Siamo giunti alla fine della stagione con la Virtus Bologna che ha sollevato al cielo il diciassettesimo scudetto della propria storia. Un successo enorme che si va ad inserire in una stagione non certo semplice per la Segafredo che ha saputo attraversare anche momento molto complicati.
Brutto il percorso in EuroLeague, c’è stato un cambio di guida tecnica e anche tanti cambi di elementi del roster.
Siamo arrivati alla fine e quindi è giusto tirare una riga e dare i giudizi della stagione 2024/25.
IL PERCORSO STAGIONALE DELLE V NERE:
SERIE A: Vittoria
EUROLEAGUE: 17esimo posto
COPPA ITALIA: Sconfitta ai quarti di finale (vs Milano)
SUPERCOPPA: Sconfitta in finale (vs Milano)
VIRTUS BOLOGNA VOTO 8.5: Una stagione complicata, lunga e tortuosa, ma alla fine è arrivato lo scudetto. Tricolore che mancava dal 2021. Un successo fondamentale in una stagione che deve essere di slancio per il futuro. Un incremento delle prestazioni nel finale con Dusko Ivanovic che ha saputo dare accorgimenti tattici importanti, unione d’intenti e soprattutto identità. Poi i giocatori hanno fatto il resto con motivazioni extra per tutte le vicende anche fuori dal campo. La Virtus ha saputo superare tanti momenti difficili, ma alla fine ce l’ha fatta.
SOCIETÀ VOTO 7: È chiaro ed evidente che in questa stagione ci sia stata una sliding door evidente. Ed è riconducibile alla fine di gennaio, quando il patron Massimo Zanetti ha cambiato gli assetti dando ruoli ben definiti a persone fidate, in particolare per quanto riguarda l’amministratore delegato e la parte sportiva con Paolo Ronci che finalmente ha potuto svolgere il suo lavoro senza altri condizionamenti. E infatti quest’ultimo, assieme a coach Dusko Ivanovic, ha piazzato il colpo finale. La classica “matta” dal mazzo: Brandon Taylor. In tutto questo è arrivata la licenza triennale in EuroLeague e una maggiore chiarezza in tutto. Buon segno per il futuro.
ALL. DUSKO IVANOVIC VOTO 8.5: Subentrato in corsa, dopo lo scossone delle dimissioni di Luca Banchi. Ha ridato una quadra seppur con momenti di up e momenti di down. Non c’è stato un vero e proprio “effetto Dusko” come eravamo abituati a vedere. Anzi, la squadra è cresciuta gradualmente fino ad arrivare un eccellente trend sul finale di regular season e l’exploit nei playoff. Dopo il brutto ko in Coppa Italia aveva dichiarato che la Virtus avrebbe vinto lo scudetto. Tra scetticismo ed ilarità dei più, è riuscito in questa grande impresa.
ALL. LUCA BANCHI VOTO 5: Dopo la prima parte di stagione impressionante dell’anno scorso, questa volta non è riuscito a ripetersi. Cammino iniziato in salita con tantissimi problemi di amalgama del roster e rotazioni discutibili. Risultati appena sufficienti in Serie A, completamente insufficienti in EuroLeague. Poi la notte del 5 dicembre 2024 ha fatto storia. Dopo il ko casalingo (prima stagionale alla Segafredo Arena) contro l’Alba Berlino il tecnico grossetano rassegna le dimissioni e al suo posto fa capolino Dusko Ivanovic.
ISAIA CORDINIER VOTO 7: Il francese non è la continuità fatta persona, però quando si accende quanto è utile. Non ha disputato una stagione indimenticabile, soprattutto per le premesse post olimpiche che c’erano su di lui. Però alla fine è stato uomo chiave nel successo del suo primo scudetto in maglia Virtus Bologna. Ha giocato partite sontuose contro Trapani (quella del primo posto in regular season) e nei playoff con Milano (gara3 su tutte) e Brescia (gara1 con le giocate decisive). Poi è vero a tratti Cordinier fa perdere la pazienza per il suo modo di giocare, però ha gli scout NBA addosso per un motivo.
JUSTIN HOLIDAY VOTO 5: Arrivato l’ultimo giorno di gennaio, ha esordito ad inizio febbraio con un contratto di tre mesi e opzione per gli altro due. Il suo compito – come dichiarato anche dal DG Paolo Ronci – era quello di sopperire all’assenza per infortunio di Will Clyburn. Lo ha provato a fare ma con scarsissimi risultati: l’ex NBA non ha mai trovato continuità di rendimento salvo un paio di occasioni come quelle contro Tortona e Barcellona. Una volta rientrato Clyburn, la Virtus l’ha lasciato senza opzione dei due mesi aggiuntivi.
MATTEO ACCORSI SV: Aggregato per il finale di stagione per questione di numero di roster. Il classe 2007 non ha mai calcato il parquet, ma è stato affianco (in panchina!) con i campioni d’Italia.
MARCO BELINELLI VOTO 6.5: Saluterà il basket? Forse si, lui stesso ha dichiarato che ha bisogno di tempo per fare dei ragionamenti. Però chiaramente appendere le scarpe al chiodo dopo la vittoria dello scudetto sarebbe (sempre riprendendo le sue parole) “la ciliegina sulla torta”. Questa non è stata la miglior stagione, ha fatto molta fatica e probabilmente è il momento giusto per salutare. Detto questo il suo apporto è riuscito comunque a darlo, soprattutto nel finale di stagione con l’assenza di Clyburn. Le due trasferte di semifinale a Milano sono state pane per i suoi denti.
ALESSANDRO PAJOLA VOTO 8.5: Capitan futuro. Sarà con tutta probabilità lui a prendere il testimone lasciato da Marco Belinelli. È un giovane-veterano visto la tantissima esperienza che ha maturato nonostante l’età ancora “verde”. E in questa stagione è stato uno dei giocatori più continui di tutti. Determinante con le sue naturali doti difensive, prezioso anche in attacco. Emblematica la serie con Milano dove non ha mai trovato la via del canestro e dopo 16 errori di fila, al 17esimo tentativo piazza la tripla del ko. Poi con Brescia gioca tre partite praticamente perfette.
WILL CLYBURN VOTO 6.5: Arrivato in estate come colpo di mercato. In realtà per lui è stata una stagione di alti e bassi, dove non ha realmente mai saputo mostrare quello che è nel suo DNA. Vero, ha giocato grandi partite e trascinato la squadra diverse volte, una su tutte a Belgrado contro il Partizan. Però ci sono state altre dove è apparso assente e fuori dai giochi. Poi ha avuto diversi problemi fisici, come il grave infortunio del 5 gennaio a Reggio Emilia che l’ha costretto ai box per tre mesi, oltre quello finale in gara2 contro l’Olimpia Milano. Infortunio quest’ultimo che gli ha fatto finire anzitempo la stagione con la Virtus che in sua assenza ha vinto cinque partite su cinque.
RICCARDO VISCONTI SV: Difficile dare una valutazione sulla guardia azzurra. Praticamente mai utilizzato né in campionato né tanto meno in EuroLeague. 17 i minuti totali in LBA, solo 2 quelli nella massima competizione europea dove però si è tolto lo sfizio di segnare una bella tripla ad Istanbul contro il Fenerbahce.
BRANDON TAYLOR VOTO 8: L’uomo che ha sparigliato le carte e si è rivelata la carta vincente per lo scudetto. Arrivato a fine regular season, si è messo a disposizione solamente per i playoff. Dopo una prima serie con Venezia dove già aveva dato segnali incoraggianti (soprattutto in gara4 al Taliercio), è salito di colpi. Complici le rotazioni ridotte per le assenze di Clyburn e Polonara, ha avuto più spazio e gli exploit con Milano e con Brescia sono valsi il titolo alla Virtus. Se non fosse esistito un certo Shengelia, chissà che non avrebbe vinto il premio di MVP.
DEVONTAE CACOK SV: Stagione mai iniziata la sua. Poi il triste epilogo con il licenziamento a dicembre.
TORNIKE SHENGELIA VOTO 9: Che dire se non MVP MVP MVP! Un finale di stagione incredibile con un percorso ai playoff di LBA mostruoso. Poi durante la stagione ha avuto alti e bassi, ma quel che resta è quella parte finale di anno. Con le valigie in mano diretto a Barcellona, ha salutato come meglio non poteva. È stata una stagione dura e complicata dove ha dovuto anche far fronte a problemi fisici (ulcera a dicembre e trauma cranico nella serie con Venezia), ma alla fine ha chiuso alla grandissima. Campione vero!
DANIEL HACKETT VOTO 8: Quando cercate la definizione di “uomo squadra”, la foto che esce è quella del numero 23 della Virtus Bologna.
Leader indiscusso dentro e fuori dal campo. Sul parquet lo vediamo sempre con un atteggiamento propositivo, ma è negli spogliatoi che si fa sentire. Rispettato e ascoltato da tutti i suoi compagni di squadra.
Poi quel che ha fatto in questi playoff è da caso studio. Ha giocato una partita meglio dell’altra con un climax totalmente inaspettato. Ivanovic gli ha disegnato un ruolo da guardia che l’ha sgravato da compiti ed energie in playmaking. Da li una difesa da clinica su Amedeo Della Valle.
ANDREJS GRAZULIS VOTO 5: Arrivato da Trento con tanto piacere di Luca Banchi, suo coach nella nazionale lettone. Peccato però che sia arrivato rotto, in una situazione non consona alle sue capacità. Dopo uno scarso utilizzo e un ancor più scarso rendimento è stato ceduto in prestito in Liga ACB al Badalona.
MATT MORGAN VOTO 7: Una piacevolissima scoperta, soprattutto perché si è rivelata fondamentale per la vittoria dello scudetto. Play-guardia, molto più guardia che play, ha dato una nuova dimensione alla Virtus. Tanta corsa e transizione oltre un tiro tutto sommato affidabile. Non è ancora certa la sua permanenza in bianconero, ma sicuramente verranno fatte valutazione. Fisicamente fatica, però ha dimostrato di essere un giocatore da EuroLeague.
ACHILLE POLONARA VOTO 10: Ogni giudizio che riguarda la parte sportiva, ora, è assolutamente superfluo. In questo momento le priorità sono tutt’altre ed è corretto limitarsi a quelle.
MOMO DIOUF VOTO 7.5: Bravissimo a sfruttare le occasioni che gli sono arrivate in questa stagione. Partito con l’idea di essere il terzo lungo dietro a Zizic e Cacok, poi ben presto ha preso la titolarità del ruolo viste anche le difficoltà del croato e l’infortunio dell’americano.
Ed è stato un giocatore che è cresciuto enormemente di partita in partita fino agli exploit nei playoff di Serie A dove il lungo azzurro è stato determinante riscoprendosi eccellente difensore (che lavoro su Bilan!) e affidabile sia dalla linea della carità che dalla media distanza.
ANTE ZIZIC VOTO 6.5: Un rapporto quello tra il lungo croato e la Virtus Bologna di alti e bassi. Tanto criticato da alcuni, quanto amato da altri. Sicuramente non è un giocatore che lascia indifferenti. È un centro vecchia scuola, di un basket che forse ora non c’è più. Anche in questa stagione Zizic ha trovato periodi positivi e altri decisamente meno, che era – forse – quello che non serviva per un reparto scoperto come quello dei centri Virtus. Zizic ha contratto anche per la prossima stagione, ma siamo certi che se dovesse arrivare qualche offerta, la società la valuterà serenamente.
NICOLA AKELE VOTO 7.5: Uno dei giocatori più continui ed efficaci della squadra. Tanto che a volte ci si chiede perché non sia stato utilizzato con maggiore frequenza. Decisivo nella prima giornata di campionato a Trapani, ancor più nel finale ai playoff. Uomo squadra, collante e protagonista di tutte quelle giocate sporche che tanto hanno fatto la differenza in questa stagione. Si è riscoperto un grande attore (anche grazie all’utilizzo che ne ha fatto Dusko Ivanovic) in questo colossal che è stata l’annata bianconera.
RAYJON TUCKER VOTO 5: Altro giocatore ceduto a tre quarti stagione. Deludente anche lui, ma probabilmente meno di Holiday e Grazulis. Qualche piccolo sprazzo l’ha fatto vedere, ma veramente troppo poco per un giocatore che arrivava a Bologna forte della stagione da protagonista assoluto a Venezia. Non è mai entrato nelle grazie né di Luca Banchi né di Dusko Ivanovic. Per questo è andato a finire la stagione all’AEK Atene dove per altro ha anche ben figurato.
Eugenio Petrillo
Nell’immagine Shengelia, Hackett, Taylor e Cordinier, foto Ciamillo-Castoria