali consecutivi in un amen e Milano ritorna avanti, con Walter De Raffaele che ha visto troppo e chiama minuto di sospensione. Un paio di flash di Clark ed un gran alley-oop dell’ex Brindisi con Watt rimettono la Reyer sul +4, con il #50 oro-granata che sembra finalmente esser entrato nel match. All’intervallo il punteggio dice 37-34 Reyer, con 10 punti per Daye, 8 per Chappell, 7 di Watt e 6 di Clark per i padroni di casa, mentre Milano ne ha 8 da Punter, 7 da Leday, 6 da Shields e Moraschini. Il terzo periodo rispecchia perfettamente l’andamento dei primi 20′, con le due squadre che si scambiano colpi, palle perse, falli, errori e difese da playoff: Chappell, Daye e la presenza massiccia di Vidmar sotto le plance guidano Venezia ad un altro mini tentativo di fuga, con Messina che si prende tecnico dopo un mancato fischio su Roll. In casa Milano la solidità di Wojciechowski e la presenza di Leday provano a fare la differenza, con la sfida che dopo 30′ è ancora in grande equilibrio: la Reyer guida di 4 lunghezze sul 54-50. L’ultimo periodo è specchio fedele del resto della gara, con Milano che resta incollata ad una Reyer più pimpante e molto solida grazie a Kevin Punter, che segna 5 punti dalla lunetta. La tripla di De Nicolao e il lay-up di Stefano Tonut – però- danno un quid in più ai padroni di casa, che mettono il punto esclamativo alla partita con le giocate di un finalmente determinante Mitchell Watt. Il lungo lagunare segna 5 punti ed in fase difensiva è decisivo su Leday, costretto ad un paio di errori non da lui. L’antisportivo di Punter fa alzare bandiera bianca definitivamente al team di coach Messina, che soccombe al Taliercio per 69-63 ad una Reyer in versione playoff. Il libero di Tonut è l’ombrellino nel long-drink per Venezia, che si prende – dunque – 2 punti vitali.
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FOTO CREDIT CIAMILLO/CASTORIA
DANIELE MORBIO