BOLOGNA – Virtus Bologna: sei campione d’Italia! La Segafredo con il 73-62 chiude la serie con l’Olimpia Milano. 4-0, risultato duro, perentorio ma giustissimo. La Virtus si ricuce al petto lo scudetto e lo fa dopo 20 anni quando nel 2001 sulla panchina bianconera si sedeva propria l’Ettore Messina deluso più che mai vestito di biancorosso milanese.
È stata una grandissima Virtus, una Segafredo che ha saputo andare ben oltre i pronostici dominando i propri avversari in quattro gare giocate alla morte e al limite della perfezione. È la vittoria del collettivo, dello spirito di squadra e soprattutto di Sasha Djordjevic. Il serbo a novembre si era visto allontanato e privato di quel sogno che l’anno scorso è stato interrotto solamente dal Covid. Ora Sale ci è riuscito e lo ha fatto come i più grandi hanno fatto nella storia. Ha imbrigliato, vinto sul piano tecnico-tattico e soprattutto emotivo la “gara” con il maestro Messina. Milano non ha saputo mai trovare le contromosse ad una Virtus rabbiosa e guerriera. La Segafredo ha giocato i playoff come meglio non avrebbe potuto. Dopo una serie difficile con Treviso dove la squadra si è compattata, ha spazzato via le prime due della classe della regular season: Brindisi e Milano.
E allora la delusione di non essere approdati in Eurolega via EuroCup, viene eliminata così con una vittoria della scudetto che nemmeno il più ottimista dei tifosi virtussini si sarebbe mai aspettato.
Ora sono sedici, la Virtus è tornata nell’olimpo del basket italiano.
Anche in gara4 la Segafredo ha fatto sua la partita partendo dalla difesa e togliendo tutte le certezze a Milano apparsa completamente sulle gambe nel finale.
Decisivi i 15 punti di Marco Belinelli, i 14 di Kyle Weems ed i 10 di Milos Teodisic. Non bastano a Milano i 16 punti di Shavon Shields, gli 11 dell’ex Kevin Punter, i 10 di Luigi Datome ed i 10 di Kyle Hines.
La cronaca
In avvio di gara si corre tantissimo. Le azioni rapide si sprecano e il pubblico comincia subito ad accendersi: 7-8 dopo 3.30 di gioco.
Milano è molto aggressiva in difesa e corre in attacco. Datome si mette in proprio e regala il primo mini allungo ai suoi: 9-15 a metà primo quarto.
I dieci minuti inaugurali si chiudono sul 19-24 con la schiacciata di Alibegovic a fil di sirena.
I padroni di casa cominciano alla grande il secondo quarto. Alibegovic e Pajola suonano la carica e costringono Messina a chiamare time-out sul 25-27 a 8′ dall’intervallo.
La Virtus non si ferma più. In difesa non lascia passare niente, in attacco non sbaglia niente: Alibegovic, Weems e Hunter regalano il +5 (32-27) a Djordjevic.
L’Olimpia però con le sue certezze (Datome e Shields) ritorna a contatto con i propri avversari e quando mancano 2′ dall’intervallo sono avanti 35-38.
Alla pausa lunga si va sul 41-43.
L’agonismo e la fisicità al rientro in campo in manca. Salgono in decibel della SegafredoArena con i felsinei avanti 50-47 dopo 4.30 di gioco.
L’intensità rimane alle stelle. Le difese hanno la meglio sugli attacchi: 52-51 a 2′ dalla fine del terzo quarto.
Una magia di Teodosic regala il +4 alla Virtus dopo tre quarti: 55-51.
Le squadre si battono colpo su colpo per la prima parte del quarto periodo. Poi la Segafredo con Belinelli e Hunter prova a prendere margine: 63-56 a 5′ dalla fine.
Weems con la tripla centrale trova anche la doppia cifra di vantaggio: 66-56.
Milano non ce la fa più a rientrare. La Virtus controlla e vince partita (73-62) e scudetto.
QUI le statistiche complete del match
Eugenio Petrillo
Foto Ciamillo-Castoria