Il coach della Virtus Roma 1960 Marco Calvani è stato intervistato da Fabrizio Fabbri su Il Corriere dello Sport – Stadio ed ha toccato vari temi dai nuovi acquisti, agli obiettivi della nuova stagione e su come sono stati i suoi ultimi tre mesi nella Capitale. Queste le sue parole:

Sull’obiettivo promozione: “L’obiettivo è comune, condiviso, è arrivare ad ottenere il massimo risultato. Per questo con il DS Belletti e con il presidente stiamo costruendo un roster ambizioso, con uomini giusti per arrivare fino in fondo. Non voglio mettere le mani avanti ma ora sappiamo da dove partiamo ma non dove arriveremo. Non sfuggo dalle responsabilità, anzi le vado a cercare. La pressione me la metto addosso da solo, non c’è bisogno che arrivi dall’esterno. Se ho deciso di scendere di nuovo in serie B è perchè credo fortemente nel progetto della Virtus Roma 1960, presente e futuro”.

Sugli arrivi di Leggio e Toscano: “Sono stati scelti per dare qualità, carattere e sostanza ad un roster che finalmente posso costruirmi. Quello della scorsa stagione l’ho trovato fatto. Non rispecchiava il mio modo di vedere il basket nella composizione, negli equilibri. Io però voglio parlare della Virtus che sta nascendo. Leggio è un giocatore di qualità, capace di aprire il campo con il suo tiro. La pericolosità perimetrale è una caratteristica essenziale. Toscano è conosciuto per il suo carattere da combattente. Ma ridurlo solo a questo è un errore. E’ duttile, un 3 che può giocare anche da 4 e può dare una mano in ogni zona”.

Sul come si convincono i giocatori di A2 a scendere di categoria: “Offrire una città come Roma è già un plus nella trattativa. La proprietà ci ha assegnato un budget e su questo con Belletti cerchiamo di costruire la squadra. L’aspetto economico conta ma poi ci sono altre cose. La possibilità di far parte da protagonisti di un progetto teso a riportare il basket della Capitale in alto ha un peso molto alto. Stiamo facendo e faremo scelte razionali ed utili ad ottenere il risultato”.

Sulle critiche piovute su di lui al termine della scorsa stagione: “La mia carriera mostra come ci ho messo la faccia. Ho preso la squadra a tre mesi e mezzo dalla fine e dissi che non potevamo non andare ai playoff e così è stato. Accetto le critiche fanno parte del mondo dello sport”.

Sulla nuova Virtus: “Vorrei una squadra di carattere, generosa, vogliosa di lavorare duro nella settimana per poi mettere la massima energia in partita. E su questo ci stiamo concentrando per completarla. Sento su di me un grande senso di responsabilità allenando il club della mia città. L’impegno è arrivare alla fine per tagliare il traguardo con le braccia alzate”.