Le parole dei due coach, quello di Reggio Emilia Dragan Sakota e quello di Sassari Piero Bucchi, dopo il loro scontro nel quattordicesimo turno di LBA:

 

DRAGAN SAKOTA:

“C’è poco da dire, ho provato vergogna durante la partita. Sono molto arrabbiato, in primis con me stesso perchè mi ero illuso dopo la partita con Pesaro di poter continuare a fare meglio senza portare particolari cambiamenti, invece non è stato così. Abbiamo giocato una gara dove siamo letteralmente scomparsi, loro sono stati più aggressivi in casa nostra questo per noi è inaccettabile. Avevamo preparato situazioni, ma non siamo stati in grado di eseguirle, non abbiamo speso falli, non abbiamo messo energia, insomma ho poco altro da aggiungere. Il problema è che non solo abbiamo poca fiducia di RJ Nembhard, ma anche i compagni hanno poca fiducia e questo è stato il primo momento di difficoltà della partita, in allenamento abbiamo provato qualche situazione per coinvolgerlo però purtroppo quando un giocatore entra in campo e non ha la fiducia dei compagni, non è facile. Capisco che per lui sia molto difficile, anche perchè è la prima volta in un contesto nuovo, in questo momento più di giocatori a cui insegnare, abbiamo bisogno di giocatori che ci aiutino un po’ di più. In questo momento siamo in pericolo e non abbiamo tempo da perdere. Parliamo tutti i giorni con la dirigenza, ma non ci sono al momento nel mercato tanti giocatori buoni disponibili. Dopo Pesaro pensavo potesse andare avanti così, ma in realtà non è così ed abbiamo bisogno di intervenire”.

 

PIERO BUCCHI:

“I ragazzi sono stati bravi, hanno disputato una bella partita soprattutto difensivamente e sapevamo che poteva essere una sfida insidiosa.
La squadra è stata ordinata e compatta, nel complesso è stata una buona gara per una vittoria voluta.
Nella vigilia avevo detto che Reggio era pericolosa, è la stessa squadra che ha vinto di 20 a Pesaro, un gruppo che ha il potenziale per mettere in difficoltà, abbiamo vinto una trasferta insidiosa grazie allo spirito di sacrificio”.