A margine dell’evento del “meet&greet” che si è tenuto questo pomeriggio a Casa Virtus in cui i tifosi bianconeri hanno potuto incontrare Luca Vildoza e Derrick Alston Jr, l’ala americana ha parlato alla stampa. 

Queste le sue parole: 

Dopo le difficoltà iniziali si sta iniziando a vedere un giocatore sempre più inserito nel roster. “Sì, è vero, all’inizio ho fatto più fatica, ma mi avevano anticipato che sarebbe successo. Sono approdato in un nuovo Paese, in un campionato diverso da quello a cui ero abituato. Ma soprattutto, per giocare al top in Europa sono necessari degli aggiustamenti. Passo dopo passo penso però di dimostrare che sto facendo dei miglioramenti e per questo devo dare credito ai miei compagni, che mi hanno aiutato molto. E ovviamente anche al coach, che mi dà importanti insegnamenti per il mio gioco su entrambi i lati del campo, grazie anche all’utilizzo di filmati. Ma penso più in generale che l’esperienza sul campo sia il miglior modo per imparare più velocemente”.

Il nuovo modo di giocare, non solo tiro ma anche l’utilizzo dell’uno contro uno. Parte del processo di crescita o esplicita richiesta di Ivanovic? “Penso entrambe le cose. Venendo qua mi sono dovuto adattare a nuove situazioni. In Spagna avevo spesso la palla in mano e maggiori responsabilità, ma alla Virtus condivido il campo con compagni di grande talento. Quindi il mio ruolo rispetto all’anno scorso è cambiato un po’. E avendo meno possessi devo sempre farmi trovare pronto e fare la scelta giusta. Ogni tanto chiaramente sbaglio, ma la prendo sempre come un modo per imparare e quindi, in un certo senso, mi aiuta nella crescita”.

Lo step in più dovuto fare per giocare alla Virtus: le difficoltà iniziali e su cosa sta lavorando. “Direi una combinazione di cose. Non è mai facile cambiare Paese, approdare in una nuova squadra con nuovi compagni e coaching staff. Oltre al fatto che la Virtus Bologna gioca nella miglior competizione in Europa. Quindi servono sempre degli aggiustamenti personali. All’inizio non è stato facile, ma ho avuto sin da subito la sensazione che avrei continuato a migliorare. E ora sto iniziando a vedere sprazzi di ciò e sto solo cercando di fare in modo che questi sprazzi siano più costanti e dimostrino il mio valore”.

Gli obiettivi da qui a fine stagione. “Non ho un passo specifico da fare per la mia crescita. A me piace solo vincere, o perlomeno cercare di vincere il più possibile. Penso che abbiamo molte opportunità per farlo sia a livello nazionale che in Eurolega. Sappiamo che sarà dura, ma prendiamo una partita alla volta e vediamo cosa succede. Penso che abbiamo un gruppo di ragazzi davvero buono, siamo molto competitivi e so che lotteremo fino alla fine”.

Il ruolo. “Ovviamente penso di poter essere efficiente in entrambe le posizioni. Penso che sia solo una questione di trovare il giusto adattamento all’interno della squadra e dei quintetti. Siamo un gruppo unito che ha imparato a conoscersi e a capire come giochiamo insieme e cosa l’allenatore vuole davvero da noi. Siamo una squadra più giovane rispetto allo standard di EuroLeague, quindi penso che ci vorrà del tempo per crescere davvero, ma stiamo trovando la nostra identità e cerchiamo di continuare a competere a un livello alto”.

I punti di forza della squadra. “Credo che siamo un’ottima squadra dal punto di vista difensivo. Penso che lo abbiamo dimostrato sia in Serie A che contro alcuni top team di EuroLeague. Siamo convinti che questa sia una chiave fondamentale per competere ad alto livello in Europa e dobbiamo continuare così da questo punto di vista”.

L’adattamento alla città di Bologna. “Va benissimo. A Bologna il cibo è incredibile, la città è bellissima. Le persone sono molto cordiali e i tifosi ci supportano davvero tanto. Credo che il mio adattamento alla realtà bolognese stia andando molto bene, mi sto divertendo qua e soprattutto so che faccio parte di un club storico”.